Mente

Il rosso sulle mani dorate PDF

Questa voce o sezione sull’argomento chiese dell’Abruzzo non cita le fonti necessarie o il rosso sulle mani dorate PDF presenti sono insufficienti. Teramo-Atri e il duomo di Atri, trimillenaria città d’arte dell’Abruzzo adriatico, a pochi chilometri da Pescara, oltre che essere uno dei monumenti-simbolo dell’Abruzzo. Quando Atri fu fondata intorno al XII-XI secolo a.


Författare: Federica Ribis.

I Romani conquistarono Atri nel 290 a. Successivamente, vi fu costruita una domus e, tra il I e il II secolo d. Il declino e la scomparsa dell’Impero Romano d’Occidente portarono ad una crisi generale ed anche Atri non ne scampò e a volte fu invasa dai barbari e tutto ciò portò all’abbandono della terme di Atri, che diventarono un rudere invaso dalle erbacce. Intanto ad Atri si era diffuso il Cristianesimo e c’era bisogno di un luogo di culto, che fu costruito sulle rovine delle terme romane, utilizzando i materiali di questo per la costruzione: nacque così l’Ecclesia de Hatria. Santa Maria Assunta, citata nella bolla di papa Innocenzo II e affidata ai monaci cistercensi che costruirono il convento. Per un certo periodo nessuno più parla della chiesa: forse fu distrutta da Roberto di Loretello, che nel 1153 distrusse Teramo e forse anche Atri, ma nessun documento dell’epoca parla di una distruzione della città né da parte di Roberto di Loretello, né da parte di qualche altro condottiero o signore. Nel 1223 la chiesa fu ricostruita seguendo le forme della chiesa precedente e fu consacrata lo stesso anno alla presenza di tutti i prelati abruzzesi.

Intanto, durante le guerre tra guelfi e ghibellini, Atri parteggiò all’inizio per i ghibellini, ma poi fino alla fine delle lotte si schierò dalla parte guelfa, che vinse. Intanto, ovviamente, la chiesa di Santa Maria era stata elevata a cattedrale e ai cistercensi subentrarono i canonici del capitolo della cattedrale. Un avvenimento molto importante fu quando, il 19 febbraio 1899, la cattedrale di Atri fu dichiarata monumento nazionale. Carlo Riccione, che si trovava sopra l’altare, fu smontato perché oscurava la vista degli affreschi e rimontato nell’annessa chiesa di santa Reparata. Durante questi restauri furono anche scoperti i resti dell’antica chiesa di Sancta Maria de Atria. Il 30 giugno 1985 ha avuto la visita di Papa Giovanni Paolo II, in visita alla diocesi, celebrando la messa alla presenza di migliaia di persone provenienti da tutto l’Abruzzo. Il 30 settembre 1986 in seguito alla plena unione delle diocesi di Teramo e di Atri, la chiesa di Santa Maria Assunta cessò di essere cattedrale per divenire concattedrale.

Durante i restauri furono commessi due errori: fu distrutto l’organo antico sostituendolo con uno moderno e non furono posti dei giunti di dilatazione sul pavimento. In seguito al terremoto dell’agosto 2016 la basilica è stata chiusa per effettuare dei lavori di restauro. 14 agosto 2018, in occasione e permettendo nuovamente il tradizionale rito dell’apertura della Porta Santa. La facciata, maestosa ed imponente, si affaccia su piazza Duomo. Anticamente aveva una cuspide, che crollò durante un terremoto il 17 settembre 1563, alle ore 16. Sopra il portale si trova un magnifico rosone a ruota di 12 raggi, uno dei più pregiati d’Abruzzo: l’autore è ignoto. Sopra il rosone, ancora, una nicchia contiene una statua della Madonna con Bambino in trono realizzata in marmo alla fine del Duecento: l’autore è ignoto, forse un artista della Scuola atriana, ma la scultura presenta alcuni riferimenti alla scultura gotica dell’epoca, soprattutto ad Arnolfo di Cambio.

Il terzo e ultimo portale, in prossimità della chiesa di santa Reparata, è aperto solo in casi eccezionali. Sul lato destro si affacciano molte finestre con le vetrate del Duecento: queste finestre si differenziano da quelle dell’epoca perché sono molto semplici, infatti il vetro non presenta nessuna decorazione. La facciata posteriore del duomo si affaccia sul chiostro. La facciata posteriore presenta un impianto più romanico che gotico, infatti è a saliente e inoltre vi sono alcune finestre romaniche dell’XI-XII secolo. Davanti alla facciata posteriore si trova un largo vuoto con tanto di balconata: questo largo era un tempo occupato dalla sagrestia e dall’altro locale annesso, demoliti nei restauri del 1954-1964 per lasciar vedere le finestre romaniche.

Rispetto al lato destro, che si affaccia su un’ampia via e che è quindi visibile in tutta la sua lunghezza, il lato sinistro affaccia sui vicoli di Atri e su largo dei Faugni ed è “soffocato” anche dai locali della sagrestia dei canonici e dell’antisagrestia che gli sorgono accanto e perciò sembra che sia molto più corto del lato destro. 1305 Rainaldo d’Atri concluse la costruzione fino alla cella con le campane. L’interno della chiesa è a tre navate: quella centrale è la più alta, quelle laterali sono più basse e alla stessa altezza. Le colonne medievali hanno splendidi capitelli medievali, alcuni diversi da un altro, realizzati intorno al 1223 alcuni e tra il 1260 e il 1284 altri, ad opera di Raimondo del Poggio e Rainaldo d’Atri. Degli antichi affreschi che narravano le storie di Cristo e che decoravano tutta la controfacciata sinistra, rimane oggi solo la sezione superiore. 1656 a causa della peste per evitare il contagio. Gli affreschi furono poi scoperti, frammentari, tra Ottocento e Novecento.

La cappella Arlini è l’unico altare barocco ancora rimasto integro e presente ancor oggi in chiesa, gli altri si rovinarono e furono demoliti durante i lavori di restauro del 1954-1964: solo l’altare dell’Assunta fu distrutto non perché in rovina ma perché ostruiva la visione delle finestre romaniche. Un affresco che si trova nella parte alta della parete, tra la cappella Arlini e il campanile. E tutto ciò che rimane di un affresco che doveva raffigurare le storie della vita dei due santi. Il battistero si trova in prossimità del campanile. Fu costruito nel 1503 da Paolo de Garviis, uno scultore lombardo-svizzero nato a Bissone e che come tanti altri era poi sceso in Abruzzo dove aveva fatto fortuna.