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Casa clima in muratura massiccia. Un manuale PDF

34 ha stabilito che tutte le nuove costruzioni realizzate in provincia, dal 12 gennaio 2005 devono rispettare come minimo la classe energetica C. UE sul rendimento energetico degli edifici. La normativa proposta dalla Provincia di Bolzano, impone da gennaio 2017 la “classe A” come standard minimo a cui riferire la progettazione e la realizzazione degli nuovi edifici. Il certificato energetico degli edifici riporta in modo facilmente comprensibile casa clima in muratura massiccia. Un manuale PDF principali informazioni per una valutazione dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale di un edificio.


Författare: Peter Erlacher.

Le altre pagine del certificato contengono una serie di informazioni complementari di una certa importanza sia per il tecnico che per l’utente. Uno dei motivi principali che hanno portato all’introduzione del certificato energetico per gli edifici è la sua semplicità e trasparenza nella rappresentazione dei consumi energetici. Progettare, costruire e abitare nel segno della sostenibilità, Bolzano, Ed. Peter e Ruben Erlacher, Casaclima in muratura massiccia: un manuale, Bolzano, Ed.

Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 3 apr 2018 alle 19:11. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Please forward this error screen to gauguin. Please forward this error screen to gauguin. Questa sezione sull’argomento centri abitati è ancora vuota. Predappio si continuava ad indicare il vecchio abitato sulle colline.

La storia di Predappio inizia sin dall’epoca dei Romani. In quegli anni infatti Augusto divise l’Italia in undici regioni. Predappio era parte della sesta provincia. Sino al 1927 l’odierna frazione di Predappio Alta era anche capoluogo.

Fiumana conta una popolazione di circa 1950 abitanti e sorge sulle rive del fiume Rabbi, lungo la strada statale 9 ter che unisce Forlì, a circa 10 km, e Predappio, a circa 5 km. Fiumana rimase comune fino al 1925, anno nel quale le autorità fasciste ne decisero l’incorporamento nel comune di Predappio. Sono presenti le rovine di un castello, una antica chiesa e i resti di una villa romana del I secolo d. Si hanno rinvenimenti archeologici che attestano la presenza di insediamenti umani fin dall’età del bronzo e, di epoca romana, rimangono i resti di una villa scoperta nel 1960 da Bernad Montanari. Probabilmente l’edificio appartenne a ricchi possidenti terrieri e rimase abitato dal I al IV secolo d. Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente e in seguito alle invasioni barbariche si perde notizia di Fiumana fino all’XI secolo.

Nel 1045 si ha la prima notizia di un monastero benedettino e, del 1068, se ne conosce anche il nome dell’abate: Ego Bonizio. Nel 1304 fu posseduta dal marchese degli Argugliosi. Nel giugno del 1424 le truppe di Pandolfo III cingono d’assedio il castello di Fiumana che in breve capitola. Durante l’Ottocento Predappio seguì il resto della Romagna, venendo annessa prima al Regno di Sardegna nel 1859 e confluendo poi, nel 1861, nel Regno d’Italia. Una frana avvenuta nell’inverno a cavallo fra il 1923 ed il 1924 rese indispensabile, per mettere in sicurezza la popolazione e fornire un tetto a chi lo aveva perduto, lo spostamento dell’abitato di Predappio in una posizione più sicura. Per la ricostruzione dell’abitato si scelse, per diverse ragioni, la località di Dovìa: la zona era infatti più sicura, sul piano geologico, rispetto a Predappio: sorgeva lungo la valle, lontano da potenziali eventi franosi.

Era ben collocata, al contrario di Predappio che era arroccata sulle colline, rispetto al tracciato della strada provinciale che congiungeva Forlì a Premilcuore ed era la località che aveva dato i natali a Mussolini. Il 30 agosto 1925, accompagnato da Italo Balbo, giunse in Romagna il segretario del partito fascista Roberto Farinacci con il mandato di fondare Predappio Nuova. Sebbene non si fosse presentato alla cerimonia di inaugurazione della fondazione di Predappio Nuova, Mussolini non si terrà a lungo lontano dai cantieri. Nel maggio del 1926, vi si recò per valutare lo stato dei lavori.

Fu durante tale visita che il “duce” visitò la propria casa natia, ordinando la rimozione della lapide di bronzo che l’anno prima Farinacci aveva fatto apporre, in quanto contrastava con l’intenzione che Mussolini aveva di mantenere nelle condizioni più umili possibili i propri luoghi dell’infanzia. Chiesa di Sant’Agostino in Rocca d’Elmici in stile romanico. Chiesa ad un’unica navata che conserva al suo interno diversi affreschi in non perfetto stato di conservazione raffiguranti la storia della chiesa stessa. Un altro edificio di grande valore storico-artistico è la Chiesa di San Cassiano in Pennino risalente ai secoli X e XI.

Altra chiesa di interesse artistico e quella dedicata a Sant’Antonio di Padova. Fu Benito Mussolini che la fece erigere nel 1931 dall’architetto Cesare Bazzani. A Predappio Alta possiamo visitare la Chiesa di Santa Maria Assunta di foggia ottocentesca. Poco dopo aver superato il cimitero, a circa 1 km dalla chiesa dedicata a Sant’Antonio, sulle pendici delle colline in direzione di Castrocaro, in mezzo al bosco, si trova l’antica chiesa dedicata a san Martinino.