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Elogio dell’induzione… e della magia PDF

Uno dei primi filosofi a ricorrere a questo concetto fu Aristotele, il quale, attribuendo a Socrate il merito di averla scoperta, sosteneva che l’induzione fosse, appunto, il procedimento che dai particolari porta all’universale. Elogio dell’induzione… e della magia PDF ottenere una conoscenza veramente fondata bisogna, tuttavia, scegliere questa seconda strada, facendo ricorso al sillogismo scientifico, a condizione però che esso parta da premesse vere e necessarie.


Författare: Paolo Maggi.

Aristotele, nel termine medio del ragionamento stesso. Il termine medio qui è “animale” e costituisce di fatto la connessione necessaria tra i due estremi. In questo caso è ciò che solo rende possibile l’affermazione che tutti gli uomini sono mortali. Esso è la condicio sine qua non. Il termine medio qui è essere senza fiele ed è associato alla longevità solo nella conclusione. Questo significa che esso non serve a connettere proprio nulla, ma semplicemente è un fatto, un’osservazione a posteriori.

Per Aristotele l’induzione è soltanto un grado preparatorio di avviamento verso l’intuizione intellettuale, non essendovi un passaggio logico-necessario dai particolari all’universale. Per la sua incapacità di ottenere affermazioni scientificamente vincolanti a partire da singoli casi concreti, al processo induttivo venne negata ogni validità dalla logica metafisica. Il primo filosofo a discostarsi dall’auctoritas aristotelica, ritenuta ancora valida nel XVII secolo, fu Francesco Bacone. Egli sostenne che l’induzione doveva essere non per enumerazione, come quella aristotelica, ma per eliminazione. Dopo Bacone, tuttavia, alla concezione di induzione come passaggio dal particolare all’universale si venne progressivamente sostituendo una concezione diversa, che definiva l’induzione come “inferenza ampliativa ma solo probabile”, laddove la deduzione era definita come un'”inferenza non ampliativa ma necessaria”. Sono state le riflessioni di David Hume, e poi dei positivisti Comte e John Stuart Mill, a mettere a punto progressivamente questa concezione. Hume in particolare obiettò che le leggi scientifiche da noi ritenute induttivamente giustificate sulla base dell’esperienza hanno in realtà un’origine soggettiva.

Conclusione1: Il prossimo corvo che vedrò sarà probabilmente nero. Conclusione2: Tutti i corvi sono probabilmente neri. Se oltre alla probabilità si tiene conto dell’ampliatività del contenuto della conclusione rispetto a quanto è contenuto nelle premesse, possiamo dire che nell’induzione, diversamente dalla deduzione, il contenuto informativo della conclusione non è interamente incluso nelle premesse. Tuttavia in tempi recenti il filosofo statunitense Charles Sanders Peirce, ha suddiviso il ragionamento umano in tre diversi sistemi, affiancando, al metodo deduttivo ed a quello induttivo, il metodo abduttivo, andando così a meglio definire l’ambito d’azione e le premesse da cui parte il metodo induttivo. Nel 1843, John Stuart Mill condusse un’analisi dei sistemi relativi alla logica corrente, nei suoi elementi deduttivi e induttivi, che doveva rivoluzionare i modi tradizionali di considerare il modo di pensarla.

Ciò che caratterizza il pensiero di Mill è il forte empirismo che caratterizza le sue analisi, sottraendo così la logica all’astrazione dei metafisici per conferirle una concretezza prima assente, ma che la scienza aveva da sempre utilizzato nella prassi delle sue indagini, sulle orme teoriche di Bacone e con le conferme operative di Galileo. L’induzione divenne lo strumento di conoscenza per eccellenza con l’avvento del Circolo di Vienna. Il lavoro fu proseguito da Hans Reichenbach che approfondì i legami tra induzione e probabilità. Esemplare è il suo La nascita della filosofia scientifica. Nel dibattito epistemologico contemporaneo sull’induzione, assume un ruolo significativo la riflessione di Nelson Goodman, il quale ritiene che la conoscenza scientifica non consista in un’osservazione passiva ma in un’attività costruttiva. Essa è costituita dalla scrittura di una mappa schematica e selettiva della realtà, ottenuta per induzione.

Lo stesso argomento in dettaglio: Tacchino induttivista. Una problematica analoga venne sollevata dal già citato Karl Raimund Popper, il quale osservò che nella scienza non basta “osservare”: bisogna saper anche cosa osservare. L’osservazione non è mai neutra, ma è sempre intrisa di teoria, di quella teoria che appunto si vorrebbe mettere alla prova. Aristotele, Topici, I, 12, 105 a 11. Così Aristotele in Metafisica I, VIII, 4. Colui che definisce, allora, come potrà dunque provare l’essenza?

Aristotele, Analitici primi, II, 23, 68 b 15. Stuart Mill, System of Logic, 1843. Reichenbach, The Rise of Scientific Philosophy, University of California Press, Berkeley 1951. Karl Popper, Congetture e confutazioni, Il Mulino, Bologna 1972. Francesco Bacone, Scritti filosofici, a cura di P.

Hans Reichenbach, La nascita della filosofia scientifica, trad. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 20 ott 2018 alle 05:49. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Antichi libri rilegati ed usurati nella biblioteca del Merton College a Oxford. Un libro è costituito da un insieme di fogli, stampati oppure manoscritti, delle stesse dimensioni, rilegati insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina. Il libro è il veicolo più diffuso del sapere. L’insieme delle opere stampate, inclusi i libri, è detto letteratura.

I libri sono pertanto opere letterarie. Un negozio che vende libri è detto libreria, termine che in italiano indica anche il mobile usato per conservare i libri. La biblioteca è il luogo usato per conservare e consultare i libri. La parola italiana libro deriva dal latino liber. Livelli di produzione libraria europea dal 500 al 1800. L’evento chiave fu l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg nel XV secolo.

La storia del libro segue una serie di innovazioni tecnologiche che hanno migliorato la qualità di conservazione del testo e l’accesso alle informazioni, la portabilità e il costo di produzione. Essa è strettamente legata alle contingenze economiche e politiche nella storia delle idee e delle religioni. La scrittura è la condizione per l’esistenza del testo e del libro. La scrittura, un sistema di segni durevoli che permette di trasmettere e conservare le informazioni, ha cominciato a svilupparsi tra il VII e il IV millennio a. Quando i sistemi di scrittura furono inventati furono utilizzati quei materiali che permettevano la registrazione di informazioni sotto forma scritta: pietra, argilla, corteccia d’albero, lamiere di metallo. Lo studio di queste iscrizioni è conosciuto come epigrafia.

Una tavoletta può esser definita come un mezzo fisicamente robusto adatto al trasporto e alla scrittura. Le tavolette di argilla furono ciò che il nome implica: pezzi di argilla secca appiattiti e facili da trasportare, con iscrizioni fatte per mezzo di uno stilo possibilmente inumidito per consentire impronte scritte. Le tavolette di cera erano assicelle di legno ricoperte da uno strato abbastanza spesso di cera che veniva incisa da uno stilo. Servivano da materiale normale di scrittura nelle scuole, in contabilità, e per prendere appunti.