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Il mondo come volontà e rappresentazione PDF

La prima edizione dell’opus maius schopenhaueriano ebbe pochissimo successo, tant’il mondo come volontà e rappresentazione PDF vero che gran parte delle copie stampate finì al macero. URL consultato il 26 aprile 2017. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 13 ott 2018 alle 10:20.


Författare: Arthur Schopenhauer.

Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Sito per la preparazione scolastica di esami, interrogazioni, tesine, temi, esami di maturità e recuperi scolastici. Un valido aiuto per studenti e per tutti gli appassionati di letteratura, filosofia e arte. Che il mondo sia una nostra rappresentazione, che nessuno di noi possa uscire da se stesso e vedere le cose per quello che sono, che tutto ciò di cui si ha conoscenza certa si trovi dentro alla nostra coscienza, è la verità della filosofia moderna da Cartesio a Barkley, ed è una verità antica. Il mondo è rappresentazione e la rappresentazione ha due metà essenziali, necessarie e inseparabili che sono l’oggetto e il soggetto. Il soggetto della rappresentazione è ciò che tutto conosce senza essere conosciuto da alcuno. L’oggetto della rappresentazione, ciò che è conosciuto, è condizionato dalle forme a priori dello spazio e del tempo: ogni cosa esiste nello spazio e nel tempo.

Il soggetto, invece, è fuori dello spazio e del tempo. Il soggetto e l’oggetto sono inseparabili: ciascuna delle due metà non ha senso né esistenza se non per mezzo dell’altra e in ordine all’altra, ovvero ciascuna esiste con l’altra e con essa si dilegua. Da ciò segue che il Materialismo è in errore perché nega il soggetto riducendolo a materia e l’Idealismo è parimenti sbagliato perché nega l’oggetto riducendolo al soggetto. Tutto ciò che è obiettivo ha sempre ed essenzialmente la sua esistenza nella coscienza di un soggetto ed è quindi condizionato dal soggetto e dalle sue forme rappresentative. Spazio e tempo sono, come già vide Kant, forme a priori della rappresentazione: ogni nostra sensazione e percezione di oggetti è spazializzata e temporalizzata. Ed è su queste percezioni e sensazioni spazializzate e temporalizzate che l’intelletto entra in azione ordinandole attraverso la categoria della causalità. Il mondo come volontà Il mondo, dunque, è una mia rappresentazione ordinata dalle categorie dello spazio, del tempo e della causalità.

L’intelletto ordina e sistema, attraverso la teoria della causalità, i dati delle intuizioni spazio-temporali, e coglie così i nessi tra gli oggetti. Ma l’intelletto non ci porta oltre il mondo sensibile. Il mondo come rappresentazione non è la cosa in sé, è fenomeno. Ma Schopenhauer non parla, al pari di Kant, del fenomeno come di una rappresentazione che non concerne e non può cogliere il noumeno, cioè la cosa in sé. Ebbene, questa essenza della realtà, il noumeno che per Kant resta inconoscibile, può, ad avviso di Schopenhauer, venire raggiunta. Egli paragona la via che conduce all’essenza della realtà ad una sorta di passaggio sotterraneo che porta proprio all’interno di quella fortezza che era impossibile espugnare dal di fuori.

Difatti, l’uomo è, sì, rappresentazione e fenomeno, ma non è soltanto questo, giacché esso è anche soggetto conoscente. Per di più l’uomo è anche corpo. Ma è attraverso il nostro corpo che noi sentiamo di vivere, che noi sentiamo l’intima essenza del proprio fenomeno che non è altro che la sua volontà. E questa volontà non rientra nel modo di conoscenza in cui soggetto ed oggetto si contrappongono l’un l’altro, ma ci si presenta per una via immediata, come geniale intuizione nell’intimità del proprio io, come qualcosa di immediatamente conosciuto da ciascuno. E’questa la riflessione che rende possibile oltrepassare il fenomeno e pervenire alla cosa in sé. I fenomeni sono molteplici, la volontà è invece unica.