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I primi missionari cattolici di nazionalità portoghese, spagnola, italiana e francese misero piede in Indocina nel XVII secolo. Nel XIX secolo, alla vigilia dell’intervento francese, il Vietnam era un impero capeggiato dai sovrani della Dinastia Nguyễn e il suo territorio si estendeva lungo la costa orientale della penisola indocinese, dal delta del Mekong a quello del fiume Rosso. Lo stesso argomento in dettaglio: Campagna di Conquiste tutto pepe PDF, Triplice Intervento, Guerra franco-cinese e Guerra franco-siamese.


Författare: Victoria Pade.

Indocina, dato che i membri della Camera di commercio di Marsiglia avevano intenzione di “fare di Saigon una nuova Singapore”, che a quel tempo era una colonia britannica. Il Regno di Cambogia dal XVII secolo era tributario a periodi alternati dei vicini Siam e Vietnam e la politica espansionistica di questi due regni provocò due rivolte del popolo cambogiano nel 1845 che portarono alla firma di un trattato con cui Siam e Vietnam si spartirono il Paese. Nel giugno 1883 le truppe di Parigi intrapresero la conquista del nord con la campagna del Tonchino. Mappa dei territori ceduti dal Siam tra fine Ottocento ed inizio Novecento.

I siamesi furono allarmati dalla pressione risultante sul vicino Regno di Luang Prabang, sotto il loro controllo da fine Settecento, e nel 1886 occuparono le mường dei thái nel nord-ovest del Vietnam per stabilire confini a loro favorevoli. Comprendeva i protettorati di Cambogia, Cocincina, Annam e Tonchino. Reparti indocinesi parteciparono alla Prima guerra mondiale, combattendo in particolare nella battaglia della Somme. Lo stesso argomento in dettaglio: Occupazione giapponese dell’Indocina. Le crescenti aspirazioni imperialiste e il nazionalismo che stavano scuotendo l’Impero giapponese portarono il governo di Tokyo ad intraprendere la seconda guerra sino-giapponese nel 1937.

I giapponesi approfittarono della capitolazione della Francia e nel settembre del 1940 occuparono il nord dell’Indocina francese, costringendo Vichy a concedere all’Esercito imperiale l’uso di tre basi aeree del Tonchino e il passaggio di truppe. Insediatisi inizialmente nel solo Tonchino, i giapponesi invasero anche il sud dell’Indocina francese nel luglio del 1941. La conferenza di Potsdam stabilì che l’Indocina francese fosse occupata a nord del 16º parallelo dai cinesi e a sud da britannici e statunitensi, che a metà settembre sbarcarono a Saigon. In Cambogia, fu fondata un’effimera Repubblica al ritiro dei giapponesi, sostenuta prevalentemente dai nazionalisti, che si arrese in ottobre al ritorno dei francesi. Alcuni dei patrioti che l’avevano fondata si rifugiarono ai confini con la Thailandia confluendo nel Khmer Issarak. I ribelli laotiani del Lao Issara destituirono il re il 12 ottobre e promulgarono la Costituzione provvisoria che istituiva la Repubblica del Pathet Lao. Il governo del Lao Issara si riformò in esilio in Thailandia, dove la locale diplomazia guidata nell’immediato dopoguerra dal progressista Pridi Banomyong appoggiava i movimenti rivoluzionari del sudest asiatico.

Il 16 agosto, il comando militare giapponese in Vietnam consegnò il potere alle autorità di Hanoi, che il giorno dopo furono deposte dalle forze Viet Minh. Quello stesso giorno, il Congresso Viet Minh diede il via alla rivoluzione di agosto. A capo del nuovo Comitato di Liberazione Nazionale fu posto Ho Chi Minh. In conformità con gli accordi siglati a luglio tra le forze alleate alla Conferenza di Potsdam, un esercito di 180. I colonialisti francesi che nel sud furono liberati dalle carceri dai britannici, avevano intanto occupato Saigon e si erano mossi poi verso il delta del Mekong, dove i ribelli comunisti erano stati costretti a rifugiarsi nelle aree più remote. Nel 1946, Ho Chi Minh cercò invano una mediazione tra i francesi e l’ala più intransigente del partito, ma la situazione precipitò verso fine anno.