Saggistica

Il movimento nella rete. Storia e struttura del Movimento 5 Stelle PDF

Agostino, padre di Alcide e uno dei capi della rivolta contro la tassa sul macinato del 1869, viene arrestato e finisce in carcere per sei mesi. Sposa nel contempo Virginia e dal matrimonio il movimento nella rete. Storia e struttura del Movimento 5 Stelle PDF tre figli: Pietro, Emilio e Alcide.


Författare: Paolo Ceri.

Il ventennale bipolarismo della Seconda Repubblica ha consolidato nell’opinione pubblica l’immagine di una politica gestita da una casta chiusa, privilegiata e autoreferenziale, di fronte alla quale la proposta del Movimento 5 Stelle si è affermata come una novità e un’alternativa credibili. Gli spettacolari successi ottenuti sul piano elettorale ne sono la prova. Quanto la novità e l’alternativa si siano tradotti in realtà dipende in massima parte dalle forme assunte dai processi decisionali: il tipo di democrazia diretta praticata nel movimento creato da Grillo e Casaleggio costituisce una sfida alla democrazia rappresentativa o un’occasione mancata di partecipazione? Le rigorose analisi storiche e sociologiche sviluppate nel volume consentono di ragionare in modo documentato sia sul grado di realismo del principio “ognuno vale uno”, sia sul rapporto strumentale tra uso della rete e controllo del movimento.

Un quarto figlio, Ettore, sarà adottato. Alcide sposa nel 1899 Genoeffa Cocconi e dall’unione verranno al mondo 9 figli nell’arco di 20 anni, sette maschi e due femmine. Nel 1920 Alcide lascia la casa paterna per stabilirsi con la sua famiglia in un appezzamento di terreno a Olmo di Gattatico. Il nucleo familiare è caratterizzato dalla forte personalità della madre Genoeffa e dalla volontà di progredire di alcuni figli. La tendenza è comunque quella di prendere di comune accordo le decisioni più importanti. Resistenza, che si manifesta in forme generalizzate e non come caso isolato della famiglia Cervi.

Non si accontentano più di sopravvivere come i loro vecchi: per uscire dalla povertà e dallo sfruttamento comprendono che bisogna usare il cervello oltre ai muscoli. Da una parte i giovani della famiglia, ovvero i fratelli, seguono corsi di formazione professionale inerenti al lavoro della campagna, dall’altra il padre ottiene riconoscimenti scritti per l’ottima conduzione della terra gestita dalla famiglia. Nel 1934, stabilitosi con la famiglia nel podere di Campi Rossi nel comune di Gattatico, inizia l’attività di affittuario di un fondo in pessime condizioni che ben presto, grazie all’aiuto dei figli, renderà pienamente produttivo. In questa realtà Alcide si occupa della vendita dei prodotti della fattoria. Poco tempo dopo il cascinale della famiglia Cervi sarà porto sicuro per antifascisti e partigiani feriti nonché per i prigionieri stranieri sfuggiti ai nazifascisti.

Fra questi, Anatolij Tarassov, cui è dedicata una via a Reggio Emilia, soldato sovietico fatto prigioniero e successivamente instradato in un campo di prigionia italiano. Molti altri ex prigionieri sovietici trovarono rifugio presso la famiglia Cervi, come Misha Almakaièv, Nikolaj Armeiev e Alexander Aschenco. Costoro combatterono tutti al fianco dei fratelli Cervi. Amici dei Cervi sono i membri della famiglia Sarzi, originari dei dintorni di Mantova: Lucia, nata nel 1920, Otello, del 1922, e Gigliola, del 1931. Collaboreranno strettamente con i Cervi durante la Resistenza.

Otello, irriducibile e tenace antifascista, si rifiuta di fare il saluto romano e si dichiara di ideologia bolscevica, subendo così un nuovo arresto a Parma. Il 27 dicembre avvenne l’uccisione da parte dei partigiani del segretario comunale di Bagnolo in Piano Davide Onfiani e il 28 dicembre i sette fratelli Cervi e Camurri furono fucilati per rappresaglia. L’8 gennaio del 1944 un bombardamento alleato apre ad Alcide una via per fuggire dal carcere di San Tommaso dove era stato trasferito: tornato a casa, non viene subito informato della morte dei figli ma, anche quando apprenderà la tragica notizia, riuscirà a riprendersi dal durissimo colpo. Nell’ottobre del 1944 la casa della famiglia Cervi viene incendiata. Solo nell’ottobre del 1945 Alcide Cervi potrà far sì che venga celebrato un funerale solenne per i suoi figli. Nel pomeriggio del 28 ottobre, dopo la manifestazione di affetto dei cittadini emiliani, i feretri dei fratelli sono portati al cimitero di Campegine. In questa occasione papà Cervi pronuncerà la celebre frase: “dopo un raccolto ne viene un altro”.

