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Artigianato e politiche industriali PDF

2011 Regione Lazio – Via Artigianato e politiche industriali PDF. Romano Prodi – Giornata Autonomia 2014.


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L’Osservatorio Artigiancassa si propone nel 2008 con alcune novità di rilievo quali l’articolazione in capitoli regionali della descrizione e dell’analisi delle dinamiche delle microimprese e delle piccole imprese artigiane e non-artigiane; l’identificazione di tali tematiche in collaborazione con coloro che a pieno titolo rappresentano e sono chiamati a governare il mondo dell’artigianato nelle diverse regioni d’Italia; una ricognizione del mondo e delle tendenze dell’artigianato in Italia.

Il 1º settembre 2008 ha creato la Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli. Collabora come editorialista con Il Messaggero. Lo stesso argomento in dettaglio: Franco Prodi, Giorgio Prodi, Giovanni Prodi, Paolo Prodi e Vittorio Prodi. Mario Prodi, un ingegnere proveniente da una famiglia contadina, e di Enrica, maestra elementare. Lo stesso argomento in dettaglio: Università di Bologna, Università di Trento e Università di Harvard. Iniziò i suoi studi al liceo classico Ariosto di Reggio Emilia.

Nel 1963 iniziò la sua carriera accademica come assistente di Beniamino Andreatta alla cattedra di “economia politica” della facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna. Il 6 febbraio 2009 è stato nominato professore presso l’Istituto di Studi Internazionali della Brown University. I temi delle sue ricerche hanno riguardato principalmente lo sviluppo delle piccole e medie imprese, dei distretti industriali e la politica contro i monopoli. Fra il 1974 e il 1978 ha presieduto la casa editrice il Mulino, nel 1982 divenne direttore delle riviste Energia e L’Industria. Nel 1981 ha fondato Nomisma, una società di studi economici e consulenza.

Lo stesso argomento in dettaglio: Democrazia Cristiana, Governo Andreotti IV e Legge Prodi. Nel 1963 si affacciò per la prima volta in politica, venendo eletto consigliere comunale a Reggio Emilia per la Democrazia Cristiana, ma dopo poco tempo lasciò per le difficoltà a conciliare l’impegno amministrativo con quello accademico a Bologna. Negli anni settanta ebbe un primo incarico manageriale come presidente della Maserati e della società nautica Callegari e Ghigi, imprese in difficoltà gestite dall’istituto finanziario pubblico GEPI allo scopo di risanarle. SME al gruppo CIR di Carlo De Benedetti, operazione che venne fortemente ostacolata dal governo di Bettino Craxi. 1988 ha solo imputato a riserve le perdite sulla siderurgia, perdendo come negli anni precedenti.

IRI aveva per lo meno cessato di crescere e di allargare il proprio campo di attività, come invece aveva fatto nel decennio precedente, e per la prima volta i governi cominciarono a parlare di “privatizzazioni”. Allievo di Beniamino Andreatta, aderì alle correnti riformiste della Democrazia Cristiana ed ebbe buoni rapporti con Giulio Andreotti. La sua azione economico-manageriale trovò l’appoggio del governo guidato da Ciriaco De Mita. Sarà De Mita a collocare Romano Prodi ai vertici dell’IRI nel 1982.

Il 25 maggio 1994 Prodi si reca a Palazzo Chigi per un colloquio di un’ora col nuovo Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Dopo l’IRI, l’11 agosto Prodi annuncia alla Gazzetta di Reggio l’intenzione di entrare in politica: Adesso ho mente e animo liberi. Un impegno in politica diventa un dovere, vista la situazione. In seguito alla sconfitta del ’94 tra i partiti della sinistra riformista e le forze del centro italiano, si svilupparono rapporti di consultazione politica. Luciana Sbarbati, dopo il passaggio al centrodestra del PRI di Giorgio La Malfa. Il Governo Prodi I che si formò ebbe una composizione ulivista e d’indipendenti, e si avvalse di un appoggio esterno da parte di Rifondazione Comunista. Anche nella cosiddetta “Seconda Repubblica”, Prodi si mantenne sulle sue posizioni, sulla moderazione e sul riformismo di impronta progressista che permisero l’introduzione di molti provvedimenti varati sotto la presidenza di Prodi riguardanti vari campi.

Il programma politico di Prodi prevedeva la continuazione del lavoro di risanamento della situazione economico-finanziaria italiana, che i predecessori Amato, Ciampi e Dini avevano iniziato, per risolvere la notevole crisi economica dell’epoca. Importante fu anche la riforma voluta dal Ministro della Sanità Rosy Bindi riguardante il Servizio Sanitario Nazionale che, con il decreto Bindi n. Lo stesso argomento in dettaglio: Commissione europea e L’Unione. Designato dai governi europei alla Commissione europea, viene accolto con un appoggio ampio composto in particolare dai parlamentari europei popolari e socialdemocratici. Terminato il suo mandato alla Commissione europea, Prodi è ridivenuto un punto di riferimento del centrosinistra italiano, venendo scelto da tutti i partiti della coalizione come leader dell’Unione. La nuova coalizione dell’Unione ha compiuto il suo debutto in occasione delle elezioni regionali del 2005: il suo ritorno alla guida dell’alleanza del centrosinistra è stato salutato dal brillante risultato con il quale l’Unione si è affermata in 12 delle 14 regioni interessate al voto. Il 16 ottobre 2005 si sono svolte, invece, le elezioni primarie per la scelta “ufficiale” del capo della coalizione per le elezioni dell’anno seguente.

La consultazione si è così risolta in un indubitabile successo personale di Prodi, anche nei confronti dei settori politici della coalizione più dubbiosi della sua leadership. Il 16 febbraio 2005 crea a Bologna la “Fabbrica del Programma”. La fabbrica consiste fisicamente in un capannone in cui chiunque può portare un contributo al fine di una sua valutazione e inclusione nel programma finale che verrà presentato per le prossime elezioni politiche. Secondo la definizione dello stesso politico di Scandiano, la fabbrica è nata “Per comprendere un paese, per interpretare i suoi bisogni, per rispondere alle sue attese.

Perché se si vuole migliorare una nazione bisogna prima conoscerla, ascoltarla. E io desidero davvero il concorso di tutti”. Il 9 aprile Romano Prodi ha vinto le elezioni politiche 2006 con uno scarto inferiore ai 25. La sua coalizione ha conseguito 340 seggi alla Camera dei deputati e 159 seggi al Senato della Repubblica. La rilevanza enciclopedica di questa voce o sezione sugli argomenti economisti e politici è stata messa in dubbio. Questa voce o sezione sugli argomenti economisti italiani e politici italiani non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti.