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Nella mitologia greca, la guerra di Troia viene narrata come una guerra combattuta tra gli Achei e la potente città di Troia per il controllo dell’Ellesponto. Secondo la tradizione, il conflitto ebbe inizio achille innamorato PDF causa del rapimento di Elena, la regina di Sparta, ritenuta la donna più bella del mondo, da parte di Paride, principe troiano. Il marito di Elena, Menelao, grazie all’aiuto del fratello Agamennone radunò un incredibile esercito, formato dai maggiori comandanti dei regni greci e dai loro sudditi, muovendo così guerra contro Troia. Ulteriori fonti di conoscenza possono considerarsi anche le tragedie antiche di Eschilo, Sofocle ed Euripide.


Författare: Alberto Savinio.

Altre citazioni sono reperibili in varie opere della letteratura latina e greca. Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla Parte Quarta del presente volume. Scopo del presente libro è quello di narrare gli eventi di questo ciclo mitico, che appassiona da oltre tre millenni, in modo tale da poter essere fruito ed apprezzato anche da chi si avvicina per la prima volta a quella che a ragione è stata definita la Storia delle storie del mondo. Questa frase latina significa letteralmente dall’uovo e quindi, in senso metaforico, da molto lontano, dalle più remote origini. L’uovo in questione era quello che era stato generato da Leda, dopo essere stata sedotta da Zeus in forma di cigno. Non ce ne voglia Orazio, ma noi riteniamo che per comprendere le origini più remote della storia che ha appassionato per secoli i poeti e i letterati dell’Occidente occorre risalire agli antefatti, per così dire, cosmici degli eventi che seguiranno. Secondo la mitologia greca il sovrano assoluto del Cosmo era Zeus, signore del tuono e del fulmine, il quale tuttavia era riuscito ad assurgere al trono celeste solamente dopo aver sconfitto e spodestato il padre Crono, il dio del tempo.

Del resto, lo stesso Crono aveva imposto il suo dominio sull’universo dopo aver mutilato il padre Urano, dio del firmamento. Zeus aveva ordinato a Prometeo di rivelare il nome fatale, minacciando il Titano di terribili vendette e supplizi qualora non avesse obbedito al suo volere. Scizia, perché aveva rubato dall’Olimpo le faville del fuoco, rivelandone il segreto agli uomini. Il titano dichiarò con orgoglio che mai avrebbe reso noto il nome della dea se prima Zeus non si fosse deciso a liberarlo.

Alcuni autori riportano il nome di Tetide, per distinguere la ninfa da Teti, sposa di Oceano e appartenente alla stirpe dei Titani. Peleo era stato diseredato e scacciato dal padre assieme al fratello Telamone per essersi macchiato dell’omicidio del fratellastro Foco. Ftia, di cui aveva ereditato il regno dopo essersi unito in matrimonio con la figlia. Peleo era un sovrano ormai vecchio e stanco, quando venne designato dal sovrano del cielo come futuro consorte di Teti. Le fonti più antiche non ci fanno capire esattamente se la ninfa avesse accolto di buon grado tale decisione: secondo alcuni, ella obbedì sin da subito al volere divino, anche per non inimicarsi Hera, moglie di Zeus, che l’aveva allevata da bambina. Il re di Ftia riuscì comunque a raggiungerla e a stringerla così forte da non consentir alcuna via di fuga alla dea, neppure facendo uso della metamorfosi.

Alle nozze di Teti e Peleo, che venne celebrato sul monte Olimpo, vennero invitati tutti gli dèi, maggiori e minori, i quali parteciparono alla cerimonia portando ciascuno un regalo speciale per gli sposi. Si racconta, ad esempio, che Poseidon offrì in dono una coppia di cavalli immortali, Bàlio e Xanto, mentre il centauro Chirone portò una lancia dalle dimensioni smisurate, che solo il più forte tra i mortali avrebbe potuto scagliare. Sentendosi umiliata, la dea andò su tutte le furie e decise di presentarsi comunque al convito nuziale esclamando con rabbia: — Vi ho portato anch’io il mio dono. Sorse quindi un gran litigio tra le massime dee dell’Olimpo Hera, Pallade Atena e Afrodite, ciascuna delle quali riteneva che quel pomo le spettasse di diritto. Paride, figlio di Priamo, re di Troia, di cui dovremo occuparci più diffusamente. Di Teti e Peleo è doveroso comunque dire che dalla loro unione nacque un figlio maschio, cui venne dato il nome di Achille.