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Architettura Vol. 32 PDF

Giuseppe Parini, Teatro, a cura di Andrea Rondini, Manuela Martellini, Antonio Di Silvestro. Coordinamento e introduzione di Andrea Rondini, con un saggio di Claudio D’Antoni, 2018, pp. Studi in onore di Massimo Di Marco offerti dagli allievi architettura Vol. 32 PDF il suo congedo, a cura di Luca Bruzzese, Lidia Di Giuseppe, Emanuele Lelli, 2018, pp. 2 – In dialogo con Omero, a cura di Mauro Tulli, 2018, pp.


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46 – Federica Pazzelli, La genesi dei Colloqui. Una prospettiva su Enrico Castelli, 2018, pp. Studi in memoria di Nicola Bonacasa, a cura di Ernesto De Miro, 2018, voll. 484 con figure in bitono n. Chinese Religions in China and Italy, a cura di Nanlai Cao, Giuseppe Giordan, Enzo Pace, 2018, pp.

4 – Vincenza Perdichizzi, Testi e avantesti alfieriani, 2018, pp. 11 – Raphael Merida, La lingua della prosa sacra del Seicento, 2018, pp. Myths, Utopias and Real-Life Experiences, edited by Brit Helene Lyngstad, Sissel Lie and Geir Uvsløkk, 2018, pp. Benché il movimento sia temporalmente ben definito, al suo interno è possibile individuare diversi momenti stilistici, che la critica identifica nel “primo Rinascimento”, appartenente al XV secolo, nel “Rinascimento classico” e nel Manierismo, questi ultimi entrambi coincidenti col Cinquecento. Lo stesso argomento in dettaglio: Rinascimento. Dal punto di vista culturale, all’affermazione del Rinascimento contribuirono gli studi classici avviati nel XIV secolo da Francesco Petrarca e continuati da altri letterati, generalmente di formazione fiorentina. Nel Cinquecento, invece, il Rinascimento trova terreno fertile nella Roma papalina, in un contesto completamente diverso da quello fiorentino.

Lo stesso argomento in dettaglio: Arte del Rinascimento. Il termine Rinascimento fu utilizzato già dai trattatisti dell’epoca per evidenziare la riscoperta dell’architettura romana, di cui nel Quattrocento sopravvivevano integre diverse vestigia. Del resto, lo storico dell’arte Bruno Zevi ha definito il Rinascimento come una riflessione matematica svolta sulla metrica romanica e gotica, evidenziando la ricerca, da parte degli architetti dei secoli XV e XVI, di una metrica spaziale basata su rapporti matematici elementari. Brunelleschi introdusse una visione d’interno totalizzante, elevando la prospettiva a struttura spaziale globale.

I nuovi palazzi costruiti intorno alla metà del Quattrocento dovettero conciliare le esigenze di vita degli abitanti al rinnovamento del volto urbano delle città, avvicinandosi, al contempo, ai prototipi dell’antichità. Tuttavia, a differenza di alcuni templi, nel XV secolo nessun antico palazzo era sopravvissuto integro, tanto che alla conoscenza delle planimetrie si contrapponeva la mancanza di modelli relativi all’articolazione delle facciate. L’introduzione del cortile al centro dell’edificio, derivata dai modelli planimetrici del passato, divenne pertanto il principale elemento caratterizzante la nuova disposizione all’antica. Questa tipologia prevedeva un complesso edilizio chiuso attorno ad un cortile, con piccole aperture al piano terreno e finestre regolari, di dimensioni più ampie, nei registri superiori.

Un caso particolare è rappresentato dai palazzi veneziani, la cui costruzione fu condizionata innanzitutto dalla scarsa superficie dei lotti a disposizione. Ciò determinò la formazione di edifici a blocco unico, privi di un cortile centrale aperto. Raffaello proposero nuovi modelli in cui furono combinati bugnato al piano terra e scansione della facciata con ordini in rilievo. Nelle residenze di campagna, la centralizzazione della casa divenne un principio fondamentale. La predilezione per le forme geometriche elementari e per l’armonia tra le parti portò alla costruzione di numerose chiese a pianta centrale.

Il tempietto rotondo di Bramante nella chiesa di San Pietro in Montorio in Roma esprime una nuova concezione nella tipologia di complessi a pianta centrale, mostrando una maggiore derivazione dai modelli dell’antichità. La pianta longitudinale non fu messa da parte. Nella prima metà del XV secolo, Brunelleschi ideò le chiese fiorentine di San Lorenzo e Santo Spirito, ricorrendo, in entrambi i casi, ad uno schema a croce latina. Le facciate riscoprono i motivi dell’antichità, come pronai, frontoni e archi trionfali. Lo stesso argomento in dettaglio: Urbanistica rinascimentale. A partire dal XV secolo, in Italia e gradualmente in tutta Europa furono progettate numerose città fortificate con piante regolari e bastioni di forma triangolare. Una fusione tra la visione utopica rinascimentale ed uno schema più funzionale si registra ad Amsterdam solo all’inizio del Seicento, quando, attorno alla vecchia città, vennero realizzati una serie di canali poligonali, attorno ai quali sorsero strette case a schiera e magazzini, protetti da una cinta fortificata lunga circa otto chilometri.