Storia

Colline metallifere. Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Montieri, Roccastrada, Sassetta PDF

La provincia di Grosseto è una provincia italiana della Toscana. Per quanto riguarda la sua regione di appartenenza, la Toscana, la provincia di Grosseto è la nona e penultima provincia toscana per il numero di abitanti, e la prima provincia toscana per superficie. La Provincia di Grosseto amministra, attualmente, un totale colline metallifere. Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Montieri, Roccastrada, Sassetta PDF 28 comuni, compreso il capoluogo Grosseto. Il territorio della provincia di Grosseto ebbe una propria autonomia amministrativa a partire dal 1766, nel Granducato di Toscana.


Författare: Laura Nacci.

Il territorio del Compartimento Granducale Grossetano è stato in certi periodi più vasto rispetto a quello amministrato dall’attuale provincia. Prato Ranieri, passò a quello di Follonica, entrando così a far parte della provincia di Grosseto. Lo stesso argomento in dettaglio: Estatatura. Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della provincia di Grosseto. La provincia di Grosseto, che si estende su oltre 4. Il territorio risulta essere prevalentemente collinare nelle aree interne, fatta eccezione per isolati rilievi montuosi nella zona delle Colline Metallifere nella parte settentrionale e per il cono vulcanico del Monte Amiata nella parte orientale della provincia. In prossimità della fascia costiera si estende la pianura maremmana, interrotta sporadicamente da isolati promontori, che tende anche ad inoltrarsi nel retroterra, seguendo le basse vallate dei principali corsi d’acqua.

Da segnalare, infine, anche alcuni laghi di piccole dimensioni che si diversificano dai bacini lacustri costieri. Lo stesso argomento in dettaglio: Clima della Toscana, Stazione meteorologica di Grosseto Aeroporto e Stazione meteorologica di Monte Argentario. La provincia di Grosseto gode di un clima mediterraneo, soprattutto lungo la fascia costiera e sulle isole dell’Arcipelago. Magliano in Toscana e Manciano, i cui territori sono sottoposti a bassa diffusività. Nella tabella sottostante è riportata la classificazione dei comuni in base alla loro diffusività atmosferica. Lo stesso argomento in dettaglio: Geologia della provincia di Grosseto. La storia geologica della provincia di Grosseto è legata al corrugamento e al sollevamento della catena degli Appennini, abbracciando un lunghissimo periodo dal Paleozoico al Quaternario, attraverso la sovrapposizione di domini e zone.

Durante il Paleozoico, la traslazione di domini e zone determinò la formazione delle cosiddette unità paleozoiche. Le unità liguri, costituite dall’unità ofiolitifera e dall’unità di Monteverdi-Lanciaia, hanno avuto origine da un bacino oceanico costituito da Ofioliti, rocce magmatiche a basso contenuto siliceo sovrastate da sedimenti. Nel Miocene e nel Pliocene, vi furono trasgressioni marine, con l’acqua che raggiunse aree mai sommerse precedentemente, e la conseguente formazione di bacini lacustri. Il complesso epiligure miocenico, sviluppatosi nel periodo del Miocene medio e superiore, è costituito da sporadiche e isolate placche di arenaria che poggiano su argille e calcari. Il complesso Neoautoctono, sviluppatosi tra il Messiniano e il Pliocene inferiore, è originato da depositi lacustri che sono andati a costituire locali affioramenti presso le depressioni neogeniche, che poggiano sulle unità liguri ed austroalpine. Sulle Colline Metallifere, nei pressi di Monterotondo Marittimo, i soffioni boraciferi hanno permesso lo sviluppo di energia geotermica che, con il passare degli anni, è sempre più sfruttata per rendere i paesi della zona autosufficienti.

Sul Monte Amiata si trovano i vapori geotermici alle Bagnore, nel comune di Santa Fiora, nei pressi dell’omonimo centro. Il sottosuolo della provincia di Grosseto è ricco di numerose risorse minerarie. Alcuni giacimenti di pirite si trovano anche sul promontorio dell’Argentario e all’isola del Giglio. Nella provincia di Grosseto esistono varie tipologie di ambienti naturali che si susseguono e si diversificano l’uno dall’altro.

Lungo la fascia costiera predomina la macchia mediterranea che si diversifica in base alla tipologia di costa. Le zone di pianura sono caratterizzate da aree palustri e corsi d’acqua dove si sviluppano diverse tipologie di vegetazione. L’area collinare è ricoperta da sugherete alle basse quote molto esposte al sole su terreni acidi. La fauna presenta una notevole varietà in base agli ambienti presi in considerazione.

