Cucina

Geografia. Vol. 1: L’Italia e l’Europa PDF

Chiesa e le diverse forme di aggregazione e di partecipazione del laicato alla vita interna della Chiesa stessa. Il passaggio da una visione organicista e territorialmente uniforme della rete associativa cattolica alla coesistenza di modelli organizzativi, a volte molto differenti fra loro, costituisce il punto di partenza per analizzare in generale il fenomeno dei nuovi movimenti di risveglio e in particolare per comprendere uno dei tratti che più interessa mettere in luce, cioè il loro rapporto ineguale con il territorio e con le diverse realtà regionali. Tutto ciò entrò in crisi nella seconda geografia. Vol. 1: L’Italia e l’Europa PDF degli anni Sessanta, per ragioni culturali e sociali, nonché politiche più ampie dell’evento conciliare. Così facendo, l’istituzione-Chiesa poteva strutturare la società stessa, sforzandosi di rifletterne tutte le sue caratteristiche e le sue pieghe interne.


Författare: Olimpia Rescigno.

Tutto ciò entrò gradualmente in crisi fino a non esistere più. Non solo perché la teologia stessa del Vaticano II criticava alla radice la concezione organicista del rapporto Chiesa-mondo, ma anche e soprattutto perché il modello non reggeva il confronto con un ambiente sociale che andava trasformandosi profondamente, differenziandosi e sottraendo sfere dell’agire sociale all’influenza della religione. Comunità di ascolto della Bibbia, i Focolarini e così via? Coloro che aderiscono sono dei credenti che vivono in modo differente l’appartenenza alla Chiesa cattolica. Militare in un gruppo o in un altro non è la stessa cosa.

Per ragioni non puramente estrinseche: perché, per es. I motivi della diversa militanza sono in realtà più seri: essi hanno a che fare con una differente concezione dell’essere cristiano e di sentirsi parte della Chiesa cattolica. CL o percorrere il cammino di riconversione, proposto dal movimento neocatecumenale. I confini fra le diverse aggregazioni, presenti nel panorama ecclesiale, sono ben tracciati e marcano distanze teologiche e forme di azione socioreligiosa di non poco conto. CL si sforza di rianimare sfere della vita sociale, come l’economia e la politica, che hanno perso l’impronta cattolica.

Il presupposto teorico, da cui si parte, è che l’ambiente socioreligioso sia divenuto molto più complesso rispetto al sistema di credenza: si è prodotta una sorta d’inflazione religiosa nell’ambiente non più governabile con le politiche pastorali tradizionali. La domanda religiosa si è orientata altrove e si è diversificata in conformità a bisogni di senso che non potevano essere più soddisfatti dalle forme organizzative storiche del sistema di credenza. La storia del Movimento pentecostale cattolico, per es. Rinnovamento nello Spirito, è, per molti versi, esemplare.

In altri esempi, invece, la riforma del mondo occupa un posto strategico decisivo. Le possibili combinazioni fra queste quattro dimensioni sono teoricamente non illimitate, se si pensa di utilizzarle per mettere ordine a una realtà che, altrimenti, si presenterebbe molto differenziata e, in linea di massima, con conflitti latenti non facilmente riducibili. Se questi oggi appaiono meno visibili e non rappresentati nella sfera religiosa pubblica, nel passato, invece, le tensioni e le differenti posizioni tra i vari gruppi, movimenti e associazioni sono emerse con nettezza. Un processo di pillarization, di costruzione di enclave territoriale di potere, che altri in passato hanno seguito: molti movimenti di riforma religiosa, infatti, nati laici o poco coerenti con le politiche pastorali imperanti in determinati momenti storici, sono divenuti poi ordini religiosi, grazie sia alla forza delle loro idee sia al valore aggiunto, che il loro carisma di fondazione riusciva a portare in dote alla Chiesa universale.

Chiesa di Roma, per comprendere meglio quanto appena detto. Fra questi due poli, si possono trovare tipi-ideali di organizzazioni cattoliche intermedie. Si tratta o delle associazioni strutturate conosciute storicamente o delle aggregazioni spontanee di più recente formazione. Tutte possono essere classificate come gruppi di complemento. Nel gergo militare, gli ufficiali di complemento sono coloro che servono a completare e mantenere l’efficienza numerica e quantitativa di un esercito.

Sono importanti, ma non fanno parte della truppa attiva. Allo stesso modo, altri gruppi o movimenti sono animati da una tensione spirituale così forte che li spinge a considerare di scarso rilievo proiettare il modello spirituale cui ci s’ispira nella vita activa: nel mondo si agisce adeguandosi laicamente alle leggi che regolano funzionalmente i diversi subsistemi di cui si compone la società moderna. Come si può spiegare la moltiplicazione di modelli organizzativi fra loro diversi in un’istituzione di salvezza, come la Chiesa cattolica? Non è sufficiente ricordare che la storia del cattolicesimo è segnata da cicliche ondate di movimenti che progressivamente hanno finito per istituzionalizzarsi, dopo magari una fase iniziale di incertezza e di diffidenza da parte dell’autorità ecclesiastica. Ci si può chiedere, perciò, in particolare come valuta un’istituzione di salvezza, forte di una secolare capacità di regolare il conflitto simbolico che ciclicamente si sviluppa al suo interno, la differenziazione interna che si vede crescere senza che essa l’abbia effettivamente promossa? Ora si dà il caso che la congiuntura storica sia stata favorevole allo sviluppo di tanti gruppi e movimenti religiosi, con vocazioni diverse e portatori di differenti carismi specializzati, e che, d’altro canto, soprattutto sotto il papato di Giovanni Paolo II, il potere dell’autorità religiosa abbia funzionato prevalentemente come comunicazione. I vari gruppi e movimenti religiosi, presenti nella loro diversità nella Chiesa, non sono considerati motivo di potenziale disordine da parte dell’autorità religiosa, ma come una modalità di funzionamento del sistema stesso.