Storia

Goya. Arte e condizione umana PDF

Francisco Goya, realizzato nel 1821-1823 e conservato al museo del Prado di Madrid. Saturno che divora i suoi figli è a soggetto mitologico e riprende un tema già affrontato nel 1637-goya. Arte e condizione umana PDF da Pieter Paul Rubens in una tela omonima: Saturno. Manzanarre, presso Madrid, dove abitò negli anni tra il 1819 e il 1823. L’opera coglie Saturno mentre divora uno dei suoi figli appena nati.


Författare: Alfredo De Paz.

Sono state avanzate varie interpretazioni del significato del dipinto: il conflitto tra vecchiaia e gioventù, il tempo come divoratore di ogni cosa, la Spagna che divorava i suoi figli migliori in guerre e rivoluzioni, o, più in generale, la condizione umana nei tempi moderni. Come già accennato, il tema di Saturno che divora i figli era già stato trattato da Rubens, in un quadro omonimo conservato anch’esso presso il Prado. Goya, al contrario, dipinge Saturno come un uomo preso dalla follia, ben un secolo prima che Sigmund Freud scandagliasse gli abissi dell’inconscio. URL consultato il 15 dicembre 2016. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta l’8 nov 2018 alle 17:47.

Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Questa voce o sezione sull’argomento filosofi tedeschi non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Conclusi gli studi secondari, su consiglio del chirurgo militare russo J. Schwarz-Erla, Herder decise di recarsi a Königsberg per studiare come chirurgo: nel dicembre del 1762 lasciò Mohrungen dove non sarebbe più tornato e non avrebbe più rivisto i propri genitori. Nel 1788 intraprese un viaggio in Italia, visitando Roma, Napoli, Firenze e Venezia, ritornando a Weimar nel giugno 1789 e rimanendovi fino alla morte. Il problema che deriva da questa premessa è quello di come sarà mai possibile comprendere realmente le lingue straniere e ancor più le lingue morte, il greco e il latino, che pure stanno a fondamento della cultura europea. In questa soluzione sembra essere contenuta una contraddizione: se ogni lingua possiede un proprio differenziato carattere, potremo mai giungere a una reale comprensione di ogni altra lingua a noi straniera?

Ogni lingua nazionale, in quanto sorge dall’humus della terra che la nutre, ha dunque un elemento non controllabile dalla ragione e un elemento irrazionale è presente in quel trovare le voci profonde di ogni altra lingua nella propria anima. Allora, al concetto di “patriota” era associato quello di difensore della libertà municipale o repubblicana. Chi studiasse una personalità dovrà allora spiare gli istanti in cui l’anima si spoglia e si offre. Conseguenza di questa posizione è l’ostilità verso i modelli letterari classici, considerati artificiosi e pedanti e l’inconsistenza del secolare dibattito sull’imitazione degli antichi poeti – l’imitazione è artificio, porta alla “poesia d’arte”, alla creazione di modelli che non possono che essere espressione di mancanza di sincerità, la quale è la prima condizione per l’esistenza della poesia. Già nei Frammenti sulla moderna letteratura tedesca Herder aveva abbozzato una storia del linguaggio, indicando come nella sua infanzia una lingua manda fuori, come un bambino, suoni monosillabici, rozzi e alti. Nel Saggio sull’origine del linguaggio, del 1772, che fu presentato in un concorso all’Accademia di Berlino, si pone il problema se il linguaggio umano abbia un’origine naturale o divina. Il distacco dalla natura avviene grazie alla riflessione che l’uomo deve possedere fin dal primo istante in cui egli è uomo.

Essa deve mostrarsi nel primo pensiero del bambino l’uomo rivela la riflessione quando la forza della sua anima opera così liberamente da separare un’onda dall’oceano delle sensazioni, le quali penetrano attraverso i sensi, così da trattenerla e volgere la propria attenzione su di essa. Poiché non posso pensare il primo pensiero umano senza dialogare o tendere a dialogare, poiché il primo segno verbale è anche parola di comunicazione con gli altri, la storia del linguaggio coincide con la storia dell’umanità. A questa storia della totalità degli esseri umani ciascun individuo porta il suo contributo, per minimo che possa essere: non c’è nessuna creatura della mia specie che non operi per l’intera specie. Dalla teoria dell’origine della lingua l’umanità emerge come artefice del proprio destino, creatrice della sua storia: non c’è posto per la Provvidenza, come a Herder fece notare, disapprovandolo, lo Hamann. 1774, Herder introduce una Provvidenza che non interviene direttamente nella storia umana, ma raggiunge il suo scopo suscitando forze che indirizzano la storia dell’umanità nella direzione di sviluppi così semplici, delicati e meravigliosi quali li vediamo in tutte le produzioni della natura.