Storia

Incontri dopo la morte. Apparizioni, contatti e manifestazioni tra gli spiriti dei defunti e i viventi PDF

Dio Creatore, incontri dopo la morte. Apparizioni, contatti e manifestazioni tra gli spiriti dei defunti e i viventi PDF da Satana, fondata sulla Bibbia. L’ánghelos Hermes alato, in un’opera classica conservata presso il Museo Puškin delle belle arti di Mosca. Hermes considerato il messaggero degli Dei. Inscriptiones Graecae III, 933 e segg.


Författare: Erlendur Haraldsson.

Tra il 1974 e il 1975 il dottor Erlendur Haraldsson svolse un’inchiesta sulla possibilità di stabilire un qualsiasi contatto tra i defunti e i viventi. Alla domanda “Avete mai sentito la presenza di una persona deceduta?”, su 901 intervistati, il 31 per cento rispose in modo positivo. A seguito di questa scoperta, negli anni successivi, l’autore si è dedicato alla ricerca sui contatti tra i due mondi, conducendo colloqui approfonditi con più di 450 soggetti che avevano percepito la presenza di un defunto in stato di veglia. Questo libro presenta le storie più incredibili raccolte nelle numerose interviste e documenta, tramite tabelle e dati statistici puntuali, il numero di “incontri” avvenuti tra individui viventi e spiriti.

Nella riflessione teologico-filosofica antica un tema corrispondente alla comune nozione degli angeli è già presente. In Talete, come in Eraclito, il mondo è pieno di dei vale a dire di angeli. Per i pitagorici i sogni erano inviati agli uomini dai geni. Anche Democrito parlò di geni abitanti nello spazio. Platone, in particolare nel Convivio, menzionò dei dáimōn che, ministri di Dio, sono vicini agli uomini per ben ispirarli.

Porfirio sosteneva che sono gli angeli a portare a Dio le nostre invocazioni difendendoci dai dèmoni malvagi. Giamblico elaborò una gerarchia del mondo celeste sostenendo che gli angeli innalzano l’uomo dal mondo materiale mentre i demoni li spingono a immergervisi, gli arcangeli accompagnano le loro anime nel cielo e gli eroi si occupano del mondo. E le apparizioni degli dèi sono belle a vedersi, perché brillano, quelle degli arcangeli solenni e calme, più miti quelle degli angeli, quelle dei demoni terribili. De mysteriis Aegyptiorum, Chaldeorum et Assyriorum II,3. Claudio Moreschi in Giamblico I misteri degli egiziani. Il culto degli angeli fiorì in Egitto e Asia Minore tra il II e III secolo d. Andrea Piras evidenzia la stretta connessione tra gli angeli e le anime dei defunti nelle credenze relative all’immortalità delle religioni del mondo classico in quanto, secondo tali credenze, le anime migliori venivano trasformate in angeli.

Il karibu viene raffigurato con le mani protese verso il cielo pronto a intercedere con gli Dei. Questo simbolo rappresenta lo “spirito guardiano”, ma anche l’anima dell’uomo. Gli “angeli” ricoprono un ruolo fondamentale nella religione zoroastriana. Zarathuštra presumibilmente tra il X e l’VIII secolo a.

Le entità spirituali più elevate, create da Ahura Mazdā per affiancare l’uomo nella sua lotta contro il Male. Avestā a cura di Arnaldo Alberti. Legislatore Supremo, Giudice Supremo – riferito a Dio -“, oppure sost. Allo stesso modo sulla nozione dell'”angelo” biblico si osservano influenze semitiche, cananee e zoroastriane.

Nelle versioni ebraiche dei testi biblici מלאך, mal’akh indica quindi un “messaggero” dove il termine l’k indica generalmente l'”inviare” qualcuno per una ambasciata, per osservare o anche spiare qualcuno o qualcosa. Mal’akh Jhwh è quindi l’inviato di Dio che trasmette le sue volontà tra gli uomini. Mal’akh viene reso nella versione greca della Bibbia con il termine greco ánghelos. Così, nel Libro della Genesi, testo databile a non prima della seconda metà del VI a. I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma.

Quegli uomini dissero allora a Lot: “Chi hai ancora qui? Il genero, i tuoi figli, le tue figlie e quanti hai in città, falli uscire da questo luogo. Nel Libro dei Giudici, testo del V secolo a. L’angelo del Signore apparve a questa donna e le disse: “Ecco, tu sei sterile e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio.

Ora guardati dal bere vino o bevanda inebriante e dal mangiare nulla d’immondo. Nel Libro di Zaccaria, testo del V secolo a. Io ebbi una visione di notte. Io domandai: “Mio signore, che significano queste cose? L’angelo che parlava con me mi rispose: “Io t’indicherò ciò che esse significano”. Allora l’uomo che stava fra i mirti prese a dire: “Essi sono coloro che il Signore ha inviati a percorrere la terra”.

Nel testo apocalittico canonico del II secolo a. Libro di Daniele, un angelo appare al giovane Daniele per spiegargli il significato simbolico delle visioni. Questo angelo ha un nome: Gabriele. Ulai, che gridava e diceva: “Gabriele, spiega a lui la visione”. Egli venne dove io ero e quando giunse, io ebbi paura e caddi con la faccia a terra.