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Briciole di vita PDF

Le 100 canzoni italiane di oggi è una raccolta pubblicata dalla Sony Music il 26 marzo 2013. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 20 mar 2018 alle 06:39. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Perché chi finisce Stoner continua a ripensarci, a tornare sulla storia, magari a metterla accanto alla propria, sentendo il bisogno di ricominciare briciole di vita PDF leggere, come accade quando incontriamo un romanzo perfetto, com’è stato definito Stoner?


Författare: Vincenzo Bussa.

“Il protagonista di siffatta introspezione si muove in uno stato di sospensione lucida e trasognata insieme, quasi a cercare all’esterno ritmi e linguaggi all’unisono con la propria fantasia, le ricorrenti perscrutazioni, stabilendo contatti segreti con fenomeni, impulsi, valori, ricorrenze, memorie, con un riepilogo di palpiti, comunicazioni, richiami rivolti a lui ed interpretati in armonia di momenti psicologici particolari. In questa apertura di affetti e d’interessi sembrano trovare spazio esplicito o inconfessato rispetto ad ansie ed interrogativi dell’anima, in cammino verso una unione definitiva col Signore attraverso la coscienza dell’eternità, il rifiuto del peccato, la luce della verità, la trepidazione del perdono, l’anelito della pace agognata.” (Salvatore Ghirlanda). Prefazione di Salvatore Giurlanda.

William Stoner si iscrisse all’Università del Missouri nel 1910, all’età di diciannove anni. Otto anni dopo, al culmine della prima guerra mondiale, gli fu conferito il dottorato in Filosofia e ottenne un incarico presso la stessa università, dove restò a insegnare fino alla sua morte nel 1956. Quanto è prevedibile, dunque, la storia di Stoner, e quanto ci appassiona contro ogni previsione. Anche questo, però, ancora non basta a spiegare il paradossale carisma del protagonista di Stoner, che può trovare invece una chiave possibile di lettura in quello stesso testo grazie al quale, ascoltando una lezione di letteratura, il personaggio vive un’esperienza di uscita dal tempo e dallo spazio contingenti, e decide cosa farà da adulto. Stoner ha vent’anni, eppure capisce che il segreto della letteratura, e della sua esistenza, sarà questo: saper imparare ad amare la vita tanto più quanto più ne cogliamo, come nel sonetto di Shakespeare, i suoi tratti di passaggio verso la dissoluzione, come nell’autunno. Al tempo stesso, come spiegano gli ultimi due versi del sonetto, anche chi legge amerà sempre di più Stoner. Cento domande a scelta multipla di John Ashbery.

Splendido articolo, acquisterò subito il romanzo. Ho letto Stoner, che ritengo uno dei veri romanzi d’oggi per il suo unerstatement,e che già ci aveva colpito per le riflessioni sulla vita e la conoscenza di sè. Che tutto cominci dalla morte e dalla progressiva costruzione -decostruzione del tessuto minimale di una vita, è non banale e per nulla d’effetto. Bellissimo articolo, erano mesi che aspettavo di leggere un intervento così preciso nel cogliere la struttura e lo stile del romanzo di Williams. Ho letto Stoner nel febbraio scorso, pochi giorni dopo aver casualmente letto Lamento di Portnoy, e ricordo che anche a me il paragone risultò sconcertante.

I due romanzi non sembrano venire dalla stessa epoca o dalla stessa America, e in fondo è così. Stoner, che del resto è più vecchio di Alexander Portnoy, sembra provenire da un romanzo russo di Cechov o Tostoj, è strettamente legato alla campagna agricola americana e all’ambiente, altrettanto piccolo e chiuso, della prima Columbia University, e rappresenta un mondo che forse è morto prima di lui, alla metà degli anni ’50. Portnoy invece è inconcepibile senza la grande metropoli di massa: è il tentativo isterico e immaturo di liberare il desiderio dalla lunga repressione precedente, con la schizofrenia e il senso di colpa che ne derivano. Forse ci si può rendere conto di quanto sia forte il mutamento paragonando, oltre a questi due romanzi, la prima e l’ultima stagione di Mad Men. Sono pienamente d’accordo con la sua lettura del personaggio, e ho trovato l’analisi del sonetto di Shakespeare estremamente interessante.

Nella mia prima lettura ricordo che non capii pienamente come situarlo. Perché forse è consolatorio, nel senso che ci consola dall’imperante corsa al rialzo del dover per forza dimostrare di essere al top e ci blandisce con la banalità di una vita qualunque? In sostanza per me è un libro inutile. A me, leggendo l’articolo di Daniela Brogi, è venuto in mente Walser.