Filosofia e psicologia

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Europa venivano chiamate medicine non convenzionali. In questo saggio useremo prevalentemente queste ultime definizioni, anche se, talvolta, a seconda del contesto, useremo anche la generica dizione medicine non convenzionali. Paesi industrializzati, è in atto il dao dell’arte marziale superiore PDF crescente diffusione dell’uso delle medicine complementari. Nahin, Complementary and alternative medicine use among adults.


Författare: Tiziano Grandi.

Stando a questi dati, quindi, il nostro Paese non solo si collocherebbe all’ultimo posto tra le nazioni occidentali più ricche che utilizzano le medicine complementari, ma presenterebbe anche un divario sorprendente rispetto ai Paesi affini. In realtà, occorre considerare che nelle statistiche statunitensi si inserisce tra le CAM anche il ricorso alla preghiera, per sé e per gli altri. Per converso, le indagini ISTAT per l’Italia, a cui ci siamo sopra riferiti, sono estremamente restrittive, in quanto prendono in esame solo le principali medicine complementari: agopuntura, omeopatia, fitoterapia, trattamenti manuali. ISTAT in riferimento alle medicine non convenzionali nel loro complesso. Ma, al di là delle statistiche discordanti, è interessante analizzare, sia pur in sintesi, la distribuzione delle preferenze e le caratteristiche socioculturali degli italiani che ricorrono alle medicine complementari.

In Occidente, sono più le donne che gli uomini a fare ricorso alle medicine complementari. Coloro che utilizzano le medicine complementari sono in prevalenza laureati e diplomati, dirigenti, imprenditori, liberi professionisti e impiegati. Più modesta la percentuale di operai e pensionati. Netto il divario tra le regioni centro-settentrionali e quelle meridionali. Il grado di soddisfazione degli utilizzatori delle medicine complementari è elevato. Un’analisi più dettagliata mostra che l’aumentare dell’età e la diminuzione del livello di istruzione sono correlati con l’aumento del grado di insoddisfazione.

Questo può spiegare la più bassa percentuale di soddisfazione riferita all’agopuntura, i cui utenti sono mediamente più anziani, con un più basso grado di istruzione, che ne usufruiscono soprattutto per patologie dolorose croniche di difficile risoluzione anche con la farmacologia e la chirurgia. Tre persone su quattro che si sono rivolte alle terapie complementari non l’hanno fatto in maniera esclusiva, ma le hanno integrate con farmaci di sintesi. Anche in questo caso è interessante notare il divario tra Nord-Sud. Al Nord è maggiore la tendenza all’integrazione rispetto al Sud. L’integrazione tra diversi sistemi medici è un fenomeno in atto da decenni nei due più grandi Paesi asiatici, Cina e India, dove è regolamentata e attivamente promossa da ordinamenti e politiche statali.

L’omeopatia è insegnata nelle facoltà di medicina, dove i primi tre anni di studio sono identici sia per chi diventerà un omeopata sia per chi sarà un medico di tipo occidentale. All’interno del Paese, la medicina cinese e quella occidentale sono oggetto di attive politiche di integrazione nel servizio sanitario nazionale, nella ricerca scientifica e nell’insegnamento universitario. Per effetto della globalizzazione, si può pertanto prevedere che la spinta alla medicina integrata proveniente dai grandi Paesi asiatici entrerà sempre più in collegamento con l’analoga spinta che è in atto nei principali Paesi occidentali. Negli Stati Uniti una quota crescente di ospedali offre terapie complementari, mentre sono sempre più numerosi i medici che usano le CAM nella loro pratica. Le più importanti università del Paese si sono unite nel Consortium of academic health centers for integrative medicine.