Arte e spettacolo

Karate manuale del praticante ma non solo PDF

Questa voce o sezione sull’argomento judo non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Divenuta ufficiale nel 1964 in occasione delle Olimpiadi di Tokyo, alle Olimpiadi di Atene 2004 ha rappresentato il terzo karate manuale del praticante ma non solo PDF più universale, con atleti da novantotto Paesi.


Författare: Naletto Sandro.

Manuale che oltre a parlare della fondazione del Karate, stile Shorinji Ryu Renshinkan, è corredata da oltre 500 foto, oltre 20 video pubblicati su Youtube, con allegato il Regolamento WKF per Kata e Kumite. L’autore ha voluto portare a conoscenza del praticante, o anche a coloro che stanno valutando la possibilità di investire tempo e fatica, oltre agli aspetti teorico-tecnici, gli aspetti e conoscenze della psicologia nello sport, con particolare riferimento al Karate, la Ipnotecnica applicata al Karate, il lavoro del Coach nel Karate, il marketing sportivo relativo al Karate, alcuni suggerimenti di applicazione di strumenti utili per la pratica del Karate, come l’utilizzo del dinamometro digitale. Per ultimo, viene data una visione d’insieme completa e analitica, qualora il praticante, ottenuta la cintura nera, intenda svolgere l’attività a tempo pieno col Karate ed altre arti marziali, individuando quei possibili percorsi che possano aiutare il praticante/imprenditore. Si porta a conoscenza la possibilità di intraprendere il percorso di Laurea in Psicologia delle scienze motorie, completando così la propria formazione e lavorare con passione e dedizione.

Judoka in azione ai Giochi Olimpici di Londra 2012. 13 m per le classi Cadetti, Juniores e Seniores, nonché uno spessore di almeno 4 centimetri. Prima del combattimento propriamente detto, i due combattenti effettuano l’entrata sul tatami e fanno il saluto: salutano una prima volta il tappeto dall’esterno, poi ritornano passando faccia a faccia dietro i giudici d’angolo per andare a posizionarsi appena fuori dall’area di gara vera e propria. Da quella posizione aspettano il segnale dell’arbitro, che farà segno avvicinando le sue braccia tese di fronte a lui. Il Judo ha tre livelli di punteggio, 2 nelle gare IJF dal 2017: in ordine decrescente ippon, waza-ari e yuko.

Dal 2016, con l’entrata in vigore del nuovo regolamento, non è più possibile sommarli. Il punteggio yuko non si cumulava con altri punteggi e veniva utilizzato per assegnare la vittoria in situazioni in cui considerando solo gli ippon e i waza-ari il punteggio sarebbe pari. Dal 2017 in tutte le gare IJF lo yuko non viene più assegnato, sostituito direttamente da un waza-ari sia durante una proiezione che durante un’immobilizzazione. Con l’introduzione del nuovo regolamento IJF i waza-ari non vengono più sommati. Un punto di livello maggiore supera sempre un qualsiasi numero di punti di livello inferiore, per cui un ippon supera sempre un numero qualsiasi di waza-ari. Un waza-ari superava sempre un numero qualsiasi di yuko prima che questi venissero aboliti. Questo sistema privilegia l’atleta che esegue una tecnica il più corretta e pulita possibile.