Per il suo impegno partigiano e per quello dei suoi figli, gli fu consegnata una medaglia d’oro creata dallo scultore Marino Mazzacurati. La medaglia reca da un lato l’effigie di Alcide Cervi e dall’altro un tronco di quercia tra i cui rami spezzati compaiono le 7 stelle dell’orsa. Tutti e sette i fratelli sono stati decorati con Medaglia d’argento al valor militare. Alla vicenda dei Cervi Piero Calamandrei ha dedicato una famosa Epigrafe. Ai fratelli Cervi, alla loro Italia è anche il titolo di una poesia di Salvatore Quasimodo. La pianura dei sette fratelli dei Gang, contenuta nell’album Una volta per sempre. Appartenente ad una schiera di sette fratelli, che primi tra i primi, formando una squadra cementata dai vincoli del sangue e della fede nella rinascita d’Italia, iniziava l’impari lotta armata contro i nazifascisti.

La decorazione è stata conferita ad ognuno dei sette fratelli. La storia dei Cervi Il nome proprio è Genoeffa, non Genoveffa, come riportato da varie fonti convergenti, oltre a quella qui citata. Alcide Cervi, I miei sette figli, edizione Einaudi 2010. Foto di diplomi e riconoscimenti conservati nel Museo di Casa Cervi. Luciano Casali, “Il trattore e il mappamondo. Storia e mito dei fratelli Cervi”, in Storia e problemi contemporanei, n. Storia della famigli Sarzi, dal sito del Museo Cervi.

Emilia, al fianco dei fratelli Cervi, poi sull’Appennino Parmense e in Alta Lunigiana, diventando celebre soprattutto per il vittorioso, leggendario scontro armato del Lago Santo parmense del marzo 1944. Анатолий Макарович Тарасов — русский гарибальдиец, in Удомельская старина. Da qui il nome di “banda”, analogamente alla “Banda Corbari”, per alcuni aspetti simile. Fra l’altro, caratteristica della “Banda Cervi” è l’alto numero di decorazioni al valor militare alla memoria pur con un così basso numero di componenti, esattamente come per la “Banda Corbari”. Guerrino Franzini, Storia della Resistenza reggiana, a cura Anpi Reggio Emilia, III ed. L’Isral Archiviato il 9 febbraio 2009 in Internet Archive. Nuto Revelli, Prima Resistenza partigiana: Boves e i Cervi.

Giorgio Pisanò e Paolo Pisanò, Il triangolo della morte, Mursia, Milano, 1992, p. Dalle leggi razziali a Prodi e Berlusconi, Mondadori, Milano, 2008. Silvio Bertoldi, Salò: vita e morte della Repubblica Sociale Italiana, BUR, 2005, pp. Guerrino Franzini, Storia della Resistenza reggiana, a cura dell’ANPI Reggio Emilia, III ed. Giorgio Pisanò, Storia della Guerra Civile in Italia, p. Puntata de La storia siamo noi del 30 dicembre 2010.

Salvatore Quasimodo, “Ai fratelli Cervi, alla loro Italia”, in Il falso e vero verde. Con un discorso sulla poesia, Milano, Mondadori, 1956. Una storia politica della prima Repubblica, 1946-78, Roma, Donzelli, 2004. Dizionario della Resistenza, Torino, Einaudi, 2006.

Dario Fertilio, L’ultima notte dei fratelli Cervi. Un giallo nel triangolo della morte, Venezia, Marsilio, 2012. Flag of Italian Committee of National Liberation. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 4 ago 2018 alle 14:51. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. La Biblioteca Apostolica Vaticana, una delle più antiche al mondo, contiene una delle più significative raccolte di volumi. Si considerano biblioteche tanto le raccolte costituite da privati per uso personale quanto quelle costituite da enti privati e pubblici.