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Finestre sul cuore PDF

401 Unauthorized Finestre sul cuore PDF need a valid user and password to access this content. La casa dalle finestre che ridono è un film del 1976 diretto da Pupi Avati.


Författare: Carlo Presti.

Stefano è un giovane restauratore a cui, con l’intercessione dell’amico Antonio, è stato affidato dal sindaco di un paese della provincia ferrarese l’incarico di riportare alla luce un macabro affresco in una chiesa nella campagna circostante. Stefano rimane molto affascinato dall’affresco, ma pochi colloqui con il parroco Don Orsi ed altre persone del posto sono sufficienti a convincerlo che tanto l’opera quanto il suo autore non godono di altrettanta stima fra la gente del paese. Il tragico evento viene frettolosamente archiviato dalle autorità del luogo come suicidio, nonostante Stefano testimoni di aver visto l’ombra del probabile assassino muoversi dietro la tenda della finestra. Una forza oscura manovra nell’ombra per impedire che la verità venga a galla, e tanta è in paese la diffidenza nei confronti del giovane restauratore che la proprietaria dell’albergo dove risiede, con una banale scusa presto smentita dalla cameriera, lo priva della stanza lasciandolo senza alloggio. Gli viene però in soccorso Lidio, giovane chierichetto ottuso, che gli procura una sistemazione in una cadente villa patrizia, apparentemente abitata soltanto da una vecchia costretta a letto dall’infermità, dove casualmente trova un vetusto registratore a filo d’acciaio con incise alcune frasi deliranti. Antonio, entra in possesso di un ingiallito faldone che testimonia come l’amico avesse condotto una circostanziata indagine sulla vita del pittore. Amareggiato e pressato dalla terrorizzata fidanzata, decide di lasciare il paese la mattina successiva ma, proprio in procinto di partire, incontra Coppola che, per ritorsione contro le autorità del paese che gli hanno ritirato la licenza del taxi, decide di rompere il silenzio su Buono Legnani e le sue sorelle.

Sconvolto da quanto appreso, Stefano torna di corsa a prendere Francesca per scappare da quel posto, ma la trova morta, nuda, trafitta e appesa per le braccia come San Sebastiano nell’affresco. Invitato dal sindaco a dormire in paese per poi partire la mattina successiva, Stefano viene nottetempo attirato con l’inganno alla villa diroccata, dove trova le sorelle del Legnani che, in una macabra trasposizione dell’affresco, stanno torturando il moribondo Lidio. La mossa è però una trappola che permette alla ignota seconda sorella di ferire gravemente Stefano, che riesce tuttavia a fuggire e, grazie all’oscurità, a nascondersi nell’intricata vegetazione del giardino. L’indomani, sebbene debilitato dall’emorragia, riesce a tornare in paese per chiedere aiuto, ma gli abitanti, barricati dietro le finestre chiuse, fingono di non udire le sue grida disperate, così si dirige alla chiesa in cerca di Don Orsi. Qui Stefano vive il suo dramma finale: il parroco altri non è che la seconda sorella del Legnani che, insieme alla finta paralitica, incombe minacciosamente su di lui per terminare ciò che aveva iniziato la sera precedente, mentre in lontananza si odono le sirene della polizia di Ferrara, precedentemente avvisata dal sindaco Solmi. Questa sezione sull’argomento film è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.

Pupi Avati ha tratto l’idea per la realizzazione del film da un episodio della sua infanzia. Nel comune dove risiedeva fu infatti aperta la tomba di un prete, ma i resti rinvenuti appartenevano misteriosamente a una donna. La zia del futuro regista, per farlo star buono quando era bambino, lo minacciava del possibile arrivo del “prete donna”, spauracchio da lei inventato sulla scorta del fatto sopracitato. Quando i fratelli Avati concepirono il soggetto de La casa dalle finestre che ridono, il film doveva essere girato negli Stati Uniti.

San Babila ore 20: un delitto inutile. La casa dalle finestre che ridono era un casolare, non più esistente, situato presso Malalbergo, in provincia di Bologna. La villa in cui alloggiano Stefano e Francesca è Villa Boccaccini, a Porto Garibaldi, in provincia di Ferrara. Alle 21:06 del 6 maggio 1976 ci furono le prime terribili scosse di terremoto in Friuli e la troupe si trovava a Comacchio davanti al finto Albergo Italia per girare la scena dell’omicidio di Antonio Mazza che viene spinto dal balcone del palazzo. Cesare Bastelli ricorda che le scosse furono talmente forti che le campane della chiesa a pochi metri di distanza si misero a suonare da sole. Bassa padana, assolata, sonnacchiosa e con tanti scheletri nascosti negli armadi, nel teatro ideale per un horror.