Saggistica

Domenico Savio. Un vero amico PDF

La Carosello Records è un’etichetta discografica italiana fondata nel 1959. Domenico Savio. Un vero amico PDF sede dell’etichetta è in Galleria del Corso 4 a Milano.


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Una breve, vivace presentazione della vita di san Domenico Savio, patrono degli adolescenti di tutto il mondo.

Per questi ultimi due decenni la Carosello Records è stata distribuita dalla Dischi Ricordi, dalla Polygram, dalla Universal e dalla Warner Music Italy. Oggi si autodistribuisce ed è diretta da Dario Giovannini. Tutte le informazioni riguardanti i dischi, compreso il numero di catalogo e la datazione provengono dai supporti fonografici dell’archivio della Discoteca di stato italiana. Il suono analogico cova la sua vendetta Vol. URL consultato il 13 aprile 2017. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 16 lug 2018 alle 20:39.

Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Sorella maggiore di Loredana Bertè, è considerata insieme a Mina una delle voci femminili più belle ed espressive della musica leggera italiana di sempre, caratterizzata dal suo essere sofisticata ma non stucchevole e impreziosita da una forte intensità interpretativa. Il suo album di debutto, Oltre la collina, è giudicato tra i migliori lavori italiani mai realizzati di sempre. Nel corso della sua carriera ha interpretato brani in italiano, veneto, calabrese, napoletano, romanesco, inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco e greco. Porto Recanati, e mostra subito uno spiccato coinvolgimento per il mondo della canzone italiana, allora dominato dalla radiofonia, ben prima dunque della diffusione del piccolo schermo televisivo.

L’unico disposto a metterla alla prova è il grande autore e discografico Carlo Alberto Rossi, che in poco tempo decide di lanciarla come ragazzina yé-yé, seguendo la moda musicale del momento. Nel 1963, la giovane Mimì Bertè, incide con il suo vero nome i primi 45 giri su etichetta CAR Juke Box. A maggio del 1964 vince il Festival di Bellaria, con Come puoi farlo tu, ma è la canzone Il magone a regalarle la vera notorietà. A non funzionare è probabilmente lo scanzonato cliché nel quale sembra essere relegata la giovane cantante, già allora ispirata dalla vocalità blues di artiste come Etta James e Aretha Franklin.

Nel 1969 sconta quattro mesi di carcere a Tempio Pausania per essere stata scoperta in possesso di una sigaretta di marijuana durante una serata in una nota discoteca in Sardegna, reato che all’epoca non prevede ancora alcuna distinzione dal possesso di altre forme di stupefacenti, e pertanto severamente perseguibile. A rivelarsi determinante è l’incontro con l’avvocato Alberigo Crocetta, produttore discografico e scopritore di talenti come Patty Pravo e Mal, nonché fondatore del Piper. Nel 1971 esce per la RCA Italiana Padre davvero, il primo brano pubblicato col nome di Mia Martini e registrato con il complesso La Macchina. L’importante è buttare i ricordi alle proprie spalle. Io l’ho fatto con un disco, un 33 giri intitolato Oltre la collina nel quale ho praticamente messo tutta me stessa, tutto il mio passato. Nella canzone “Padre davvero” c’è anche mio padre, che se ne andò di casa un giorno, vent’anni fa, e che da allora non abbiamo più rivisto. Ho saputo incidentalmente che abita a Milano e insegna in un liceo.

L’album, il primo della cantante, pubblicato nel novembre 1971, è considerato tra i migliori lavori mai realizzati da una donna, nonché uno dei migliori della discografia d’autore. Nel 1972, la RCA tenta di mandare Mia Martini al Festival di Sanremo con il brano Credo, altra perla appartenente al suo filone spirituale, che però non viene ammessa alla kermesse: il disco uscirà ugualmente, ma in pochissime copie. Destinato, infatti, ai Camaleonti, il brano viene invece presentato dalla Martini al festival Pop, Beat, Western Express di Londra, il 26 maggio 1972. Il successo è infatti immediato, e la giovane interprete viene invitata nelle trasmissioni televisive più importanti: Adesso musica, Senza rete, Chissà chi lo sa, ecc. In settembre partecipa per la prima volta anche alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia con Donna sola, struggente brano dalle forti venature soul. Il disco si rivelerà essere il 45 giri di maggior successo dell’intera rassegna, con circa 270.

Il 1973 è un anno pieno di impegni. A febbraio si reca in Germania per incidere i suoi primi successi in tedesco: Piccolo uomo diviene Auf der Welt, mentre Donna sola, Einsam. In questo periodo sarebbe anche prevista una partecipazione a Canzonissima 1973 con il brano Adesso vai, brano che sarebbe stato inciso da Dori Ghezzi l’anno successivo, mentre non si hanno tracce di un provino di Mia Martini. Nel 1974 Mia Martini è considerata dalla critica europea la cantante dell’anno.