Storia

Delta del Po meridionale 1:35.000 PDF

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Författare: Marco Vertovec.

Una nuova mappa dettagliata in scala 1:35.000 che ridisegna l’estesa area del Delta del Po, compresa tra il Po di Venezia e le spiagge di Lido delle Nazioni, e offre nuove prospettive di conoscenza del territorio, dalle zone di interesse naturalistico, alle strade meno battute, ai borghi più defilati.

Il Po giungeva in mare con due estuari: sfociava a nord vicino all’attuale Chioggia, mentre a sud si gettava in mare in un punto equidistante rispetto alle attuali Ferrara e Ravenna. Adria e, in poco tempo, presero a denominare Adrias Kolpos tutta la parte settentrionale del mare Adriatico. Successivamente, gli Etruschi fondarono sul ramo meridionale la città di Spina. Della allora linea di costa rimangono antichi dossi fossili: l’Argine Agosta, all’interno delle Valli di Comacchio.

Plinio dice che il Po era navigabile fino a Torino come i suoi affluenti maggiori. Polibio descrive il luogo di Trigaboli, dove il Po si divideva nei due rami dell’Olana e del Padoa. Strabone scrive che per andare da Piacenza a Ravenna seguendo il corso del Padus occorrevano due giorni e due notti. Ravenna, posta all’estremità meridionale del Delta, fu collegata al ramo spinetico tramite la Fossa Messanicia, un canale artificiale lungo 18 km. Anche il Po di Volano, che scorre a Ferrara, era uno dei due corsi principali: questa situazione si protrasse fino al 1152, anno della Rotta di Ficarolo. Il nuovo tratto, più breve degli altri, dove l’acqua scorreva quindi più veloce, divenne il corso principale chiamato Po di Tramontana e poi Po di Venezia, deviando dal Po di Volano a Pontelagoscuro, qualche chilometro a nord di Ferrara.

Il Po, insieme ad altri fiumi dell’Italia settentrionale, durante tutto il medioevo fu teatro di numerosissimi episodi militari e tutte le principali città e signorie rivierasche erano dotate di vere e proprie flottiglie fluviali. Tra il 1600 e il 1604 la Repubblica di Venezia, nonostante le rimostranze dello Stato Pontificio, deviò il tratto finale del corso del Po tramite l’opera che fu chiamata “taglio di Porto Viro”. Questa modifica estese in pochi anni il delta verso est, formando nuovi territori compresi nell’attuale Delta del Po, interrando parzialmente la sacca di Goro. Una mappa del 1693 chiama Po di Venezia la biforcazione nord del Po di Goro.

Proseguendo verso est e giunto nei pressi di Donada lo stesso ramo viene denominato Po delle Fornaci. Il Po di Volano raggiunge il mare con un piccolo estuario sfociando nella sacca di Goro. Questa mappa è ancora oggi utilizzata per gli aggiornamenti e la rappresentazione del fiume. Il Po attraversa con il suo corso gran parte dell’Italia settentrionale, da ovest verso est percorrendo tutta la Pianura Padana. Sulle sue rive abitano circa sedici milioni di persone e sono concentrate oltre un terzo delle industrie e della produzione agricola italiana, così come oltre la metà del patrimonio zootecnico. Il fiume Po fotografato da Paolo Monti. Da qui sbocca in pianura dopo appena una ventina di km lambendo i territori della città di Saluzzo.