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Il paesaggio nelle gallerie fiorentine PDF

Leonardo da Vinci, realizzato tra il 1481 il paesaggio nelle gallerie fiorentine PDF il 1482. Nel 1481 i monaci di San Donato a Scopeto commissionarono a Leonardo un’Adorazione dei Magi da completare nel giro di due anni.


Författare: Marco Chiarini.

Il pittore però, nell’estate del 1482, partiva per Milano, lasciando l’opera incompiuta. Del dipinto esistono alcune radiografie realizzate da A. Vermehren, pubblicate nel 1954 da P. Sampaolesi e oggi appartenenti agli eredi Vermehren. La Pala è stata restaurata tra il 2011 e la fine di marzo 2017 quando è tornata nuovamente visibile.

Leonardo riuscì a rivoluzionare il tema tradizionale sia nell’iconografia che nell’impostazione compositiva. Sacra Famiglia al centro e i Magi alla base di un’ideale piramide che ha come vertice la figura di Maria. Sviluppò inoltre ulteriormente tale novità disponendo il corteo a semicerchio dietro alla Vergine, lasciando uno spazio vuoto, di forma più o meno circolare, nell’ideale centro dello spazio, dove si trova una roccia con un albero. Il leggero moto della Vergine sembra così propagarsi per cerchi concentrici, come un’onda generata dalla rivelazione divina. Cristo, che dirigono lo sguardo dello spettatore in profondità. A destra si trova una zuffa di armati, uomini disarcionati e cavalli che s’impennano, come simbolo della follia degli uomini che non hanno ancora ricevuto il messaggio cristiano, e un abbozzo di rocce svettanti tipiche del paesaggio leonardesco.

L’opera incompiuta si presenta oggi come un grandioso abbozzo a monocromo, che permette di conoscere approfonditamente la tecnica usata da Leonardo nella realizzazione delle opere. Secondo la tradizione fiorentina, il maestro preparava innanzitutto un disegno accurato, usando però il meno possibile linee nette per i contorni. A partire dal disegno, Leonardo procedeva poi “rinforzando gli scuri”, stendendo una base scura, dove necessario, a base di bistro, di tinta marrone rossastra e di nero, lasciando invece visibile la preparazione chiara di fondo sui soggetti più illuminati. Una serie di velature e vernici, oggi molto ossidate, imprimevano la situazione luminosa e servivano ad amalgamare tutta la composizione. I risultati di queste indagini hanno consentito di avere una più chiara ed approfondita visione sia della tecnica artistica, sia dei problemi conservativi dell’opera. Al di sopra dei primi strati disegnativi e pittorici, si sono nel tempo sovrapposte molte stesure non originali di vernice, vernice pigmentata, colla, patinature, ed anche qualche limitato ritocco.