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Alle sorgenti del romanico PDF

Jump to navigation Jump to search Acquedotto Pugliese S. L’acquedotto pugliese è l’infrastruttura pubblica di approvvigionamento idrico-potabile della regione Puglia e di alcuni comuni alle sorgenti del romanico PDF Campania. L’acquedotto pugliese è costituito da un complesso di infrastrutture acquedottistiche tra loro interconnesse. La prima importante realizzazione, che tuttora rappresenta la spina dorsale dell’intero sistema acquedottistico pugliese, è il canale principale, alimentato dalle acque del Sele e, a partire dagli anni 1870, da quelle del Calore.


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Difatti, non essendo il sottosuolo pugliese ricco di acqua facilmente estraibile, da sempre veniva adoperata l’acqua piovana raccolta in cisterne, che non garantivano quantità sufficienti e la necessaria prevenzione da epidemie. L’opera venne caldeggiata da alcuni deputati pugliesi che ottennero la creazione dapprima di una commissione di studio cui seguì il finanziamento e l’affidamento dei lavori in concessione, a seguito di una gara internazionale. La galleria di valico dell’Appennino, da Caposele a Conza fu ultimata nell’anno 1914. Essa ha il nome di Galleria Pavoncelli. La sua lunghezza, al momento della costruzione era di 12. Nello stesso anno 1914 furono già alimentati con la sua acqua alcuni paesi della Puglia. A Bari la prima fontana fu inaugurata in Piazza Umberto il 24 aprile 1915, pochi giorni prima dello scoppio del primo conflitto mondiale.

Durante il fascismo, infatti, furono realizzati tutti gli altri tronchi a servizio di zone non ancora raggiunte dall’acquedotto, costruite fontane d’approvvigionamento in ogni città e paese, costruita una fitta rete capillare di tubazioni per cercare di raggiungere ogni centro abitato. Le principali sorgenti di approvvigionamento si trovano tra la Campania e la Basilicata, il maggior numero delle quali nella provincia di Avellino. Puglia è caratterizzata geologicamente dal fenomeno del carsismo. L’acquedotto del Sele era inizialmente alimentato dalle sole sorgenti del fiume omonimo.

Solo successivamente, attraverso la galleria di valico Cassano Irpino-Caposele, tale acquedotto riceve anche l’apporto idrico delle sorgenti del fiume Calore. Il canale principale attraversa le province di Avellino, Potenza, Foggia, Bari e Brindisi ed ha una lunghezza complessiva di circa 250 km. Le diramazioni che si dipartono dal canale principale sono 27. Con l’inizio della ricostruzione postbellica, la dotazione idrica garantita dalle sole sorgenti del Sele risultò insufficiente a soddisfare i crescenti fabbisogni della popolazione. Furono, quindi, dapprima allacciate alcune sorgenti del fiume Calore ubicate in agro di Cassano Irpino, la cui portata viene convogliata, attraverso una galleria di valico lunga circa 13 km, fino all’inizio del Canale Principale, nel Comune di Caposele. Successivamente, ebbe inizio la costruzione degli altri grandi acquedotti che garantiscono, attraverso un complesso sistema di interconnessioni, il servizio idrico in tutti gli abitati serviti. Ognuno di tali acquedotti prende il nome dalla sua fonte di approvvigionamento: Pertusillo-Sinni, Fortore, Ofanto, Locone.

Questi grandi sistemi idrici sono tra loro fortemente interconnessi, al fine di garantire ad ogni abitato della Puglia la possibilità di essere alimentato almeno da due di questi vettori idrici, così da garantire la continuità dell’erogazione idrica anche in caso di fuori servizio temporaneo di uno di essi. Il sistema di alimentazione idrico-potabile in Puglia, complesso ed articolato, è unico al mondo, considerando l’estensione della rete e le portate idriche. Il contributo della falda idrica, tuttora importante, tende a diminuire a causa dell’impoverimento della stessa determinato da eccessivi prelievi ad opera di numerosi pozzi privati. Occorre considerare che la falda va preservata in quanto risorsa strategica, da utilizzare nei periodi di scarso apporto delle altre fonti determinato dalla ricorrente siccità.

L’impianto del Fortore, con potenzialità produttiva di 2. Fortore a servizio della Puglia settentrionale. Entrato in esercizio nel 1975, ha uno sviluppo di circa 400 km ed è a servizio prevalentemente della provincia di Foggia. Attualmente è interconnesso con lo schema idrico Sele – Calore, ma è in previsione il suo collegamento con l’acquedotto del Locone. L’acquedotto del Pertusillo è alimentato dall’invaso omonimo le cui acque sono potabilizzate nell’impianto di Missanello. Parco del Marchese, il più grande di Europa, alimenta prevalentemente le aree del Barese, attraverso la diramazione primaria denominata Gioia – Bari.

In corrispondenza nel nodo idraulico di Gioia del Colle, il ramo nord è interconnesso con il canale principale dello schema Sele – Calore. L’impianto del Locone, con potenzialità produttiva massima di 1. L’acqua potabilizzata è convogliata, mediante sollevamento, al nodo idrico di Monte Carafa e viene immessa nella rete adduttrice idrica dell’acquedotto pugliese ad integrazione delle disponibilità idriche della Puglia centrale. Nel 2009 è entrato in funzione il primo lotto funzionale dell’acquedotto del Locone a gravità che termina in corrispondenza del nodo idraulico di Barletta. L’acquedotto dell’Ofanto, della lunghezza di 90 km, attualmente viene utilizzato per convogliare gli esuberi delle sorgenti del Sele e del Calore che non sono convogliabili con il Canale Principale con il quale è interconnesso in corrispondenza del nodo idraulico di Padula.