Lungo la costa e sulle isole vi è una numerosa presenza di gabbiani, molto evidente sull’isola di Giannutri dove nidificano in gran numero. Nelle zone collinari interne e in montagna è stata riscontrata anche la presenza del lupo che è notevolmente cresciuto di numero negli ultimi tempi. Tra gli insetti è da segnalare la grande presenza di zanzare nelle aree in prossimità di ambienti umidi che possono essere presenti, seppure in numero ridotto, anche nei mesi invernali, alcune delle quali agiscono durante le ore diurne con punture che possono divenire fastidiose. Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della provincia di Grosseto.

L’attuale provincia di Grosseto fu abitata fin dalla preistoria, come dimostrano i ritrovamenti effettuati in varie zone di numerosi reperti risalenti al periodo eneolitico e all’età del bronzo. Gli Etruschi costruirono numerose città che ebbero il periodo di massimo splendore intorno al VII secolo a. Altre città e necropoli etrusche si svilupparono presso Saturnia, a Marsiliana e nel territorio collinare tra Magliano in Toscana, Scansano e Civitella Paganico. I Romani si insediarono nei secoli successivi prevalentemente presso le preesistenti città etrusche. Il Medioevo ebbe inizio con le invasioni barbariche, che causarono l’abbandono di alcuni importanti centri etrusco-romani a vantaggio di altri insediamenti situati in luoghi più protetti: in epoca longobarda fu completamente abbandonata anche la città di Statonia a vantaggio di Sovana. Nello stesso periodo gli Ottieri riuscirono ad andare a capo di un piccolo stato, la Contea degli Ottieri, che includeva 4 località ai limiti sud-orientali della provincia e riuscì a rimanere indipendente fino all’estinzione naturale della famiglia in epoca moderna. Nel Settecento la scomparsa della dinastia medicea portò i Lorena a capo del Granducato di Toscana e la quasi totalità dell’attuale territorio provinciale ne seguì le sorti.

Grazie alle riforme leopoldine, la città e la provincia di Grosseto andarono incontro ad una decisa rinascita economica e culturale. Il granduca Leopoldo II governò fino al 1859, impegnandosi costantemente e in prima persona al completamento delle opere di bonifica, affidate all’ingegnere Vittorio Fossombroni. Nel corso dell’Ottocento, con la graduale diminuzione del rischio della malaria, iniziò il fenomeno di ripopolamento della pianura che determinò l’inizio dell’espansione urbanistica di Grosseto verso gli attuali quartieri semicentrali. Nel marzo 1860 il plebiscito che si svolse nel Granducato di Toscana sancì l’annessione allo stato sabaudo, entrando così a far parte del Regno d’Italia.

In conseguenza, il brigantaggio si diffuse prevalentemente nelle campagne, nel corso della seconda metà del secolo, potendo far leva sul malcontento, sulle precarie condizioni economiche conseguenti alle politiche latifondiste e alla malaria che stava iniziando a diffondersi nuovamente. Il secolo scorso, inoltre, ha lasciato suggestive tracce artistiche integrate nella natura nel Giardino di Daniel Spoerri nei dintorni di Seggiano e nel Giardino dei Tarocchi presso Capalbio. Data la vastità dell’attuale provincia e le vicende storiche dei vari centri, fin dal passato il territorio era raggruppato in varie diocesi, ognuna delle quali aveva la cattedrale e la residenza vescovile nel centro principale della zona. In epoca paleocristiana vi erano due sedi vescovili, Roselle e Saturnia, ed altre diocesi che avevano possedimenti nel territorio grossetano, pur avendo la loro sede centrale al di fuori dei confini dell’attuale provincia.

Inoltre, proprio in età longobarda, venne creato un itinerario di pellegrinaggi Lucca-Siena-Bolsena-Roma che entrò a far parte della Via Francigena. Dopo l’anno mille la riforma canonicale voluta da Ildebrando di Sovana, divenuto papa Gregorio VII, diede un forte impulso alla costruzione di nuove cattedrali. A Grosseto e nella provincia sono presenti anche un cospicuo numero di fedeli evangelici, nonché di chiese evangeliche sparse in quasi tutto il territorio. La comunità più consistente è quella Pentecostale, soprattutto quella Apostolica, e le Assemblee di Dio in Italia. Centro Studi Teologici, situato a Grosseto in via del Commendone. Nella categoria del cristianesimo riformato, per la sua evoluzione storica e di principi, possiamo anche includere il movimento di Davide Lazzaretti il Giurisdavidismo, sviluppatosi nella zona del Monte Amiata nella seconda metà dell’Ottocento e conta ancora una comunità di alcune centinaia di fedeli.