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Alcuni dei contenuti riportati potrebbero urtare la sensibilità di chi legge. Le informazioni hanno solo un fine illustrativo. Wikipedia può contenere materiale discutibile: leggi le avvertenze. Uno scienziato, una coppia di biologi in crisi, una contessa, un tenente della marina, il dottor Leimor e la dottoressa Annie erotico: Piacere Tropicale PDF su un’isola tropicale per effettuare delle ricerche.


Författare: Kathleen Hope.

Il gruppo si ritrova bloccato sull’isola, poiché qualcuno ha disancorato la loro barca. Il dottor Leimor viene strangolato, mentre il tenente riesce ad uccidere il mostro con un colpo di fucile subacqueo e a fuggire insieme ad Annie. Per festeggiare i due si accoppiano a bordo della barca. In origine il film non doveva essere un porno, e si doveva intitolare solamente Holocaust. Fu un’idea della produzione trasformarlo in hard. Joe D’Amato dichiarò: Volevamo scioccare il pubblico era da poco che si facevano film hard e ancora non si sapeva da che parte andare. Lucía Ramirez, Mark Shanon e Annj Goren, pseudonimo dell’attrice italiana Anna Maria Napolitano.

Per la rivista Monster Bis, Porno Holocaust è un film mitico perché contiene tutte le follie, tutti i deliri di fondo dell’arte di Joe D’Amato. Per Gordiano Lupi Porno Holocaust è il film più riuscito del periodo dominicano, perché folle e visionario come il miglior cinema di Joe D’Amato. Il film uscì in Spagna come Holocausto Porno e in Germania come Orgasmo nero II – Insel der Zombies. Il titolo del film è un riferimento a Cannibal Holocaust, diretto da Ruggero Deodato nel 1979. Il respiro affannoso del mostro che spia le ragazze, la caverna in cui si rifugia, il suo diario rivelatore e il suo passato da uomo normale, sono presenti anche in Antropophagus, girato da D’Amato nel 1980. Autori vari, Nocturno Dossier numero 35.

Marco Giusti, Scheda su Porno Holocaust presente in Stracult. Emanuelle – Perché violenza alle donne? Emanuelle e le porno notti nel mondo n. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 25 ott 2018 alle 22:48. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Il nudo artistico è la rappresentazione del corpo umano in stato di nudità nelle varie discipline artistiche. La figura del nudo è principalmente una tradizione dell’arte occidentale ed è stata utilizzata per esprime gli ideali di bellezza maschile e femminile e di altre qualità umane.

Spesso figure di nudo possono avere un loro ruolo anche in altri tipi di arte, come la pittura storica – tra cui l’arte sacra e allegorica – la ritrattistica o le arti decorative. Pur non esistendo una definizione univoca, vi sono alcune caratteristiche generalmente accettate: nelle belle arti, il soggetto non viene semplicemente copiato dalla natura, ma trasmutato esteticamente dall’artista, concettualmente distinto dall’utilità e al di là di scopi puramente illustrativi o decorativi. Gli artisti moderni hanno continuato ad esplorare temi classici, ma anche rappresentazioni più astratte con le persone viste più individualmente e lontano da rappresentazioni ideali. Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della nudità. X secolo nei templi induisti sono grandissime opere d’arte, in quanto la sensualità che emanano è parte integrante della filosofia che vogliono rappresentare. Molte culture tollerano la nudità nell’arte di più rispetto alla nudità “dal vivo”, con diversi gradi di accettabilità. Per esempio in un museo dove ci sono opere d’arte di nudi, la nudità di un visitatore viene considerata inaccettabile.

In certi casi la nudità dal vivo può essere considerata accettabile, ad esempio nel caso in cui i modelli non si muovano. In altre culture, come quella giapponese, la nudità non ha cattive connotazioni. Il nudo è stato accettato nell’ambito del salotto letterario francese dell’800, a condizione che l’ambientazione fosse chiaramente classica, presentando quindi personaggi di una cultura in cui la nudità era usuale. Le opere che celebrano il corpo umano sono suscettibili d’esser interpretate come troppo erotiche da una certa categoria di persone, e magari kitsch da un’altra.

Dijkstra conclude dicendo che il modo dell’arte oggi svaluta la semplice bellezza ed il piacere che emana, anche se questi valori sono sempre stati ben presenti nell’arte del passato ed in varie opere contemporanee. Lo stesso argomento in dettaglio: Rappresentazione della nudità. Nelle opere classiche i bambini sono stati molto raramente rappresentati nudi, tranne per quanto riguarda i neonati o la figura del putto. La storia dell’arte più accademica tende ad ignorare la sensualità del nudo maschile, limitandosi invece a considerarne solo la forma e composizione. Per gran parte della storia gli uomini nudi potevano rappresentare esclusivamente o santi martiri o in alternativa guerrieri. Il nudo artistico maschile si è maggiormente espresso nella statuaria, con la scultura greca antica, ed ha raffigurato prevalentemente figure mitiche, divine o religiose: questo fino alla metà del XIX secolo, con l’irrompere della novità assoluta data dal nudo maschile nella fotografia. Quest’anno Veneri e ancora Veneri sempre Veneri!