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Il Papa negli Arcani Maggiori dei Tarocchi PDF

I tarocchi sono un mazzo di carte da gioco, generalmente composto il Papa negli Arcani Maggiori dei Tarocchi PDF 78 carte utilizzate per giochi di presa, la cui origine risale alla metà del XV secolo nell’Italia settentrionale. A partire dalla fine del XVIII secolo i tarocchi furono associati alla cabala e ad altre tradizioni mistiche.


Författare: Rebecca Walcott.

Il tipico mazzo di tarocchi è composto da un mazzo di carte tradizionali a cui si aggiungono ventuno carte dette Trionfi e una carta singola detta Il Matto. Nella terminologia introdotta dalle teorie esoteriche i Trionfi e il Matto sono detti collettivamente arcani maggiori e le altre carte arcani minori. Alla loro comparsa nel XV secolo questo tipo di mazzo era detto trionfi. Tuttavia, l’origine del termine è da sempre controversa.

Nel XVI secolo in contemporanea con la comparsa di diversi giochi detti anch’essi “Trionfi”, che assegnano il ruolo di atout ricoperto dai trionfi dei tarocchi a carte normali, compare per la prima volta il termine “tarocco”. Non ci sono dati certi sull’origine delle carte da gioco occidentali, i primi indizi della loro esistenza cominciano a comparire in documenti risalenti alla fine del XIII secolo. La teoria generalmente accettata è che le carte dei tarocchi derivino dall’aggiunta dei trionfi al normale mazzo di carte da gioco italiane. Venerdì a dì 16 settembre donai al magnifico signore messer Gismondo un paio di naibi a trionfi, che io avevo fatto fare a posta a Fiorenza con l’armi sua, belli, che mi costaro ducati quattro e mezzo. Nel 1442 compaiono un paio di citazioni dei trionfi nei registri della corte estense di Ferrara.

La prima testimonianza pittorica dei trionfi si trova nell’affresco Il gioco dei tarocchi, in uno dei cortili interni di Palazzo Borromeo a Milano. L’affresco è di attribuzione incerta ma è stato datato, a partire da dati stilistici e sulla foggia degli abiti, alla fine degli anni quaranta del XV secolo. Una prima descrizione di “carte de trionfi” compare nella lettera che accompagnava un mazzo di carte inviato dal capitano Jacopo Antonio Marcello a Isabella di Lorena, consorte di Renato d’Angiò nel 1449. I mazzi più antichi ancora esistenti sono stati realizzati per la famiglia Visconti e sono generalmente attribuiti al pittore di corte Bonifacio Bembo. Le carte sono miniate col fondo in foglia d’oro o d’argento e lavori di punzonatura, il loro prezzo non è pervenuto ma era certamente molto alto.

Oltre a questo tipo di passatempo, i tarocchi furono utilizzati come giochi di abilità verbale. Anche Pietro Aretino si occupò di tarocchi nella sua opera Le carte parlanti che ebbe un discreto successo e godette di varie ristampe. Per la metà del XV secolo le figure che comparivano sui trionfi si era ormai stabilizzata e il gioco si diffuse a partire dai tre principali centri di Ferrara, Milano e Bologna. Da Ferrara, prima di estinguersi all’inizio del XVII secolo, il gioco si trasmise a Venezia e a Trento, senza però attecchire. In Germania il gioco arriva intorno all’inizio del XVII secolo, probabilmente importato dalla Francia, vista l’attestazione nel gergo dei giocatori tedeschi di numerosi termini che sono corruzioni dei corrispondenti francesi e per la metà del secolo è ampiamente diffuso.