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Astronomia, astrologia, mitologia e religioni PDF

Astronomia, astrologia, mitologia e religioni PDF è una voce in vetrina. Foto di Saturno ottenuta dalla Voyager 2 il 4 agosto 1981 da circa 21 milioni di chilometri.


Författare: Michele Giugliano.

Uno studio di astronomia antica con la sua storia, fino al primo Novecento, con particolare riferimento al Settecento. Un capitolo sull’astrologia antica, disciplina non appartenente al gruppo delle scienze naturali, che presenta una struttura sicuramente di tipo logico-deduttivo, come la geometria euclidea, ma con postulati arbitrari e infondati. Un capitolo sulla mitologia antica, che ci conduce nel mondo della fantasia, ci fa volare in ambienti favolosi, ove tutto è possibile; ci mostra luoghi e personaggi straordinari, che producono in noi forti emozioni e aumentano le nostre capacità creative. Infine, un capitolo sulle religioni, che appartengono alla tradizione culturale di tutti i popoli del mondo; ci fanno considerare che l’uomo non è formato solo dal corpo visibile, destinato alla distruzione dopo la morte; che occorre guardare più in alto, verso un mondo migliore, libero da egoismi e sofferenze, in cui ritrovare la pace e la gioia di esistere.

Saturno è il sesto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole e il secondo pianeta più massiccio dopo Giove. Giove e leggermente meno veloci di quelli che spirano nell’atmosfera di Nettuno. Saturno ha un esteso e vistoso sistema di anelli che consiste principalmente in particelle di ghiaccio e polveri di silicati. Tavola illustrativa dell’articolo di Gottfried Heinsius Observationes circa phasin Saturni rotundam pubblicato negli Acta Eruditorum del 1761.

Lo stesso argomento in dettaglio: Osservazione di Saturno. 2002, sono maggiormente visibili e contribuiscono ad aumentare sensibilmente la luminosità apparente di Saturno. Talvolta Saturno, come altri corpi del sistema solare che giacciono nei pressi dell’eclittica, può venire occultato dalla Luna. Saturno è l’ultimo dei pianeti visibili a occhio nudo ed era conosciuto sin dall’antichità.

Gli astronomi babilonesi osservavano e registravano regolarmente i movimenti del pianeta. Il primo astronomo a osservarne la forma peculiare fu Galileo, che nel 1610 non riuscì a risolvere completamente la figura del pianeta circondato dai suoi anelli. Inizialmente il pianeta gli apparve accompagnato da altri due corpi sui lati, e pertanto lo definì “tricorporeo”. Nei secoli successivi Saturno fu oggetto di studi approfonditi.

Nel 1899 William Henry Pickering scoprì Febe, un satellite irregolare che non ruota in sincronia con Saturno come le altre lune maggiori. Febe è stato il primo satellite scoperto in un’orbita retrograda. Lo stesso argomento in dettaglio: Esplorazione di Saturno. Una delle due sonde del programma Voyager. Il Pioneer 11 fu la prima sonda spaziale a effettuare un sorvolo ravvicinato di Saturno nel settembre 1979, quando passò a 20 000 chilometri dalla sommità delle nubi del pianeta. Furono scattate immagini del pianeta e di alcune delle sue lune, anche se la bassa risoluzione non consentì di rilevare dettagli della superficie. La sonda studiò anche gli anelli del pianeta, scoprendo il sottile anello F e il fatto che le lacune oscure appaiono brillanti se osservate a elevati angoli di fase rispetto al Sole, indicando che contengono sottili particelle in grado di diffondere la luce.

Pioneer 11 misurò anche la temperatura di Titano. Lo stesso argomento in dettaglio: Programma Voyager. Nell’agosto 1981, quasi un anno dopo, la Voyager 2 continuò lo studio del sistema di Saturno. Acquisì diverse altre immagini ravvicinate delle lune di Saturno mostrando prove di alcuni cambiamenti dell’atmosfera e degli anelli. Purtroppo durante il flyby la piattaforma girevole della telecamera si bloccò per un paio di giorni e alcune immagini pianificate andarono perse. Lo stesso argomento in dettaglio: Missione spaziale Cassini-Huygens. Il Sole eclissato da Saturno, in un’immagine ripresa dalla sonda Cassini.

Lanciata il 15 ottobre 1997, la sonda spaziale Cassini-Huygens entrò in orbita attorno a Saturno il 1º luglio 2004, con lo scopo di studiare il sistema saturniano e inviare successivamente un lander sulla misteriosa superficie di Titano, fino ad allora sconosciuta a causa della spessa coltre atmosferica che avvolge la principale luna di Saturno. Dall’inizio del 2005 la Cassini rivelò fulmini nell’atmosfera di Saturno, circa 1. 000 volte più potenti dei fulmini terrestri. Numerose sono state le scoperte della Cassini nel corso degli anni: tra il 2006 e il 2007 sono stati scoperti laghi e mari di idrocarburi su Titano, il più grande dei quali ha le dimensioni del Mar Caspio. Dopo avere scoperto otto nuovi satelliti la missione principale della Cassini si è conclusa nel 2008, tuttavia essa è stata prima estesa fino al 2010 e successivamente prorogata fino al 2017. Il 19 luglio 2013 per la prima volta la NASA ha annunciato in anticipo che sarebbe stata scattata una serie di foto dal sistema solare esterno verso la Terra: la Cassini, dietro al disco di Saturno per evitare il bagliore del Sole, immortalò la Terra e la Luna dalla distanza di 1,5 miliardi di km.