Storia

In porta c’ero io! PDF

Auschwitz, 1944, foto aerea di ricognizione della Royal Air Force. Il governo tedesco dal 1933 in porta c’ero io! PDF 1945, fece costruire 20. I lager furono istituiti, quasi, fin dal momento in cui i nazisti assunsero il potere.


Författare: Pedro Lenz.

Dachau, il primo, fu creato da Heinrich Himmler il 20 marzo 1933, come luogo in cui concentrare e detenere comunisti, socialdemocratici ed altri presunti “nemici politici tedeschi”. Hitler conferì ai lager lo status di “unità amministrative legalmente indipendenti sottratte al codice penale ed ai comuni procedimenti giudiziari”. La teoria legale e sociale dei lager, quale fu formulata nel 1936, aveva una distinta sfumatura “biologica e terapeutica”. In Italia lo sterminio dei disabili incominciò nei manicomi di Venezia, l’11 ottobre 1944. Un camion carico di corpi di prigionieri dei nazisti, nel campo di concentramento di Buchenwald a Weimar, in Germania.

Lo sterminio di massa era gestito dall’Ufficio centrale economico e amministrativo delle SS, SS-Wirtschafts- und Verwaltungshauptamt, abbreviato come WVHA. I metodi dello sterminio si sono evoluti nel tempo: all’inizio prevalse la fucilazione, poi si usarono delle camere a gas mobili montate su camion, che usavano le emissioni di scarico del mezzo come gas letale, per poi passare a grandi camere a gas fisse. La psicologia qui gioca un ruolo fondamentale: l’obiettivo principale era rendere tollerabile lo sterminio agli occhi del popolo spettatore e del soldato che uccideva. Per arrivare allo sterminio vero e proprio fu necessario, dunque, intraprendere un percorso che conducesse dal mondo della legislazione pubblica a quello delle operazioni segrete. L’ufficio centrale per la sicurezza del Reich fu uno dei principali esecutori dell’Olocausto. I ministeri dell’industria e della finanza giocarono un ruolo importante nelle espropriazioni, nel sistema del lavoro coatto e nel funzionamento delle camere a gas.

Il partito, che si fece carico di tutti i problemi “delicati” che riguardavano i rapporti tra tedeschi ed ebrei, e fra tedeschi e quanti erano indicati come sovversivi. Un’approfondita analisi sui lager ci viene offerta da Hannah Arendt nella sua opera “Le origini del totalitarismo”. I lager servono, oltre che a sterminare ed a degradare gli individui, a compiere l’orrendo esperimento di eliminare, in condizioni scientificamente controllate e controllabili, la spontaneità stessa come espressione del comportamento umano e di trasformare l’uomo in oggetto. I lager sono, oltre che “la società la più totalitaria mai realizzata”, l’ideale sociale che guida il potere totalitario. Come la stabilità del regime dipende dall’isolamento del suo mondo fittizio dall’esterno, così l’esperimento di dominio totale nei lager, richiede che questi siano ermeticamente chiusi agli sguardi del mondo di tutti gli altri, del mondo dei viventi liberi in genere.

Secondo Emilio Gentile, la tesi di Hannah Arendt sulle origini del totalitarismo, non convince perché per la studiosa tedesca un regime non si poteva defìnire totalitario senza il terrore e un dittatore dalla mente criminale. Che senso può assumere il concetto di “assassinio” quando ci troviamo a dover parlare di una produzione in massa di cadaveri? Un uomo può essere ucciso e distrutto nell’anima, senza che debba necessariamente essere ucciso fisicamente: “la cosa veramente da comprendere è che “l’anima” può essere distrutta anche senza distruggere l’uomo fisico, che umanità, carattere e individualità sembrano in certe circostanze, manifestarsi soltanto nella rapidità o lentezza con cui si disintegrano. Il vero orrore dei campi di concentramento e sterminio sta nel fatto che gli internati, anche se per caso riescono a rimanere in vita, sono tagliati fuori dal mondo dei vivi più efficacemente che se fossero morti, perché il terrore impone l’oblio. Qui l’omicidio è impersonale quanto lo schiacciamento di una zanzara.

Non ci sono, dunque, paralleli con la vita nei campi di concentramento. Le SS che imperavano nei lager, come i soldati del Battaglione 101, perdevano essi stessi la propria personalità per diventare veri meccanismi anonimi e anonimici di un ingranaggio enormemente più grande di loro. Lavoratori schiavi ebrei nel campo di concentramento di Buchenwald. La settima persona da sinistra della seconda fila è Elie Wiesel, Premio Nobel per la pace nel 1986. La forza economica delle SS era basata essenzialmente sulla forza lavoro dei campi di concentramento. Un elemento molto controverso fra gli studiosi, è la disfunzionalità economica dei lager. Considerando che un deportato di sesso femminile veniva a costare quotidianamente al Reich all’incirca un marco e 22 centesimi, mentre un deportato di sesso maschile costava un marco e 34 centesimi, i conti sono facilmente ottenibili.

Il profitto medio per ogni deportato maschio giornaliero per il Reich è di circa due marchi e 16 centesimi, mentre il profitto per ogni deportato donna è di circa due marchi e 28 centesimi. Luftwaffe, la stessa Todt, l’esercito, gli armamenti, l’organizzazione Speer, etc. L’Arendt sostiene che l’inutilità del lavoro coatto, presente anche all’interno del sistema staliniano, fu portato all’estremo, fino all’aperta anti-utilità quando nel bel mezzo della guerra, malgrado la scarsezza di materiale edilizio e rotabile, costruirono enormi e costose fabbriche di sterminio trasportando milioni di persone avanti e indietro. Reich, e quindi, paradosso dei paradossi, la stessa guerra e ideologia che li aveva resi schiavi e privati dell’individualità. Prigionieri sofferenti di inedia, nel campo di concentramento di Ebensee, 7 maggio 1945. Ebensee era un sotto-campo del campo principale Mauthausen, liberato dalla 80ª Divisione.

Un altro tema fondamentale è quello inerente alla distruzione del soggetto di diritto che è nell’uomo. La distruzione dei diritti della persona è considerato il primo passo verso il dominio totale. Infatti, l’unica cosa irrealizzabile era ciò che rendeva sopportabili le concezioni tradizionali del castigo: il giudizio universale, l’idea di un principio assoluto di giustizia, associato all’infinita possibilità della grazia. Un ordine di considerazioni è relativo alle conseguenze derivanti dalla mescolanza di delinquenti comuni con le altre categorie d’internati.

Ogni prigioniero aveva un incarico affidatogli dalle SS. Mettere insieme i delinquenti comuni con le altre categorie d’internati mostra a queste ultime con agghiacciante evidenza che sono scese al più basso livello della società, e, più tardi, che hanno ogni ragione di invidiare il ladro o l’assassino più losco, che almeno è punito per qualche reato che ha commesso. Il passo successivo nella preparazione dei cadaveri viventi era l’uccisione della personalità morale. Ciò si otteneva impedendo, per la prima volta nella storia, il martirio, la testimonianza. Bettelheim lo dimostra chiedendosi “quante persone nel lager credono ancora che una protesta abbia importanza storica? Questo scetticismo è il vero capolavoro delle SS. I lager e l’assassinio degli avversari politici erano soltanto una parte dell’oblio organizzato che, oltre a colpire gli strumenti dell’opinione pubblica come il discorso e la stampa, si estendeva alle famiglie e agli amici delle vittime.