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I volatili del Beato Angelico PDF

Benché si abbiano pochissime informazioni certe riguardo alle origini di quest’opera, si ipotizza che si tratti di una delle primissime committenze che Leonardo riuscì a guadagnarsi mentre era “a bottega” dal Verrocchio. L’opera si trovava nella chiesa di San Bartolomeo a Monteoliveto, sulle colline a sud di Firenze, dove restò fino al 1867, quando I volatili del Beato Angelico PDF trasferita alla Galleria degli Uffizi. Con l’arrivo agli Uffizi, alcuni studiosi cominciarono a indicare il dipinto come una delle opere giovanili di Leonardo. A Lorenzo di Credi è in genere attribuita un’altra Annunciazione, di dimensioni minori, al Louvre, che taluni studiosi riferiscono a Leonardo.


Författare: Antonio Tabucchi.

L’opera è stata restaurata nel 2000, ripristinando una migliore luminosità e leggibilità dei dettagli, con una migliorata lettura della prospettiva grazie alla maggiore visibilità dello scorcio architettonico sulla destra e dello sfumare del paesaggio. Studio di drappeggio per una figura seduta. Pennello e tempera grigia, lumeggiature in biacca su tela di lino preparata in grigio. Tracce di passepartout a penna e inchiostro nero. Parigi, Louvre, Département des Art Graphiques, INV 2255 Recto. Leonardo si allontanò consapevolmente dall’iconografia tradizionale del tema dell’Annunciazione ambientando la scena in un giardino all’esterno della casa della Vergine al posto della consueta loggia o della camera da letto di Maria. Si comprende che questa è un’opera giovanile dal fatto che la prospettiva aerea non è resa gradualmente, ma c’è come uno stacco al di là degli alberi più vicini, troppo nitidi rispetto allo sfondo.

Di questi alberi, i cipressi sono sistemati come colonne, sembrano dividere matematicamente la scena. L’Angelo è raffigurato in una posizione classica, come appena planato con le ali battenti, nel momento poco prima di richiudersi. L’impostazione della posizione è classica leonardesca, considerando il panneggio, a pieghe ampie e morbide. Giorgio Vasari racconta che talvolta l’artista faceva modelli in argilla delle figure, le avvolgeva in morbidi manti bagnati nel gesso e quindi riproduceva pazientemente l’andamento del panneggio.