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Il ragazzo che decise la guerra PDF

Nella mitologia greca, la guerra di Troia fu una sanguinosa guerra combattuta tra gli Achei e la potente città di Troia, presumibilmente attorno al 1250 a. Gli eventi del conflitto sono noti principalmente attraverso i poemi epici Iliade ed Odissea attribuiti ad Omero, composti intorno al IX il ragazzo che decise la guerra PDF a. Paride, figlio di Priamo re di Troia.


Författare: Vitaliano Franco Manetti.

Il conflitto durò dieci anni, con gravissime perdite da entrambi gli schieramenti. Fra le vittime vi fu Achille, il più grande guerriero greco, figlio del re Peleo e della dea Teti. I due poemi hanno comunque reso possibile la scoperta delle presumibili mura di Troia, collocando cronologicamente la guerra verso la fine dell’età del Bronzo, intorno al 1300 – 1200 a. Il giudizio di Paride di Juan de Juanes.

Zeus si era accorto che la Terra era troppo popolata. Zeus venne a sapere da Themis o da Prometeo che un figlio avrebbe potuto detronizzarlo, proprio come lui aveva fatto col padre. Tutti gli dei vennero invitati al matrimonio di Peleo e Teti eccetto Eris, la dea della discordia, che fu fermata alla porta da Hermes per ordine di Zeus stesso. Le dee apparvero al giovane nude e siccome Paride non era in grado di dare un giudizio, le tre divinità promisero al giudice dei doni. Atena gli offrì la saggezza, l’abilità bellica, il valore dei guerrieri più potenti, Era il potere politico e il controllo su tutta l’Asia, Afrodite l’amore della donna più bella del mondo, Elena di Sparta.

Il giovane si recò in seguito in città, a Troia, perché gli araldi di Priamo avevano portato via il suo toro migliore per darlo in premio al vincitore di alcune gare sportive organizzate dal re. Paride partecipò ai giochi atletici e sconfisse i nobili rampolli di Troia, vincendo di conseguenza il proprio toro. Dall’unione fra Peleo e Teti nacque un bambino, Achille. L’oracolo predisse che sarebbe morto o vecchio a causa della maturità in una vita tranquilla e priva di imprese, o giovane sul campo di battaglia guadagnando l’immortalità attraverso la poesia degli aedi. Teti tentò di rendere immortale il figlio. Sua madre era Leda che venne sedotta o stuprata da Zeus sotto forma di cigno. Infine uno dei pretendenti, Ulisse, propose un piano per risolvere il dilemma, in cambio dell’appoggio di Tindaro per farlo sposare con la nipote Penelope, figlia del fratello di lui Icario.

Elena avrebbe dovuto scegliere il marito. Quest’ultimo non si era presentato come pretendente alla reggia ma aveva mandato il fratello Agamennone in suo nome. Aveva promesso un’ecatombe di 100 buoi ad Afrodite se avesse avuto in moglie Elena ma, non appena seppe di essere lui il prescelto, dimenticò la promessa fatta, causando l’ira della dea. Paride si recò a Sparta e si innamorò della bella Elena. Enea, nobile figlio di Afrodite e Anchise, re dei Dardani, accompagnava Paride. Menelao, tornato a Sparta e scoperto l’inganno, inviò un’ambasceria a Troia per chiedere la restituzione della moglie, ma ne ebbe un rifiuto: nell’assemblea dei troiani era prevalsa infatti la linea dura, portata avanti da Paride e Antimaco, consigliere di re Priamo. Ulisse, qualche tempo prima, si era sposato con Penelope da cui aveva avuto un figlio, Telemaco.

Per evitare la guerra si finse pazzo e cominciò a seminare sale per i campi. Achille invece era stato nascosto dalla madre a Sciro, mascherato con abiti femminili per non farlo riconoscere agli araldi mandati da Agamennone. Le forze achee si radunarono dunque nel porto di Aulide, in Beozia. Tutti i pretendenti spedirono i propri eserciti eccetto re Cinira di Cipro. Sebbene lui spedì corazze ad Agamennone, come stabilito al posto di spedire le cinquanta navi promesse, ne spedì soltanto una vera, mentre le altre erano di fango.

Le navi salparono ma vi fu un errore di rotta e gli Achei sbarcarono in Misia, dove regnava Telefo, figlio di Eracle, il quale disponeva, oltre che degli uomini di Misia, anche di un contingente dall’Arcadia, essendo infatti proveniente da questa regione. Durante la battaglia i greci riuscirono a conquistare Teatrante, capitale del regno, e Achille, con la sua lancia, ferì Telefo, dopo che questo aveva ucciso Tersandro, re di Tebe. La flotta achea tornò dunque in Grecia e Achille fece ritorno a Sciro, dove sposò Deidamia. Le forze greche furono dunque radunate una seconda volta.