Economia e diritto

Immanenza PDF

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Författare: Gilles Deleuze.

La problematica dell’immanenza rappresenta sicuramente ilfit rouge dell’intera produzione di Gilles Deleuze. Fin dal suo primo saggio. Mathesis, scienza e filosofia (1946), Deleuze situa infatti il concetto di mathesis universalis a livello della vita, di un’individualità che, però, in sé rivela già una sintesi universale, un sapere collettivo e supremo. Questi stessi rapporti instaurati tra l’uno e il molteplice si ritrovano anche all’interno dell’ultimo scritto di Deleuze, “Immanenza, una vita…” (1995), dove l’immanenza assoluta trova il suo compimento all’interno di “una vita”, luogo generico dell’essere. Questa vita si connota come singolarità non-individualizzata (ecceità), esattamente come i neonati “si assomigliano tutti e non hanno individualità, ma hanno singolarità, un sorriso, un gesto, una smorfia […]”. Concatenamenti ed ecceità vengo a ritrovarsi, in ultima analisi, anche nell’architettura simbolica di un testo come Mille-Piani, la cui breve disamina, sotto forma d’intervista al filosofo, chiude questa raccolta.

Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 15 ott 2018 alle 19:46. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Deriva dal latino “In” e “Maneo”, cioè rimanere in quiete, o dentro, proprio ad indicare un’azione circoscritta nel soggetto stesso che la compie. L’idea dell’immanenza o della trascendenza di Dio ha diviso i filosofi medievali, tra i neoplatonici, seguaci di Agostino d’Ippona, e gli aristotelici seguaci di Alberto Magno e Tommaso d’Aquino. Le tre prime parole, ‘Immanenza di Dio’, vi sembreranno forse secche, fredde e senza interesse.

Si intende dire che Dio è dappertutto e in tutto. Ciò significa che quando seguite il bordo del mare, ammirando le grandi onde dell’oceano agitarsi con un rumor di tuono sulla riva, voi vedete in quelle la Sua potenza. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 27 nov 2018 alle 14:47. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Tutela i valori costituzionali, l’indipendenza e l’autonomia della magistratura. Il divieto di frazionamento del credito.

Quale ambito di applicazione dopo Cass. Da un punto di vista generale, la figura del c. 1, il creditore faccia valere il credito dallo stesso discendente non già attraverso un’unica domanda in sede giurisdizionale, bensì mediante l’esperimento di una pluralità di iniziative volte alla soddisfazione della pretesa di cui è titolare. Tale figura, come rilevato in dottrina2, può manifestarsi in una duplice forma. In un primo senso, le iniziative creditorie possono dar luogo alla c.

Ciò premesso, gli interventi della Suprema Corte succedutisi nel tempo hanno dato conto della pluralità di argomenti volti a sostenere, da un lato, l’ammissibilità di detto modus procedendi e, dall’altro, i profili che conducono ad identificare in quest’ultimo una fonte di guasti e distorsioni da arginare. Come noto, il primo intervento delle Sezioni Unite in materia è rappresentato dalla sentenza con cui nel 2000 il Giudice di legittimità, risolvendo il contrasto giurisprudenziale sorto nel tempo in seno alle sezioni semplici3, interveniva accogliendo la tesi facoltizzante il c. Nel percorso argomentativo compiuto per giungere alla conclusione di cui sopra, la Cassazione valorizzava quanto previsto dall’art. La Corte negava inoltre che la scelta del creditore di agire soltanto per una porzione del credito non corrispondesse alla possibilità di soddisfare, per quel tramite, interessi meritevoli di tutela. Peraltro, lungi dall’ignorare la posizione del debitore davanti alle plurime iniziative creditorie, la Corte affermava che il soggetto passivo avrebbe potuto paralizzare la parcellizzazione in atto tanto attraverso la messa in mora del creditore, quanto mediante la domanda di accertamento negativo sul rapporto, da decidersi con efficacia di giudicato. La pronuncia del 2000, a pochi anni di distanza, veniva tuttavia rimeditata funditus, atteso che le Sezioni Unite ritornavano sulla questione giungendo ad esiti antitetici rispetto a quelli cui era approdato l’autorevole precedente. In particolare, la ragione del mutamento giurisprudenziale4 veniva indicata nell’evoluzione del quadro normativo di riferimento, tanto con riguardo al rinnovato valore assegnato alle regole di cui agli artt.