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Adolescenti in crisi, genitori in difficoltà PDF

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Författare: Elena Riva.

E’ un mestiere difficile quello dei genitori. Scritto da due psicologi che con gli adolescenti in crisi e le loro famiglie lavorano da anni, questo libro aiuterà a capire e a raccogliere la sfida che i figli adolescenti lanciano ai propri genitori.

Rappresentazione grafica di una molecola di metilfenidato, un farmaco introdotto negli anni 1950 per trattare la condizione. L’iperattività è parte della condizione umana. Sir Alexander Crichton nel suo libro An inquiry into the nature and origin of mental derangement, scritto nel 1798, la definiva “irrequietezza mentale”. L’uso di stimolanti per curare la condizione è stato descritto per la prima volta nel 1937.

18 anni di età, quando la diagnosi viene fatta attraverso i criteri del DSM-IV. Il numero di diagnosi e di trattamenti è in costante aumento dal 1970, sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti. Una specifica causa dell’ADHD non è ancora nota. Ci sono tuttavia una serie di fattori che possono contribuire a far nascere o fare esacerbare l’ADHD.

Tra questi ci sono fattori genetici e le condizioni sociali e fisiche del soggetto. Secondo la maggior parte dei ricercatori e sulla base degli studi degli ultimi quarant’anni, il disturbo si ritiene abbia una causa genetica. I fattori ambientali includono l’esposizione ad alcol e fumo durante la gravidanza e i primissimi anni di vita. La World Health Organization afferma che la diagnosi di ADHD può fare emergere disfunzioni all’interno della famiglia o nel sistema educativo o anche patologie psicologiche in singoli individui. Disattenzione, iperattività e impulsività sono gli elementi chiave nel comportamento di soggetti colpiti da ADHD.

I sintomi dell’ADHD sono difficili da definire poiché è difficoltoso tracciare una linea che demarchi i normali livelli di disattenzione, iperattività e impulsività da quelli che normali non sono e per i quali si richiede un intervento medico. La maggior parte delle persone mostra alcuni di questi comportamenti, ma non nella misura in cui tali comportamenti interferiscono significativamente con il lavoro di una persona, le relazioni, o lo studio. I disturbi principali sono coerenti anche in diversi contesti culturali. I sintomi possono permanere anche in età adulta per circa la metà dei bambini ai quali è stato diagnosticato l’ADHD anche se tale stima è difficoltosa stante la mancanza di criteri diagnostici ufficiali per gli adulti. I sintomi di ADHD negli adolescenti possono differire da quelli dei bambini stanti i processi di adattamento appresi durante il processo di socializzazione. Nel 2009 uno studio ha rilevato che i bambini con ADHD si agitano molto, perché questo li aiuta a stare sufficientemente focalizzati per completare compiti impegnativi. Per quanto riguarda i problemi relazionali, i genitori, gli insegnanti e gli stessi coetanei concordano che i bambini con ADHD hanno anche problemi nelle relazioni interpersonali.

All’ADHD possono accompagnarsi altri disturbi come l’ansia o la depressione. Tali elementi possono complicare notevolmente la diagnosi e il trattamento. Disattenzione e comportamento iperattivo non sono gli unici problemi nei bambini con ADHD. ADHD esiste da solo, senza altra patologia, in circa un terzo dei bambini diagnosticati. Molte condizioni co-esistenti, richiedono altri tipi di trattamento e dovrebbero essere diagnosticate separatamente invece di essere raggruppati nella diagnosi di ADHD. Questi bambini tendono ad agitarsi, sbadigliare e sembrano essere iperattivi al fine di rimanere vigili e attivi. Disturbi relativi all’ansia: si è riscontrato essere comune nelle ragazze con diagnosi di sottotipo caratterizzato da disattenzione di ADHD.

Disturbo ossessivo-compulsivo: si ritiene ci sia una componente genetica comune tra tale disturbo e l’ADHD. Le difficoltà di apprendimento possono includere disturbi nel linguaggio e dello sviluppo. Tuttavia l’ADHD non è considerato un disturbo dell’apprendimento ma spesso è causa di difficoltà scolastiche. La sindrome di Tourette è stata riscontrata più frequentemente negli individui con ADHD. Comunemente co-esistono con l’ADHD disturbi del sonno.