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E se tutto va bene, mi ammazzo PDF

Firenze, senegalese ammazzato: spinte E se tutto va bene, mi ammazzo PDF insulti e Nardella va via Ancora proteste in strada a Firenze dopo l’omicidio del senegalese. Al sit in partecipano pure i centri sociali.


Författare: Simone De Santi.

Come mai l’omicidio di una povera ragazza tossica crea tanto nervosismo nella migliore società di una ricca e appartata provincia italiana? Perché le indagini si vogliono chiudere in tutta fretta, dando credito a una versione che presenta vistose incongruenze? E non è strano che l’uomo accusato del crimine, a sua volta un relitto umano, senza un soldo, venga difeso dal miglior penalista della città? Domande alle quali sembra che nessuno abbia voglia di dare una risposta. Nessuno tranne Carlo Franchi, cronista fallito, alcolista triste, aspirante suicida, uno sfigato da manuale. Per lui la soluzione del caso diventa una sfida personale, nella quale giocare il tutto per tutto, anche a costo di rischiare quella vita che ormai sembra non avere più significato. Sul filo di una paradossale ironia, con brillante humour, De Santi tratteggia il ritratto in bianco e nero di una certa Italia minore ipocrita e opportunista e ci regala, con Carlo Franchi, un personaggio di stupefacente complessità.

Un presidio di senegalesi a Ponte Vespucci, dove ieri un venditore ambulante della stessa nazionalità, Idiy Diene, è stato ucciso dal 65enne Roberto Pirrone, degenera in nuovi disordini. La storia di Firenze è la storia del dialogo – spiega Nardella allontanandosi – la città capisce la rabbia per la morte di un uomo ma non accetta la violenza”. Da qui la decisione di allontanarsi: “Non vglio diventare elemento di provocazione”. Sono uscito di casa con l’intento di suicidarmi”, ha spiegato Pirrone agli investigatori della polizia che lo hanno interrogato nella mattinata. Il motivo che lo ha spinto a ordire questo folle gesto sarebbe economico. All’ultimo momento, però, il sessantacinquenne ha cambiato idea decidendo di sparare a qualcuno a caso. E poi non risulta che il Senegal sia un paese in guerra, quindi cosa ci fa in Italia questa nutrita comunita’?

Ho visto un branco urlante minacciare e insultare un giornalista RAI. Quando Kabobo ammazzò a picconate tre passanti che se ne andavano per i fatti loro, non mi pare ci fossero cortei di protesta contro i neri trogloditi e assassini con episodi di intolleranza razziale. Vuoi vedere che magari è un fatto di civiltà? Quindi l’assassino aveva cimeli dell’ex URSS, era un compagno ma i senegalesi incolpano Salvini. I centri sociali dove c’è da far casino sono sempre in prima fila e la colpa di chi è? Li avete voluti accogliere in faccia all’Arno, mentre sarebbero stati al caldo nel loro paese di origine, ebbene pigliateveli in qlo compagni e compagne.

Hanno pisciato come cani in ogni angolo della città ora annusatevi l’aria che tira. L’unico diritto che hanno questi immigrati è quello di tornarsene a casa. Ma il sindaco di Firenze aveva capito chi erano i suoi “concittadini” ospiti in forza del dogma: “volemmose bbene purché te lo piji a te ner qlo”? Italia, è diventata una città insicura dove degrado, violenza, criminalità la fanno da padrone! Questi sono i risultati della politica del PD, di cui Nardella è un’esponente, che ha portato l’Italia alla rovina. Questi vanno bastonati a sangue e lasciati per terra. Che tornino a casa loro con i centri sociali in africa.