Filosofia e psicologia

Il Dio dei leghisti PDF

Figlio di un commissario di pubblica sicurezza, a otto il Dio dei leghisti PDF seguì la famiglia al nord, prima a Tortona, in Piemonte, poi a Cremona. In questo periodo militò nella corrente riformista di Leonida Bissolati. La battaglia interventista nel cremonese, sostenuta unicamente da una parte dei socialisti riformisti, ebbe scarsa eco e il 24 novembre 1914 un comizio interventista fu disperso dai neutralisti guidati dai cattolici e dagli stessi socialisti.


Författare: Augusto Cavadi.

Alla manifestazione partecipò lo stesso Mussolini che giunse in città dopo un viaggio avventuroso dovendo eludere i picchetti degli scioperanti. Alle elezioni politiche italiane del 1921 fu eletto alla Camera dei deputati insieme ad altri trentaquattro fascisti. Alla prima seduta della Camera il 13 giugno Farinacci prese parte all’aggressione contro il deputato comunista Francesco Misiano, particolarmente inviso ai fascisti per aver disertato la chiamata alle armi ed essere fuggito all’estero. Nonostante l’interesse che i Fasci riscossero presso le organizzazioni agrarie, Farinacci operò in modo che lo squadrismo almeno inizialmente non ne apparisse mai come il braccio armato criticando invece il Fascio di Padova troppo vicino alle posizioni agrarie. Secondo Farinacci, la “caratteristica predominante” delle azioni squadriste era la rappresaglia, secondo il seguente schema tipico: “uccisione proditoria di un fascista, rappresaglia dei fascisti, funerali solenni del caduto, conflitto durante i funerali, nuove rappresaglie”. Farinacci nello scontro con le leghe fu facilitato anche dalle imposte fiscali che molte amministrazioni socialiste imponevano in modo spesso vessatorio nei confronti del contado.

Contro queste, nella primavera 1922, indisse uno sciopero che secondo le relazioni di Pubblica Sicurezza ottenne un certo successo. Ottenuto il controllo delle campagne Farinacci si rivolse alle città e il primo obiettivo divennero le amministrazioni socialiste, in particolare Cremona dove i socialisti avevano un’ampia maggioranza. Nelle giornate tra il 27 e il 31 ottobre in tutt’Italia i fascisti caduti furono complessivamente trenta di cui 10 nella provincia di Cremona. Infatti, con l’intento di istituzionalizzarle e di porle sotto stretto controllo dal 1º febbraio 1923 nella Milizia erano confluite tutte le squadre d’azione. Farinacci iniziò a guidare la corrente più intransigente legata alle squadre, chiamata anche dei “terribilisti”. Farinacci fu eletto nuovamente il 6 aprile 1924 nelle elezioni politiche italiane del 1924.

Solo, dico, ti ripeto, solo, ero al tuo fianco in quelle indimenticabili giornate di palazzo Chigi, quando io, per alleviare la pressione avversaria su di te, incominciai a strepitare contro tutto e contro tutti, sì da riuscire nell’intento: quello di attirare su di me tutti gli odi e tutte le minacce. Quando verso settembre la situazione iniziò a stabilizzarsi e Mussolini senti di aver ripreso le redini invitò Farinacci a moderare i discorsi: “Devi agitare non un ulivo, ma un’intera foresta di ulivi”. Il 12 gennaio Farinacci fu nominato segretario nazionale del Partito Nazionale Fascista e, soddisfacendo gli estremisti, pose un freno all’assalto alle cariche che era avvenuto negli anni precedenti. La strategia di Mussolini dopo la marcia su Roma prevedeva, fra l’altro, l’eliminazione di ogni margine di autonomia politica del Partito Nazionale Fascista, vale a dire che Mussolini intendeva sottoporre totalmente alle sue direttive il PNF.

Il 30 agosto 1925, Farinacci, accompagnato da Italo Balbo, si recò a Forlì per compiere un gesto di grande importanza propagandistica: la fondazione di Predappio Nuova, allo scopo di celebrare il luogo natale di Benito Mussolini. Mussolini di liquidarlo politicamente e anche di ottenere la sua espulsione dal partito. Gli articoli sul giornale gli alienarono le simpatie degli altri gerarchi e provocarono non poche tensioni. La vicenda suscitò immediatamente un certo nervosismo da parte di Mussolini, che la seguiva attentamente, conscio della potenziale grave lesione all’immagine del nuovo stato fascista inviò Achille Starace per condurre le indagini e risolvere la situazione. Con la nomina a segretario nazionale del PNF di Achille Starace Farinacci terminò la propria opposizione a Mussolini dedicandosi esclusivamente all’attività forense e allo sport come la scherma e le Mille Miglia.

La mutilazione fu comunque considerata come ferita bellica e ne ottenne un vitalizio: quando però Mussolini scoprì come erano andate le cose, lo costrinse a devolvere tale pensione d’invalidità in beneficenza. L’evento creò una frattura fra gli stessi cittadini ebrei italiani dei quali alcuni, come il presidente della comunità milanese, presero posizione contro gli arrestati ribadendo la propria fedeltà all’Italia. Il Piccolo” di Trieste, diretto da Rino Alessi, prese le difese degli ebrei sostenendo che la città rappresentava un caso speciale in cui costoro avevano sempre ricoperto posizioni di prestigio. Venuto in giugno a conoscenza di un complotto ordito da ambienti filo-monarchici per sostituire Mussolini, avvertì il Duce il quale però non reagì. Il 25 aprile 1945 il vecchio avversario Guido Miglioli volle incontrarlo per convincerlo ad arrendersi, ma Farinacci si rifiutò: “Non siamo ancora alla fine”.

Fucilazione di Roberto Farinacci il 28 aprile 1945 a Vimercate. Il gerarca fu trovato in possesso di dodici valigie, quasi tutte piene di gioielli e di denaro. Portato nella piazza principale di Vimercate, consegnò a don Attilio Bassi una forte somma che si era portato dietro da Cremona da devolvere ai poveri. Membro del Gran Consiglio del P. Questa sezione contiene curiosità da riorganizzare.