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Amleto PDF

Lo stesso argomento in dettaglio: Amleto. Figlia di Polonio, ciambellano di Elsinore, capitale della Danimarca, e sorella di Laerte, giovane cavaliere, Ofelia è una giovane ragazza aristocratica non appartenente alla stirpe reale: la residenza alla corte di Elsinore le è permessa grazie alla carica ricoperta dal padre. Messo in moto da Amleto PDF il meccanismo che scatena gli eventi tragici della vicenda a seguito dell’apparizione del fantasma del padre, Ofelia viene costretta da Polonio a consegnargli le lettere d’amore ricevute dal principe, tramite le quali potrà provare ai reali danesi la pazzia, creduta d’amore, del giovane nei confronti della donna.


Författare: William Shakespeare.

O, what a noble mind is here o’erthrown! To have seen what I have seen, see what I see! Oh, qual nobil mente è qui sconvolta! Il duro colpo viene mal parato da Ofelia, il cui smarrimento ha inizio.

Accade che Amleto, nel corso di una conversazione con la madre Gertrude, scopra e uccida Polonio, nascostosi dietro un arazzo per ascoltare, non visto, il dialogo tra i due. Il momento più drammatico e significativo del personaggio di Ofelia è rappresentato quindi dalla sua morte, che lo spettatore non vede in scena: l’assenza diviene quindi presenza del momento drammatico. Ophelia di John Everett Millais, 1852, conservato alla Tate Gallery di Londra. Il personaggio di Ofelia ha ispirato numerose opere pittoriche e musicali, le quali hanno sempre sottolineato il carattere tragico del personaggio, che da sottomesso e ingenuo simbolo di castità e purezza subisce, per il corso degli eventi e indipendentemente dalla sua volontà, un cambiamento radicale che lo portano a esiti fatali. Ophélia, film del 1963 di Claude Chabrol, è basato sull’Amleto shakespeariano ma prende il nome dell’unico personaggio che non si lascia trascinare nella follia del protagonista Yvan, convinto di rivivere la tragedia del principe danese. Il cantautore Francesco Guccini le ha dedicato una canzone dal titolo Ophelia contenuta nell’album Due anni dopo del 1970.

La canzone Ophelia, dall’album Sitting Targets di Peter Hammill tratta anch’essa del personaggio dell’Amleto. Ofelia viene tramutata in Lofelia nel celebre riadattamento di Giovanni Testori, L’Ambleto. L’artista Emilie Autumn ha interpretato il personaggio di Ofelia per poter trasmettere il suo dolore, ha anche coniato una parola che vuol esprimere, per così dire, il dolore “ofelico”. Opheliac è il titolo della canzone ispirata al personaggio shakespeariano. L’artista giapponese Kaya ha pubblicato un singolo, recante il nome di “Ophelia”, sulla cui cover, interpretando il personaggio, è ritratto supino nell’acqua. A Ofelia è anche dedicata una poesia del poeta francese Arthur Rimbaud.

Al personaggio di Ophelia è dedicato il quarto movimento della celebre Royal Winter music I composta da Hans Werner Henze. Nell’anime e manga Claymore vi è una guerriera, la No. 4: Ophelia dell’Onda, la quale ha una storia simile alla Ofelia dell’Amleto. Anche nell’anime Ergo Proxy è presente un episodio, intitolato per l’appunto Ophelia, in cui la protagonista figura nella stessa posizione presente nell’opera del pittore preraffaellita John Everett Millais. La canzone “Dig Ophelia” fa parte dell’album “Thanks for the Ether” del gruppo Rasputina.

L’attrice britannica Kate Winslet ha interpretato il ruolo di Ofelia nel film Hamlet diretto da Kenneth Branagh. L’attrice britannica Helena Bonham Carter interpretò il ruolo di Ofelia nel film Amleto diretto da Franco Zeffirelli. Nella canzone Remedios Maria del cantautore Dente in cui si stravolgono in modo cinico e libertario le figure femminili più celebri, viene citata anche Ofelia, in un verso che dice: “Ofelia al corso di nuoto si accende una sigaretta, fa la scema con le amiche nello spogliatoio”. Brian Jones, deceased”: They’ve just picked me to play the Prince of Denmark. 171 Ophelia, porta il suo nome. Interpretare “Amleto”, Bologna, Clueb, 2002, ISBN 88-491-1853-8. Un lontano parallelo può essere fatto con il saggio di Peter Brook Lo spazio vuoto – precedentemente noto in Italia con il titolo Il teatro e il suo spazio – nel quale si ravvisa nel vuoto non la vacuità ma la presenza.