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Impressionismo PDF

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Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 15 mar 2013 alle 00:23. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Jump to navigation Jump to search Not to be confused with expressionist music, which has different characteristics from this type of music. The most prominent feature in musical impressionism is the use of “color”, or in musical terms, timbre, which can be achieved through orchestration, harmonic usage, texture, etc.

While impressionism only began as a movement after about 1890, Ernest Fanelli was credited with inventing the style in the early 1880s. However, his works were unperformed before 1912. The performance of his works in that year led to claims that he was the father of musical Impressionism. Peter Burkholder, Donald Jay Grout and Claude V.

The Enjoyment of Music, seventh edition. New York: Charles Scribner’s Sons, 1973. The New Grove Dictionary of Music and Musicians, second edition, edited by Stanley Sadie and John Tyrrell. Reproduction of Hokusai’s Wave from the cover of the 1905 edition of La Mer.

L’Impressionismo è un movimento artistico nato in Francia, a Parigi, nella seconda metà dell’Ottocento, precisamente tra il 1860 e il 1870 e durato fino ai primi anni del Novecento. Nuovi stimoli vennero anche dall’Esposizione universale di Parigi del 1889, dove trovò sfogo l’interesse per l’arte esotica, in particolare quella giapponese e quella cinese. Infine, importanti novità vennero dalle scoperte della scienza, come la macchina fotografica e le Leggi sull’accostamento dei colori di Eugène Chevreul: queste furono alla base della teoria impressionista sul colore, che suggeriva di accostare i colori senza mescolarli, in modo tale da ottenere non superfici uniformi ma “vive” e in movimento. Gli impressionisti dipingevano en plein air, cioè all’aria aperta, con una tecnica rapida che permetteva di completare l’opera in poche ore. Lo sfondo, il paesaggio, non è qualcosa di aggiunto, ma avvolge le figure.

Oggetti e persone sono trattati con la stessa pennellata ampia e decisa. La storia dell’impressionismo nasce ancora prima che si possa parlare di un vero e proprio movimento: nel 1863 Napoleone III inaugurò il Salon des Refusés, per ospitare quelle opere escluse dal Salon ufficiale. Due anni più tardi, lo stesso Manet scandalizzò nuovamente l’opinione pubblica con Olympia. La mostra del 1874 fu di per sé un’azione eversiva in quanto, al di là dell’estrema modernità delle singole opere che sconvolse la critica, venne compiuta in risposta e contro il Salon, che le aveva rifiutate, e gli studi accademici in generale. Il nome di battesimo del nuovo movimento si deve ai critici d’arte dell’epoca, che definirono la mostra Exposition Impressioniste, prendendo spunto dal titolo di un quadro di Monet, Impression, Soleil levant. Inizialmente questa definizione aveva un’accezione negativa, che indicava l’apparente incompletezza delle opere, ma poi divenne una vera bandiera del movimento.

Caratteristiche della pittura impressionista erano i contrasti di luci e ombre, i colori forti, vividi, che avrebbero fissato sulla tela le sensazioni del pittore di fronte alla natura. Visto che si dipingeva en plein air, questo portò a scegliere un formato delle tele più piccole e, grazie anche l’invenzione dei tubetti per i colori a olio e del cavalletto da campagna, tutto era facile da trasportare. Il pittore cerca di fissare sulla tela anche lo scorrere del tempo, dato dal cambiamento della luce e dal passare delle stagioni. Si ricordano a questo proposito le numerose versioni della Cattedrale di Rouen, riprodotta nelle diverse ore del giorno e in diverse condizioni climatiche, di Claude Monet verso la fine del 1890. Nonostante un filo rosso molto evidente colleghi tutti gli artisti impressionisti, sarebbe un errore considerare questo movimento come monolitico. Ogni artista, infatti, secondo la sua sensibilità, lo rappresenta in modo diverso. Molti sono gli artisti che non si possono definire del tutto impressionisti, ma che dell’Impressionismo sono evidenti precursori, molti quelli che, nati in seno all’Impressionismo, se ne distaccheranno per intraprendere nuove strade.

L’unico artista che sempre, per tutta la sua vita, rimase impressionista fu Monet. In sintesi, si può affermare che l’Impressionismo sia ai suoi inizi con Manet, culmini con Monet e si chiuda con Cézanne, che poi ne uscirà. In Italia ebbe uno sviluppo non molto particolare, dato dalle esperienze di Federico Zandomeneghi, Giuseppe De Nittis e dei Macchiaioli, più vicine, tuttavia, alla tradizione quattrocentesca. La teoria del colore impressionista viene esasperata nel pointillisme di Georges-Pierre Seurat: i colori non vengono mescolati, ma semplicemente accostati in punti minuti, in modo che sia l’occhio a creare le tinte intermedie. Paul Cézanne, pur contemporaneo del movimento, sviluppò in modo indipendente la propria ricerca, che da alcuni viene considerata premessa del Cubismo.

Vincent van Gogh compì una svolta proprio grazie agli impressionisti, ma da loro si discostò, precorrendo l’Espressionismo. I principi dell’impressionismo si estesero anche alla scultura, cambiandone fortemente motivi e forme, e dando vita a un modellato vivo e sensibile, che tende a fondere forma e spazio. Opere scultoree impressioniste degne di nota vennero create da Degas e Renoir. Non si può precisamente parlare di Impressionismo in letteratura, piuttosto di incontro tra due modi di sentire e di vedere la realtà, e di critica alla tradizione, da una parte in pittura, dall’altra in letteratura. Lo stesso argomento in dettaglio: Impressionismo musicale. Anche nella musica si verificò un abbandono delle forme tradizionali come la sonata e la sinfonia. Allo stesso modo dei contorni pittorici sfumati, i contorni musicali sono sfuggenti e comunicano un’atmosfera immaginaria.