Scienze

Giornalismo italiano PDF

Questa voce o sezione sull’argomento editoria non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Il giornalismo di guerra è la branca del giornalismo che si occupa di descrivere e raccontare le vicende giornalismo italiano PDF attraverso inviati e corrispondenti di guerra. Fin dai primi periodici di informazione, nel Cinquecento, i resoconti di eventi bellici e battaglie erano avidamente richiesti dai lettori.


Författare: .

Il 1939 (data di inizio della Seconda guerra mondiale) e il 1968 (l’anno “degli studenti” e dell’invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia) sono gli estremi cronologici entro i quali ha corso un cruciale trentennio di storia italiana e internazionale. L’intervento dell’Italia in guerra il 10 giugno 1940, le vicende belliche sui fronti francese, greco, russo, africano, il conflitto per il controllo dei mari e dell’aria, il 25 luglio e l’8 settembre 1943, la guerra civile, la Resistenza antifascista e antinazista sono gli oggetti capitali di una prima parte di un racconto che impegna, insieme con i giornalisti della “vecchia” generazione (Cesco Tomaselli, Paolo Monelli, Orio Vergani) una nuova leva di reporter, da Indro Montanelli a Dino Buzzati, da Max David a Luigi Romersa a Mario Soldati, fino alla liberazione del paese e alla costruzione dell’Italia repubblicana. Del ventennio abbondante seguito al 25 aprile 1945, il terzo volume restituisce un quadro mosso e sfaccettato, nel quale entrano non solo i fatti della politica interna ed estera, ma gli episodi più importanti dell’economia, della vita culturale (letteratura, arti figurative, musica, teatro, cinema), del costume, dello sport, della cronaca bianca e nera.

Le gazzette riportavano regolarmente notizie di movimenti di eserciti, assedi e scontri armati. Nel 1563 il governo della Repubblica di Venezia decise di diffondere un foglio avvisi con notizie ufficiali sulla crisi diplomatica nei rapporti con il Sultano turco. Duecento anni dopo, Napoleone Bonaparte, preparò e magnificò le sue imprese con la complicità dei giornali. Soprattutto negli anni della sua ascesa al potere, si dedicò sistematicamente a promuovere la propria fama attraverso la stampa.

Esempi simili rappresentano una forma embrionale di giornalismo di guerra. Infatti, giornalismo nel senso moderno del termine significa raccolta e diffusione di notizie effettuata in modo obiettivo e imparziale da parte di professionisti che si collocano in posizione “terza” rispetto alle parti in causa. La nascita del giornalismo di guerra vero e proprio si ha con William Howard Russell, reporter irlandese del Times di Londra. Il lavoro di Russell fu serio e meticoloso. Gli articoli Russell riscossero un successo molto ampio tra i lettori.

Un rinnovatore del giornalismo ed un anticipatore del reportage all’americana è considerato Ferdinando Petruccelli della Gattina. Luigi Barzini è stato uno dei migliori giornalisti italiani di guerra. Barzini seguì in modo impeccabile le varie battaglie, nonostante le difficoltà per spostarsi da una parte all’altra. Lo fece con ogni mezzo a disposizione. Infatti, la guerra stessa iniziava ad avere cambiamenti. Barzini è stato il reporter che meglio di tutti ha seguito e raccontato questa guerra.

Ci è riuscito grazie alle sue grandi capacità, sia giornalistiche che umane, e alla sua tenacia. Inoltre, oltre a lui, sono pochi i reporter italiani la cui fama ha superato i confini nazionali. Luigi Barzini, in quel periodo, era ammirato in tutto il mondo. Durante la prima guerra mondiale si ebbe un giornalismo di guerra molto deludente. Si trattò, infatti, di un giornalismo quasi completamente di parte.

In Italia, ad esempio, la maggior parte della popolazione era contraria all’entrata in guerra. La stampa, però, ebbe un ruolo fondamentale nel creare la sensazione che gli interventisti fossero la maggioranza della popolazione. Scandaloso fu ad esempio il resoconto offerto dai giornali riguardo alla sconfitta subita dagli italiani a Caporetto. La vicenda fu raccontata in modo molto frammentato e confuso, poco o nulla fu detto della reale perdita che gli italiani subirono quel giorno. Come non fu detto nulla del nascere di movimenti all’interno della popolazione contrari alla guerra. Questo fenomeno non riguardò solo l’Italia, ma tutti gli stati. L’unica fonte attendibile di informazioni furono i giornali americani, ma soltanto fin quando non entrarono in guerra, quando prevalse il patriottismo sull’imparzialità.

Nonostante tutto, rimangono alcuni esempi di giornalismo davvero brillanti. Viene ricordato qualche articolo di eccezionale valore, come quello di Luigi Barzini, già famoso per i suoi eccezionali articoli della guerra Russo-Giapponese. Arrivato a Parigi il 20 agosto, il reporter riuscì a prendere il treno che collegava la capitale a Bruxelles che stava subendo l’avanzata tedesca, e descrisse in modo impeccabile il suo avvincente viaggio anche se fu fermato a 10 km da Bruxelles. Altro articolo è quello in cui Floyd Gibbons narrò l’affondamento del piroscafo Laconia, sui cui egli stesso era imbarcato. Salvatosi e arrivato a terraferma, Gibbons riuscì a pubblicare il suo articolo già il giorno dopo. La guerra civile spagnola fu raccontata in modo molto parziale dalle due parti contrapposte: da una parte, il totalitarismo di Francisco Franco, dall’altra lo schieramento repubblicano democraticamente eletto. Nemmeno giornalisti del calibro di Ernest Hemingway sono riusciti ad essere totalmente imparziali.