Economia e diritto

Breve storia di Napoleone Bonaparte vol. 2 PDF

Questa breve storia di Napoleone Bonaparte vol. 2 PDF o sezione sull’argomento sovrani non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. 9 della costituzione francese in vigore all’epoca, egli era dalla nascita principe imperiale e conosciuto dalla nascita col titolo di re di Roma, titolo che lo stesso Napoleone I gli riconobbe come titolo di cortesia.


Författare: Francesco De Vito.

Quando Napoleone abdicò il 4 aprile 1814, nominò suo figlio quale suo successore come imperatore. Ad ogni modo, i membri della coalizione che lo avevano sconfitto si rifiutarono di riconoscere suo figlio quale suo successore e per questo Napoleone II venne costretto ad abdicare incondizionatamente alcuni giorni dopo e de facto non governò mai in Francia. Napoleone Bonaparte e Maria Luisa d’Austria, i genitori di Napoleone II. Il figlio di Napoleone venne alla luce all’alba del 20 marzo 1811, dopo un parto estremamente complicato.

Alle cinque di mattina l’imperatore veniva raggiunto dall’ostetrico, il quale con grande preoccupazione lo informava del fatto che forse si sarebbe dovuto scegliere se salvare la madre o il nascituro. Napoleone lo tranquillizzò, asserendo che con Maria Luisa avrebbe potuto eventualmente fare un altro bambino. L’ostetrico si mise all’opera, presto assistito dal dottor Corvisart e da Madame de Montesquiou, che cercava di tranquillizzare l’imperatrice, impazzita per il dolore e per la paura che la si volesse sacrificare. Tutti gli edifici pubblici rimasero illuminati la notte seguente mentre nei teatri si improvvisavano spettacoli e i poeti scrivevano innumerevoli componimenti d’occasione. Il figlio tanto atteso, colui che doveva perpetuare la dinastia dei Bonaparte, era nato. Sua Maestà l’Imperatore e Re ci ha dichiarato essere sua intenzione che il re di Roma riceva i nomi di Napoléon, François, Joseph, Charles.

Il titolo di re di Roma fu immediatamente conferito all’infante in virtù della decisione del Senato del 17 febbraio 1810. Inoltre Napoleone intendeva raccogliere in questo modo l’eredità del sacro romano impero: più esattamente, i principi elettori avevano la possibilità di designare un successore con l’imperatore in vita, e l’erede riceveva allora il titolo di re dei Romani. L’entusiasmo per la nascita ebbe tuttavia breve durata. Le finanze francesi erano in difficoltà, soprattutto a causa della speculazione sullo zucchero e sul caffè. A ciò si aggiunsero un imprevisto cattivo raccolto e i preparativi russi per la spedizione verso il ducato di Varsavia, che era oggetto di contesa con i francesi. Un evento dell’ottobre 1812 può illustrare la considerazione in cui era tenuto il futuro sovrano. Il 23 del mese, in piena notte, il generale Malet tentò di mettere a segno un colpo di Stato.

Anche il maestoso complesso in suo onore previsto da un decreto del 16 febbraio 1811 non vide mai il giorno. Affidato a Percier e Fontaine, doveva sorgere sulle rive della Senna e costituire l’opera architettonica più grande del secolo. Altre erano le priorità: nel maggio 1812 Napoleone partì per la Russia, conscio anch’egli del fatto che il figlio non garantiva affatto l’inaugurazione di una dinastia dei Bonaparte. Durante la campagna tedesca lo scambio di missive è molto fitto.

L’imperatore manifesta ripetutamente il desiderio di rivedere al più presto il figlio e la moglie, desiderio che nel 1813 potrà finalmente realizzare. Da Parigi si guarda con grande preoccupazione al precipitare degli eventi: prussiani, russi, austriaci e inglesi concludono un accordo antinapoleonico, e si apprestano ad attaccare la città, dove regna la confusione. Il 4 aprile 1814, con il trattato di Fontainebleau, Napoleone redasse un atto di abdicazione che manteneva i diritti di suo figlio. Maria Luisa continuava a rassicurare il marito circa le proprie condizioni e la salute del figlio, ma la verità era diversa: l’imperatrice era malata e la situazione cominciava a precipitare, spingendola a cercare rifugio altrove. Napoleone salutò i suoi soldati il 20 aprile 1814 a Fontainebleau e partì per l’isola d’Elba. Maria Luisa giunse nella capitale molto provata, ricevendo quindi l’autorizzazione a recarsi a Aix-les-Bains per rimettersi in sesto, a patto che il bambino rimanesse a Vienna e che accettasse di essere “accompagnata” dal conte di Neipperg, per scongiurare la possibilità di un ricongiungimento con il marito all’Isola d’Elba. Napoleone II durò dunque due soli giorni.

I ducati di Parma, Piacenza e Guastalla saranno dati in completa proprietà e sovranità a S. Passeranno a suo figlio e alla sua discendenza in linea diretta. Il principe, suo figlio, prenderà da quel momento il titolo di principe di Parma, Piacenza e Guastalla. Maria Luisa finì per lasciare suo figlio a Vienna e andarsene a regnare a Parma a titolo vitalizio. Vero è che le fu imposto di considerare suo figlio illegittimo, giacché il matrimonio di Giuseppina di Beauharnais con Napoleone non era stato annullato dal papa in persona. Durante i Cento giorni l’atto aggiuntivo alla Costituzione dell’Impero del 22 aprile 1815 rese al figlio del restaurato Napoleone I il titolo di Principe imperiale, ma non quello di re di Roma. La commissione di governo lo designava in tutti i propri documenti come l’imperatore, prima di dissolversi il 7 luglio 1815.