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Educazione e libertà religiosa del minore PDF

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Författare: David Durisotto.

La Costituzione italiana riconosce e garantisce a chiunque il diritto di libertà religiosa e, in una prospettiva di tutela dei valori fondamentali, conferisce un pieno riconoscimento al pluralismo sociale e religioso, considerando la «diversità» non come un ostacolo da rimuovere, ma come un bene da garantire, sancendo il principio per il quale tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge. Le situazioni giuridiche soggettive che ne derivano, in primo luogo il diritto di libertà religiosa, devono essere garantite dall’ordinamento nelle situazioni concrete che caratterizzano la vita sociale degli individui nel lavoro, nella vita privata e nella famiglia.

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Nella discussione puoi collaborare con altri utenti alla risistemazione. Analogamente la parola patrimonium indicava il “compito del padre” di provvedere al sostentamento della famiglia. In ogni caso, l’utilizzo del termine con riferimento all’unione nuziale si sviluppò con il diritto romano nel quale si diede riconoscimento e corpo al complesso delle situazioni socio-patrimoniali legate al matrimonium. La definizione del matrimonio è strettamente connessa alla cultura cui si riferisce, e varia pertanto in ragione del periodo storico e delle località. In molti casi esso passa per la legittimazione giuridica, sociale o religiosa di una relazione fra due persone che potrebbero anche già aver contratto di fatto questo genere di legame. Il matrimonio nel diritto romano era essenzialmente una situazione di fatto da cui l’ordinamento faceva discendere gli effetti civili. La coemptio, la forma nettamente più diffusa, nella quale il padre plebeo metteva in atto una vendita fittizia della figlia, così emancipandola, al marito.

L’usus: la coabitazione ininterrotta di un anno di un plebeo con una donna appartenente alla classe sociale dei patrizi e questo tipo di matrimonio era considerato di tipo legale e civile. In epoca repubblicana, quando l’istituto mostrava segni di crisi, queste formalità andarono regredendo fino a scomparire in età imperiale. Dapprima scomparve l’usus, abolito definitivamente probabilmente da Augusto, poi la coemptio, scomparsa già nel I secolo a. A queste forme tradizionali si sostituì una forma più rituale, ma diffusa a tutti gli strati sociali, che era preceduta da un periodo più o meno lungo di fidanzamento, nella quale il fidanzato regalava un anello alla fidanzata e i promessi sposi si regalavano dei doni. Il cristianesimo conservò gran parte di queste usanze, eliminando tuttavia gli elementi che più richiamavano il paganesimo, come il sacrificio animale. All’aruspice si sostituì il sacerdote, quando questa figura emerse tra gli stessi cristiani. Restò l’essenzialità dello scambio del consenso.

La cerimonia cristiana rimase per lungo tempo una semplice benedizione degli sposi. Nel medioevo il matrimonio assunse una varietà di forme che spesso prescindevano dalle formalità ecclesiastiche. Non era essenziale la presenza di un celebrante, che ove presente, poteva essere un sacerdote o un notaio, ma lo scambio delle formule, che variavano dai luoghi. Solo a partire dal Concilio Lateranense IV del 1215 la Chiesa cattolica tentò di regolare con un istituto codificato il matrimonio, imponendo la presenza del celebrante. Col Concilio di Trento venne disciplinata dal diritto canonico, mentre nei paesi protestanti cominciò a diffondersi l’esigenza di una celebrazione avente gli effetti civili, distinta dal matrimonio religioso. In Italia, con il codice civile del 1865 fu riconosciuto valore unicamente al matrimonio civile: chi sceglieva anche il rito religioso lo celebrava precedentemente o successivamente a quello civile.

Lo stesso argomento in dettaglio: Famiglia. Il concetto di matrimonio è legato a quello di famiglia: i due coniugi formano un nucleo familiare che spesso in seguito si espande con i figli. Il matrimonio è stato tradizionalmente un prerequisito per creare una famiglia che solitamente, in quanto produttiva della prole, costituisce il mattone costitutivo e “costruttivo” di una comunità o società. Nell’occidente la famiglia nucleare, intesa come comunità in cui vivono i due sposi con i loro figli, è storicamente la forma più comune, riconosciuta già nel diritto romano.

In alcune culture, il concetto di dovere coniugale stabilisce che è diritto di entrambi i coniugi avere rapporti sessuali con il proprio sposo, e che quindi è dovere di ciascuno avere rapporti sessuali con l’altro. Nella maggior parte degli Stati occidentali da tempi relativamente recenti una buona parte della popolazione considera comportamenti socialmente accettabili la pratica del sesso, la convivenza e la costituzione di una famiglia senza la necessità di contrarre matrimonio. Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.