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Il mieloma multiplo PDF

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le il mieloma multiplo PDF. Questa voce o sezione sull’argomento malattie non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Immagine istologica di plasmocitoma, neoplasia correlata al mieloma multiplo.


Författare: Fortunato Morabito.

Il MM ha base oncogenica ma la sua reale causa non è ancora nota. Di sicuro le radiazioni ionizzanti hanno un ruolo causale, data la sua alta incidenza tra i sopravvissuti delle esplosioni atomiche e tra i radiologi esposti per lungo tempo per ragioni professionali. L’estensione e la frequenza di queste è correlabile con lo stadio della malattia, con la prognosi e la risposta primaria alla terapia. Caratteristiche anomalie numeriche sono la monosomia 13 e le trisomie dei cromosomi 3, 5, 7, 9, 11, 15 e 19. Poiché diversi organi possono essere affetti da questa patologia i suoi sintomi variano notevolmente da paziente a paziente e spesso vengono confusi con sintomi di altre patologie. Dolore osseo, normalmente localizzato lungo la colonna vertebrale, ma può tuttavia presentarsi in qualsiasi altra zona dello scheletro. Non è inusuale che il dolore scaturisca poi in una vera e propria frattura a causa del progressivo indebolimento dell’osso colpito.

Insufficienza renale: è una condizione che molto frequentemente si associa a questa patologia ed è spesso asintomatica, ovvero viene scoperta casualmente con le dovute analisi. Astenia e debolezza generale, anche in questo caso prodotte dall’ipercalcemia. Anemia, causata dalla mancata produzione di cellule ematiche a favore delle cellule tumorali che si infiltrano nel midollo. L’esame diagnostico che può far sospettare il mieloma multiplo è l’elettroforesi delle sieroproteine nel quale compare un picco monoclonale delle Gamma-globuline dovuto alla produzione di anticorpi monospecifici che derivano dai cloni della plasmacellula che ha subito la mutazione. Il MM è attualmente ancora una malattia non guaribile ma certamente trattabile, che si può fronteggiare con diversi mezzi. Nei casi di refrattarietà al melphalan, la ciclofosfamide si è dimostrata attiva combinata con un altro steroide, il metil-prednisolone. ABT-737, un antagonista della proteina Bcl-2.

Tuttavia la ricerca farmacologica per questa malattia continua: nel giugno 2008 è stato pubblicato, da parte di un gruppo giapponese dell’Università di Kyoto, un articolo che ha riportato come l’alcaloide omo-harringtonina sia molto potente in vitro nell’uccidere le cellule mielomatose. G-CSF e GM-CSF per aiutare la “ripresa” della componente granulocitaria. Alternative non farmacologiche comprendono il trapianto di midollo osseo allogenico e il trapianto autologo. Tali eventi scheletrici peggiorano la qualità di vita e riducono complessivamente la sopravvivenza dei pazienti. L’uso di bifosfonati è raccomandato solo nel mieloma sintomatico. In tutti i pazienti con funzionalità renale nella norma, l’inizio della terapia con bifosfonati solitamente coincide con l’avvio della terapia per il mieloma. La terapia con bifosfonati può esporre a rischio di problematiche odontoiatriche come l’osteonecrosi mandibolare o mascellare, per cui un’eventuale bonifica dentaria deve possibilmente essere fatta prima dell’inizio dei bifosfonati.

La valutazione della funzionalità renale deve essere costante con monitoraggio della creatininemia o, meglio, calcolo della creatinina clearance e, in caso di compromissione renale, il dosaggio del farmaco deve essere adeguato o la terapia sospesa. URL consultato il 2 agosto 2016. 3, nº 4, 1º luglio 2007, pp. Allan Lipton, Karim Fizazi e Alison T. 48, nº 16, 1º novembre 2012, pp.

Management e protocollo terapeutico delle osteonecrosi dei mascellari da bifosfonati. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 3 nov 2018 alle 11:12. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Il trapianto di cellule staminali rimane una procedura rischiosa con molte possibili complicazioni: il Graft-versus-host disease ne è un esempio. La procedura è tradizionalmente riservata ai pazienti con malattie mortali ma occasionalmente è stata utilizzata sperimentalmente nelle malattie non maligne e non ematologiche, come gravi invalidanti malattie autoimmuni e cardiovascolari. Il rischio di complicanze fatali sembra però troppo elevato per ottenere un più ampio utilizzo. Il trapianto di cellule staminali è stato sperimentato con cellule staminali del midollo osseo da un team del Centro Fred Hutchinson Cancer Research dal 1950 al 1970 sotto la guida di Edward Donnall Thomas, il cui lavoro è stato poi riconosciuto con il Premio Nobel per la Fisiologia e Medicina.

Nel 2006 sono stati riportati un totale di 50. 417 trapianti di cellule staminali ematopoietiche a livello mondiale, secondo un’indagine globale di 1327 centri in 71 paesi. 928 da donatori familiari e 9. Queste vengono in genere prelevate in una fase in cui la malattia è in uno stato di “remissione”, cioè quando il numero di cellule tumorali nel midollo o in circolo è molto basso. Queste cellule vengono conservate in azoto liquido. I trapianti autologhi hanno il vantaggio di avere un minor rischio di infezione durante la fase di immuno-compromessione del trattamento in quanto il recupero della funzione immunitaria è relativamente rapido. I due possono essere consanguinei o totalmente estranei.