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Incorruttibile.Vol. 26/4: Redenzione PDF

La neutralità di questa voce o sezione incorruttibile.Vol. 26/4: Redenzione PDF’argomento religione è stata messa in dubbio. Enciclopedia Treccani e nella Enciclopedia Italiana Treccani, ovvero un movimento che avversa il culto delle immagini, con una sua teologia e conseguente forma liturgica. Necessita quindi di una riscrittura sulla base di fonti bibliografiche.


Författare: Mark Waid.

Continua il viaggio nel passato di Max Damage: il bambino di nome Evan è cresciuto, è diventato un rapinatore e non sopporta che possa esistere un essere come il Plutoniano, tutta quella bontà non può che essere un’ipocrisia e per dimostrarlo Evan farà di tutto per ottenere a sua volta super poteri. Non immagina che anche il Plutoniano lo odia perché gli ricorda un atto vergognoso commesso in gioventù. (Continua da Irredimibile n.33)

NOTA successiva di un Archeologo Cristiano: Francamente, dopo aver letto per intiero la Voce, non si coglie questa denunciata mancanza di neutralità o sovrastruttura contrastante col supposto significato “positivo”, che vizierebbe il significato insito nel Testo. Per contribuire, correggi i toni enfatici o di parte e partecipa alla discussione. Non rimuovere questo avviso finché la disputa non è risolta. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. Segni dell’arte iconoclasta bizantina, nell’abside della chiesa di Santa Irene a Costantinopoli. Il termine “iconoclastia” venne poi usato più in generale per indicare altre forme di lotta contro il culto di immagini in altre epoche e religioni o correnti religiose.

In senso figurato, l’iconoclastia indica un’opposizione spregiudicata e violenta verso le convenzioni, le ideologie e i principi comunemente accettati dalla società. La questione propriamente teologica sull’utilizzo o la distruzione delle immagini religiose viene a formarsi nelle religioni abramitiche. Tutte e tre attribuiscono a Dio una trascendenza che supera i limiti dell’essere umano. Dio allora pronunciò tutte queste parole: Io sono il SIGNORE, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai.

23 e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell’uomo corruttibile,di uccelli,di quadrupedi e di rettili. Ascoltate la parola che il Signore vi rivolge, casa di Israele. Così dice il Signore: Non imitate la condotta delle genti e non abbiate paura dei segni del cielo, perché le genti hanno paura di essi. Poiché ciò che è il terrore dei popoli è un nulla, non è che un legno tagliato nel bosco, opera delle mani di chi lavora con l’ascia. Quelli che scortavano Paolo lo accompagnarono fino ad Atene e se ne ripartirono con l’ordine per Sila e Timòteo di raggiungerlo al più presto. Mentre Paolo li aspettava ad Atene, lo spirito gli s’inacerbiva dentro nel vedere la città piena di immagini.

E Paolo, stando in piedi in mezzo all’Areòpago, disse: Ateniesi, vedo che sotto ogni aspetto siete estremamente religiosi. O mio Signore, rendi sicura questa contrada e preserva me e i miei figli dall’adorazione degli idoli. In senso contrario, in Esodo 26:1 si riporta che le tende del Tabernacolo, all’epoca di Mosè, erano ricamate con raffigurazioni di Cherubini ed altre creature angeliche. Il divieto di un’arte naturale invece è più volte ribadito negli ʾaḥādīth, i discorsi di Maometto ai suoi discepoli, che si ritiene che completino il messaggio di Dio con chiarimenti che solo il profeta avrebbe potuto fornire, e che secondo una corrente interpretativa sono opera umana quindi potenzialmente corrotta, dovendosi riferire al solo testo coranico. Il divieto esprime un rifiuto a vedere l’uomo sostituire se stesso al Creatore nel tentativo di imitare le forme naturali.

L’arte islamica tiene conto di questi principi, sviluppandosi come arte stilizzata ed astratta. Lo stesso argomento in dettaglio: Origini del cristianesimo e Primi centri del cristianesimo. Tra il I e il II secolo, cioè agli albori della cristianità, una delle maggiori argomentazioni che affliggevano i cristiani era se fosse permesso mangiare la carne offerta agli idoli dai pagani. Dopo la fine dell’età apostolica e l’inizio del III secolo non ci sono state dispute o controversie riguardo alle immagini religiose, sebbene in molte chiese ci fossero già pitture parietali e simboli cristiani. A partire dalla seconda metà del III secolo alcuni dei più celebri ed autorevoli padri della Chiesa, come Origene Adamantio ed Eusebio di Cesarea, si schierarono contro gli iconoduli, criticando fortemente la loro pratica idolatra con i loro numerosi scritti. Lo stesso argomento in dettaglio: Assimilazione culturale. Solo a partire dal IV secolo vi era stato un vero e proprio dibattito teologico sulla liceità di rappresentare Gesù e altre figure religiose.

Naturalmente, per la religiosità popolare, questa distinzione sfumava e l’immagine stessa finiva per diventare oggetto taumaturgico. All’inizio del VI secolo gli aniconisti aumentarono di numero a causa della diffusione nell’Impero bizantino di vari monofisiti. Papa Gregorio I nei suoi scritti loda e ammira lo zelo di molti cristiani nella distruzione delle icone, ma dall’altro lato ordina di ristabilirle, poiché secondo lui sono utili, dal punto di vista religioso, per la gente comune e per gli analfabeti in sostituzione ai libri. Fin dalla fine del secolo IV, la parte orientale dell’impero romano, in seguito impero bizantino, era stata affetta da numerose eresie, che rischiavano di minare la sua stessa unità.