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Che Icaro tocchi il sole PDF

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Författare: Giovanni Carbone.

Che Icaro tocchi il sole” è una raccolta di poesie che segue le coordinate di un viaggio. Essa si apre con un’evidente critica sociale che inasprisce le ferite dell’anima: la sensibilità è costretta a creare un proprio rifugio attraverso un salvifico sentiero parallelo, il solo in grado di condurla nel porto incontaminato che possa in eterno custodirla. Un viaggio che ripercorre le tappe fondamentali del vivere quotidiano, immergendosi prima nell’introspezione più profonda e stremata, per poi innalzarsi verso una rinnovata coscienza di sé e dei momenti vissuti.

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Considerato un vero e proprio “cantattore” e chansonnier dalle grandi capacità istrioniche, provocatrici e trascinatorie, nel corso della sua lunga carriera ha pubblicato 42 album, di cui 29 in studio, 8 live e 5 raccolte ufficiali. Televisione, La curva dell’angelo, Cattura, Il dono e Renatissimo! Renato Fiacchini trascorre l’infanzia in via Ripetta e l’adolescenza nel quartiere della Montagnola a Roma. L’evento più rilevante del primo periodo della sua vita, da lui spesso ricordato, fu la malattia che lo colpì appena nato, una forma di anemia emolitica neonatale, che fu curata con una trasfusione completa di tutto il sangue.

Dopo aver conseguito la licenza media, si iscrive all’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione Roberto Rossellini, che lascia al terzo anno, non per la scarsità di rendimento bensì per dedicarsi completamente alle sue passioni: la musica, la danza, il canto e la recitazione. A 14 anni ottiene il suo primo contratto, al Ciak di Roma, per 500 lire al giorno. Loredana Bertè e Mia Martini, trio che spesso gira la penisola in cerca di scritture. In mezzo ai guai, viene pubblicato nel 1967.

Interpreta la parte del venditore di felicità nella versione discografica e cinematografica del musical Orfeo 9 di Tito Schipa Jr. Nell’atmosfera dei tardi anni sessanta, che si sta impercettibilmente spostando dalla ingenua fase del beat all’impegno politico, Renato è ancora alla ricerca di un’identità. Sarà nei primi anni settanta, con lo sviluppo completo del glam rock, caratterizzato da cipria e paillettes, che potrà proporre senza problemi il suo personaggio. Nel disco è presente anche una cover in lingua italiana di Dreamer dei Supertramp, qui divenuta Sgualdrina. I fan del cantante sono definiti sorcini, sostituendo la definizione data all’inizio della carriera di zerofolli. Il termine nacque nei primi anni ottanta, a Marina di Pietrasanta, quando, osservando i fan che lo attorniavano coi motorini, lui esclamò: Sembrano tanti sorci. Da quel momento, per analogia, è diventato “il re dei sorcini”.

Molti brani sono dedicati a loro. Al progetto, oltre al giovane cantante romano, aderiscono giovani quali Teo Teocoli. Nel 1976 prepara un nuovo album e la sua prima tournée, entrambi con uno stesso filo conduttore: Trapezio. Un uomo da bruciare”, sale fino alla quindicesima posizione e inoltre con “madame” partecipa al festivalbar 1976. Nel 1978 crea la “Zeromania Music Edizioni” e una nuova etichetta: “Zerolandia”, distribuita dalla casa discografica RCA. Dopo l’album precedente, il pubblico si aspetta sempre di più e l’artista pubblica Zerolandia, una sorta di viaggio senza passaporto, nella terra senza tempo e senza certezza. Nel 1979 esce nelle sale cinematografiche un film che lo vede protagonista: Ciao nì!

Nello stesso anno affitta un tendone dai circensi Togni e lo chiama Zerolandia. Nel 1979 Renato Zero canta la sigla di Fantastico Zero, condotto da Pippo Baudo, la prima edizione di Fantastico, con l’evidente gioco di parole con il nome d’arte Zero. Nel 1980 realizza e pubblica Tregua, dedicato al padre Domenico, scomparso nello stesso anno. Amore sì, amore no arriva immediatamente al primo posto in classifica, dove resterà per dieci settimane, assieme all’album.