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Il mio cadavere PDF

Di umili origini, nacque nel villaggio di Los Toldos, presso Junín, situato circa 280 chilometri a sud-ovest di Buenos Aires, nell’Argentina rurale, il 7 maggio 1919, ultima di cinque figli. Eva conobbe l’allora Colonnello Juan Perón il 22 gennaio 1944, a Buenos Aires durante un evento di beneficenza al Il mio cadavere PDF Park Stadium a favore delle vittime del terremoto di San Juan. I due si sposarono l’anno successivo. La sua figura, tuttora oggetto di venerazione popolare in Argentina, è stata anche al centro di numerose celebrazioni postume, come il film musical hollywoodiano Evita, tratto dall’omonimo spettacolo teatrale.


Författare: Francesco Mastriani.

Los Toldos, in provincia di Buenos Aires. Chivilcoy, Juan Duarte, e della sua cuoca e amante, Juana Ibarguren. Qualche anno dopo la nascita di Evita, il padre, Juan Duarte, abbandonò amante e figli per tornare a Chivilcoy, dalla moglie Estela Grisolía e dai figli legittimi. Dopo l’abbandono, la madre di Evita decise di trasferirsi a Los Toldos con i suoi cinque figli. Museo Municipal Solar Natal de Maria Eva Duarte de Peron.

La madre possedeva una macchina per cucire Singer e così si mise a confezionare pantaloni per un negozio e la sorella Elisa venne assunta all’ufficio postale del villaggio, in questo modo portavano avanti l’economia della famiglia. Gli anni di Los Toldos sono stati fondamentali per rafforzare il carattere di Evita: ai suoi coetanei era vietato giocare insieme a lei e gli abitanti del villaggio la criticavano sfacciatamente, discriminandola per la sua condizione di figlia illegittima. Per questo motivo la bambina era divisa tra la solidarietà verso la sua famiglia e la vergogna di appartenervi. Anche il suo carattere era diviso: allegra e capricciosa in casa e introversa quando usciva di casa. Nel 1926 il padre, don Juan Duarte, morì in un incidente d’auto. La famiglia intera partì per Chivilcoy per dare un ultimo saluto all’uomo.

La morte del padre aggravò seriamente la situazione economica della famiglia. Quando Juana Ibarguren si recò a Chivilcoy con le figlie per rendere l’ultimo saluto all’uomo, Eva dovette affrontare nuove discriminazioni, sviluppando una strenua avversione verso le ingiustizie. Le figlie legittime di Duarte, infatti, non volevano lasciar entrare quelle illegittime e fu soltanto grazie all’intervento di un parente di Estela Grisolía che le ragazze riuscirono ad avvicinarsi alla bara. La sorella Elisa fu trasferita dall’ufficio postale di Los Toldos a quello di Junín e così Juana decise di trasferire tutta la famiglia al seguito della figlia, lasciandosi alle spalle numerosi debiti. A Junín la situazione economica della famiglia migliorò quando i figli trovarono lavoro: Elisa lavorava all’ufficio postale, Blanca era maestra di scuola e Juan impiegato nell’impresa il Jabón Federal. Il carattere di Evita diventava sempre più contraddittorio: i suoi compagni di scuola la trovavano dolce ma nello stesso tempo ne conoscevano l’animo autoritario.