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ATTIMI INFINITI n.18 – Faccia di pietra PDF

ATTIMI INFINITI n.18 – Faccia di pietra PDF, il serpente che si morde la coda, simbolo esoterico della ciclicità del tempo. Nietzsche, sta in una singolare penombra. Nell’estate del 1881 Nietzsche, che all’epoca ha 37 anni, si trova a Silvaplana in Engadina, un luogo di montagna vicino a un bellissimo lago dove passeggia nel pomeriggio, mentre le sere scrive. Vedi, noi sappiamo ciò che tu insegni: che tutte le cose eternamente ritornano e noi con esse, e che noi siamo stati già, eterne volte, e tutte le cose con noi.


Författare: Itacchiaspillo.

Prima stesura dell’Eterno Ritorno, scritta da Nietzsche dopo l’esperienza “mistica” vissuta all’inizio dell’Agosto 1881 a Sils-Maria, 6000 piedi sopra il mare e molto più in alto di tutte le faccende umane. O Zarathustra, sussurrava beffardamente sillabando le parole, tu, pietra filosofale! O Zarathustra, pietra filosofale, pietra lanciata da fionda, tu che frantumi le stelle! Il nano beffeggia Zarathustra al quale si rivolterà contro proprio quello che egli stesso ha scoperto: il tempo infinito. Tutti i progetti dell’uomo devono alla fine cadere, una salita senza fine non è possibile, poiché lo impedisce il tempo senza fine. Il Nano risponde e risolve a suo modo l’enigma: Tutte le cose dritte mentono, borbottò sprezzante il nano. Quelle che a noi sembrano due vie diritte che si dipartono l’una dall’altra, non sono in verità che la parte per ora visibile di un grande circolo che ritorna continuamente su se stesso.

Le cose diritte sono una parvenza. Troppo semplice la risposta del Nano: il tempo, osserva Zarathustra, non è solo un circolo ma Da questa porta carraia che si chiama attimo, comincia all’indietro una via lunga, eterna: dietro di noi è un’eternità. Ogni cosa che l’uomo crederà di aver creato sarà già stata creata, e non una volta, ma infinite volte. La mia mano tirò con forza il serpente, tirava e tirava invano!

Nietzsche volle minuziosamente innamorarsi del proprio destino. Seguì un metodo eroico: disseppellire l’intollerabile ipotesi greca dell’eterna ripetizione, e poi cercare di dedurre da quell’incubo mentale un’occasione di giubilo. Il rapporto sintetico che l’attimo ha con sé in quanto presente, passato e futuro fonda il rapporto con gli altri attimi. La misura della forza del cosmo è determinata, non è “infinita”: guardiamoci da questi eccessi del concetto! La mia formula per la grandezza dell’uomo è amor fati: non volere nulla di diverso, né dietro né davanti a sé, per tutta l’eternità. Volontà di potenza Nietzsche avanza la concezione dell’amor fati come unica possibilità di accettazione per l’uomo con la sua volontà di potenza dell’eternità circolare del tempo. L’amor fati è quindi un atteggiamento non assimilabile alla rassegnazione ma di accettazione attiva, che consiste nella capacità di far coincidere la propria volontà con il corso degli eventi così come essi si verificano, ovvero assumendoli nella loro pura casualità.

Amor fati: lasciate che sia il mio amore d’ora in poi! Non voglio fare la guerra contro ciò che è brutto. Io non voglio nemmeno accusare chi accusa. Guardare lontano sarà la mia unica negazione.

Solo così perpetrando e promuovendo eternamente il processo di creazione e rigenerazione dei valori e sposando la nuova e “disumana” dimensione morale dell’amor fati, che delinea un amore gioioso e salubre per l’eternità in ogni suo aspetto terribile, caotico e problematico, si giungerà all’avvento dell’oltreuomo. Fink, La filosofia di Nietzsche, tr. Pisana Rocco Traverso, Marsilio Editori, Venezia 1973. Il convalescente” in Opere, Adelphi, Milano 1968 p.

Fink, La filosofia di Nietzsche, ed. Il nano, che siede sulla spalla di Zarathustra, pesante come il piombo, rappresenta lo spirito di gravità, che cerca di distogliere il profeta dall’ascesa verso la verità. Nietzsche, La gaia scienza, aforisma 341. Gilles Deleuze, Nietzsche e la filosofia, cit. In questo passo, Nietzsche abbandona il linguaggio poetico criptico per adottare termini quasi matematici. Il discorso però è sempre lo stesso. Nietzsche, Ecce homo, a cura di Roberto Calasso, trad.

Turco Liveri Giuseppe, Nietzsche e Spinoza. Ricostruzione filosofico-storica di un “incontro impossibile”. Nietzsche, La volontà di potenza, ed. Deleuze , Nietzsche e la filosofia, tr. Fabio Polidori e Davide Tarizzo, Einaudi, Torino 2002.

Fini, Nietzsche, l’apolide dell’esistenza, Marsilio,Venezia 2002. Pasqualotto, Saggi su Nietzsche, Franco Angeli, Milano 1998. Rametta, Responsabilità e potenza nel pensiero di Nietzsche, in Il problema responsabilità, a cura di B. Nietzsche e il problema della liberazione, Bompiani, Milano 1974. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 26 dic 2018 alle 19:04. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Antichi libri rilegati ed usurati nella biblioteca del Merton College a Oxford.

Un libro è costituito da un insieme di fogli, stampati oppure manoscritti, delle stesse dimensioni, rilegati insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina. Il libro è il veicolo più diffuso del sapere. L’insieme delle opere stampate, inclusi i libri, è detto letteratura. I libri sono pertanto opere letterarie. Un negozio che vende libri è detto libreria, termine che in italiano indica anche il mobile usato per conservare i libri. La biblioteca è il luogo usato per conservare e consultare i libri.

La parola italiana libro deriva dal latino liber. Livelli di produzione libraria europea dal 500 al 1800. L’evento chiave fu l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg nel XV secolo. La storia del libro segue una serie di innovazioni tecnologiche che hanno migliorato la qualità di conservazione del testo e l’accesso alle informazioni, la portabilità e il costo di produzione. Essa è strettamente legata alle contingenze economiche e politiche nella storia delle idee e delle religioni. Dall’invenzione nel 1456 della stampa a caratteri mobili di Gutenberg, per più di quattro secoli l’unico vero medium di massa è stata la parola stampata. La scrittura è la condizione per l’esistenza del testo e del libro.