Biografie e autobiografie

Cuore PDF

Questa voce o sezione sull’argomento comunicazione non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Il cuore è un simbolo che rappresenta la spiritualità, l’emotività e la moralità insite nell’essere umano. Un tempo si riteneva il cuore sede della mente umana e le rappresentazioni cuore PDF di cuori sono molto diffusi in simboli che rappresentano l’amore. Nel folklore europeo il cuore viene tradizionalmente disegnato in una forma stilizzata, in genere di colore rosso, che indica sia sangue sia, in molte culture, la passione.


Författare: Edmondo De Amicis.

A volte può capitare che un link presente su Wikipedia non sia più raggiungibile. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 26 feb 2018 alle 15:05. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Può originare da un abbozzo mesodermico ventrale, come negli anfibi, nella parte rostrale del celoma, oppure da due abbozzi pari, come nei mammiferi, che poi si uniscono medialmente. In questa fase il cuore, che si trova lungo il decorso del vaso sanguifero mediano nella regione subfaringea, non ha ancora né valvole né altre suddivisioni: è rappresentato da un tubo con due pareti, una muscolare più esterna, miocardio, e una endoteliale più interna, endocardio. La circolazione in questi animali è definita semplice perché il sangue compie un intero ciclo passando una sola volta per il cuore, da dove raggiunge le branchie per essere ossigenato così da arrivare ai tessuti trasportato dalle arterie. Solo nei coccodrilli i ventricoli sono separati, mentre l’aorta e l’arteria polmonare sono collegate dal forame di Panizza.

Nei mammiferi e uccelli è doppia e completa vi sono due ventricoli completamente separati. Lo stesso argomento in dettaglio: Cuore umano. Il cuore è costituito dalle cellule del miocardio, tipicamente striate, che si occupano della contrazione e dalle cellule auto ritmiche non contrattili, da cui origina lo stimolo di contrazione. Particolarmente cruento era il sacrificio del cuore nel mondo azteco. Gli Aztechi prendevano un cuore, estratto ancora palpitante dalle vittime sacrificali umane, e lo offrivano agli dei.

URL consultato il 22 agosto 2014. Dizionario etimologico della lingua italiana, di Manlio Cortelazzo e Paolo Zolli, ed. Torino, UTET, 1973, ISBN non esistente. Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 27 nov 2018 alle 15:19.

Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Fotografie e film di Antonia Pozzi’, a cura di Giovanna Calvenzi e Ludovica Pellegatta, è il titolo della mostra allestita dal 23 ottobre 2015 al 6 gennaio 2016 allo Spazio Oberdan di Milano. Fondazione Cineteca Italiana con il Comune e la Città metropolitana di Milano e il Centro Internazionale Insubrico Carlo Cattaneo e Giulio Preti. Da qui vogliamo partire, in questa nostra intervista alle due curatrici della mostra. D: Cosa finisce e cosa dura nelle fotografie di Antonia Pozzi?

Calvenzi: La fotografia di Antonia Pozzi è classica, serena. Destinata a conservare la capacità di emozionare. Malinconia e inquietudine, due tratti tipici di Antonia, non emergono mai? D: Quanta ricerca c’è della bellezza, nelle fotografie di Antonia? Calvenzi: La ricerca della bellezza è probabilmente alla base della sua ricerca fotografica. Una bellezza figlia della serenità dei paesaggi, dei sorrisi dei bambini, della composizione graficamente studiata. Credo che per Antonia Pozzi la ricerca di una possibile serenità passasse attraverso l’esercizio della fotografia.

Nella ricerca di un equilibrio formale cercava forse un equilibrio suo, intimo. Ma ovviamente questa è una mia interpretazione. Pellegatta:  La ricerca della bellezza nella fotografia di Antonia si esprime come ricerca della sostanza delle cose. D: Quali sono, secondo voi, i limiti e i pregi delle sue fotografie?