Saggistica

Il culto dei santi PDF

Le prime notizie circa la presenza di una cappella S. Salvatoris de Colle veteri si hanno fin dall’inizio del XII secolo visto che tale cappella venne confermata il 27 novembre 1115 da parte di papa Pasquale II a Teuzzone Arciprete di Colle e Pievano d’Elsa. L’Alberto qui citato divenne in seguito il santo patrono di Colle ma durante il suo plebanato si distinse per il notevole attivismo che portò la chiesa del castello di Colle prima ad affiancare e poi a sostituire nel ruolo l’antica pieve a Elsa. Il pievano e arciprete Alberto morì il 17 agosto 1202 ma i suoi successori mantennero intatto il prestigio della carica che il culto dei santi PDF sia all’interno della diocesi di Volterra sia nella vita del comune di Colle.


Författare: Peter Brown.

La ricostruzione del tessuto che, nei primi secoli dell’era cristiana, ha legato i fenomeni dello superstizione e il culto dei santi nella comunità cristiana.

Il capitolo della pieve viene citato per la prima volta il 18 settembre 1242 ma doveva essere preesistente e aveva un notevole prestigio visto che il canonico Simone venne nominato legato pontificio l’11 febbraio 1237. Tra gli arcipreti del XIV secolo sono da segnalare Ruggero al quale successa Albizo di Scolajo dei Tancredi che l’8 settembre 1326 venne nominato anche capitano di Colle dando così inizio ad una specie di signoria ecclesiastica sul castello che non fu priva di fatti scandalosi e finita il 10 marzo 1330 con la sua esecuzione capitale. Di fronte alla facciata della pieve di San Salvatore a partire dal 14 febbraio 1334 venne costruito il campanile che ancora il 10 agosto 1355 risultava privo delle campane. Subito dopo si resero necessari dei lavori adeguamento al nuovo status. Nel 1602 le autorità colligiane decisero di abbattere la vecchia pieve per sostituirla, nello stesso luogo, con una nuova cattedrale.

Il 21 novembre 1940 con il Regio Decreto n. Nel 1986, con la soppressione della diocesi, diventa concattedrale dell’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino. Massima testimonianza della antica pieve dei Santi Giovanni Battista, Faustino e Giovita, detta anche pieve di S. Alberto, sono i resti della facciata, larga 18 metri, visibili sul fianco sinistro della nuova cattedrale. La chiesa aveva una struttura basilicale, probabilmente a tre navate, realizzata con conci di arenaria disposti a corsi orizzontali e paralleli. Le pietre qui usate sono perfettamente squadrate grazie all’uso di strumenti allora in uso nell’area pisana, e pisano è infatti Bonamico, qui attivo. Le colonne in facciata hanno fusti monolitici e poggiano su basi ad anello ed hanno capitelli a due ordini sovrapposti di foglie acquatiche e palmette.