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Corpo umano. Tavole anatomiche per artisti PDF

Il Rinascimento tedesco fu una delle declinazioni del Rinascimento. Fu Dürer stesso a coniare la traduzione del “Rinascimento” in “Wiedererwachung”, a conferma come egli fosse pienamente corpo umano. Tavole anatomiche per artisti PDF dell’importanza di tale processo storico. La Germania si trovava alla soglie del XV secolo frammentata in parecchie decine di poteri locali, senza che l’autorità imperiale, di fatto, riuscisse ad imporre il suo potere unitariamente, come avveniva in Francia o in Inghilterra. Per tutto il XV secolo l’area tedesca fu dominata dall’influenza del mondo gotico, riuscendo a sviluppare alcune caratteristiche proprie molto stimate anche all’estero.


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Gli artisti tedeschi passano in secondo piano, quelli italiani, solitamente avidi di fama, ti rendono la mano, i francesi ti salutano come maestro. In quegli anni l’arte tedesca elaborò alcuni modelli devozionali che ebbero poi una vasta diffusione. Tra le produzioni di maggior importanza spiccavano gli altari lignei a sportelli, complicate combinazioni di pittura, scultura e carpenteria architettonica, in cui si possono leggere i segni del graduale passaggio dal gotico a un timido Rinascimento, fino alle soglie delle trasformazioni più radicali seguenti la Riforma. Gli altari in particolare erano composti da una cassa, quasi sempre scolpita, e una coppia o più di ante mobili, che grazie alle cerniere montate permettevano di aprire e chiudere la pala, mostrandone parti diverse, a seconda della celebrazione liturgica da festeggiare. Le ante erano spesso dipinte oppure scolpite a bassorilievo o comunque con figure a sporgenza minore rispetto alla cassa centrale. Il numero di altari superstiti è oggi molto ridotto, a causa dell’iconoclastia protestante e dei mutamenti del gusto, e per la fragilità stessa del materiale, per cui i rari esempi integri sono pezzi davvero straordinari.

Allo splendore di ori e colori della produzione tradizionale, verso la metà del XV secolo Jörg Syrlin sostituì, nel coro del Duomo di Ulma, i colori naturali dei materiali e le venature del legno. Alla fine del XV secolo l’accesso a una cultura umanistica non era ormai più riservato a pochi centri d’avanguardia, ma si diffondeva lungo le vie commerciali in lungo e largo per il continente. L’area nordica in generale fu terra di vivace fermento, con moltiplicati contatti con l’umanesimo italiano. Se da un lato iniziava il declino dell’Hansa, dall’altro prosperavano moltissimi centri dall’Alsazia al Reno, fino alla ricca e colta Basilea. Legato all’Italia anche per vincoli matrimoniali, colto e imbevuto di umanesimo, Massimiliano I d’Asburgo cercò di dare un nuovo aspetto, aulico e classicheggiante, al suo impero radicato soprattutto nella zona alpina, dalla Svizzera a Trieste. Massimiliano stabilì la sua corte nella piccola ma elegante Innsbruck, al centro del Tirolo, dove diede avvio a importanti imprese artistiche, come una serie di incisioni celebrative e la realizzazione di un corteo di statue bronzee colossali da destinare al suo sepolcro.

Con la morte dell’imperatore nel 1519 il passaggio del potere a suo nipote Carlo V segnò un brusco spostamento dell’asse dell’impero, con un rapido declino della corte tirolese, dove però si continuò a lavorare al mausoleo di Massimiliano per decenni. A Innsbruck si ebbe comunque una rinascita artistica dopo il 1564, quando l’arciduca Ferdinando II d’Asburgo ereditò il titolo di conte del Tirolo, trasferendovisi. Durante tutto il Cinquecento, l’arte dell’incisione si diffuse rapidamente, affermandosi presto come il più efficace e rapido mezzo per la diffusione di idee figurative. Se nel XV secolo l’incisione era stata praticata soprattutto dai pittori, nel corso del XVI secolo si andò delineando la figura dell’incisore professionista, dedito all’espressione esclusivamente tramite la stampa. La corte dell’elettore di Sassonia Federico il Saggio a Wittenberg fu un importante circolo culturale. Le biblioteche patrizie della città vantavano centinaia di volumi, spesso legati agli studi umanistici. Proprio in questo clima effervescente si formò il giovane Albrecht Dürer.