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Piazza Matteotti e, sulla destra, Palazzo Jappelli sede municipale. Il territorio di Piove di Sacco era abitato probabilmente già in età paleoveneta e divenne sotto i romani un importante nodo stradale e fluviale. Infatti per Plebs Sacci passavano la Via Popilia-Annia e i fiumi Bacchiglione e Brenta. Il giorno 3 gennaio del 1405 Francesco Zabarella offre al doge Michele Sten la bandiera, il sigillo e le chiavi della città di Padova: da questa data ha fuori piove PDF la Signoria Carrarese e inizia la dominazione della Repubblica Serenissima su tutto il territorio padovano che durerà per 4 secoli, fino al 1797.


Författare: Gianni Cardillo.

Il cadavere di una donna affiora dal mare: omicidio o incidente? Alina, la figlia quindicenne, ha una psiche molto fragile. Il dubbio di essere l’assassina della propria madre diventa il suo incubo e l’ospedale psichiatrico la sua casa per venticinque anni. Fino a oggi. Per recuperare i pezzi in cui si è frantumata, Alina ricostruisce il proprio passato di pianista dal talento precoce e immenso, disciplinato da una madre avida di successo e ostacolato da un banale incidente. Scopre infine la verità sulla morte della madre. Ma quanto c’è di reale nel percorso che compie?

La città di Piove di Sacco si trova in condizioni disastrose a causa delle alluvioni, delle epidemie e dei saccheggi. Il tempo trascorre nei secoli XVII e XVIII senza grandi eventi. Va registrato tuttavia un lungo ed inesorabile scivolamento di Venezia che trascinò nella sua decadenza tutti i territori del proprio dominio. Nel 1797, infatti, la Repubblica di Venezia viene invasa dagli eserciti di Napoleone Bonaparte. Così dopo quattro secoli di dominazione veneziana i francesi e gli austriaci si avvicendarono il potere. Regno d’Italia e con questa il Veneto dovette cambiare il suo aspetto sociale, economico e amministrativo. Nel dopoguerra la popolazione visse ancora un periodo di grosse difficoltà e ristrettezze economiche, ma seppe reagire con operosità e iniziativa.

Negli anni sessanta cominciò a cambiare tutto, dall’agricoltura all’industria, con sviluppo e modernizzazione sempre più accelerati. Il simbolo araldico della Comunità dei Piovesi è il sigillum medioevale del San Martino a cavallo che dona parte del proprio mantello ad un povero. Tale simbolo è presente nei documenti basso-medioevali riportati anche dal Pinton nel Codice Diplomatico Saccense. Piove di Sacco vanta numerose bellezze architettoniche, primo su tutti possiamo citare la Torre Carrarese, o torre maggiore, l’ultimo resto delle fortificazioni costruite in epoca carrarese, sopra la quale è stata sovrapposta la cella campanaria del vicino duomo dedicato a San Martino.

Il torrione in mattoni è costruito su un alto zoccolo in pietra. La quasi totale mancanza di fori e di elementi decorativi gli conferiscono un aspetto severo che denuncia la sua originaria funzione difensiva. La chiesa arcipretale ha subito vari mutamenti dal Quattrocento in poi, fino al radicale rinnovamento del secolo scorso progettato dall’ingegnere Francesco Gasparini che prolungò l’edificio e ne invertì l’orientamento, allargandolo con le due navate laterali e conferendogli una più accentuata verticalità. I restauri della chiesa, conclusi nell’ottobre 1993, sono stati l’occasione per studiare la storia e le opere pittoriche che l’edificio custodisce.

Attualmente lo stabile è totalmente occupato dagli uffici comunali. Nell’aiuola di fronte al Municipio è posto un piedistallo porta bandiera in pietra d’Istria sul quale sono ancora leggibili la data, 1591, lo stemma piovese con il San Martino e lo stemma del podestà Pandolfo Malatesta. Il prospetto principale è fortemente cadenzato dai fori delle finestre e dalle arcate al pianterreno. L’elegante atrio è costituito da un salone passante con colonne che riprendono il ritmo di facciata. L’edificio si affaccia sul lato in cui via Cardano confluisce in via Roma, consiste in una graziosa costruzione, dipinta di rosa e decorata con stucchi e specchiature in marmorino e in pietra tenera.

Nel 1861 fu costituita, con il preciso obiettivo di erigere una sala teatrale, una Società denominata appunto Del teatro Filarmonico, che già nel 1862 aveva dato il via ai lavori, probabilmente affidando la progettazione all’ing. Comunemente indicato come “Palazzo”, il complesso di Villa Gradenigo rientra a pieno titolo tra le ville venete. Il complesso monumentale attuale è composto dall’edificio residenziale, dalle barchesse e dall’oratorio, già documentato dal 1675 e dedicato a San Francesco di Sales, ma ricostruito nella forma attuale nel 1788, mentre la barchessa che lo collega al palazzo risale al 1758. Oggi l’edificio è adibito ad uffici ed abitazione ed è caratterizzato da un portico ad arcate e volte a crociera e marcapiani in pietra. Palazzo Barbaro Lorenzoni: tipico esempio di elegante abitazione, realizzato intorno alla metà del Cinquecento, forse su progetto del Sansovino. L’interno del palazzo è ben conservato: il salone centrale ha la copertura con travi a vista, nel seminterrato ci sono tre locali coperti da un’ampia volta a botte in cotto destinati a servizi e cantine. Al piano nobile, dove si trova un loggiato a cinque archi con colonne esterne, si accede dal giardino attraverso una scala a doppia rampa.