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L’industria del cotone nella valle dell’Olona PDF

I mulini ad acqua sul fiume Olona sono degli edifici destinati all’attività molinatoria che sono disseminati lungo le rive del fiume Olona. Con il passare dei secoli, il loro numero è progressivamente diminuito, e solo una piccola parte è giunta l’industria del cotone nella valle dell’Olona PDF al XXI secolo. Alcuni di essi versano in stato di abbandono, mentre altri sono stati recuperati per le più svariate finalità.


Författare: Davide Pisoni.

Ripercorrere l’epoca delle manifatture cotoniere e delle grandi ciminiere situate a cavallo del fiume Olona, dei telai a mano e di quelli meccanici, dei fusi e dei fustagni, significa principalmente rimembrare un’epoca che caratterizzò la nostra storia, il nostro passato ed il vissuto quotidiano di intere generazioni di filatori e tessitori, e i cui segni distintivi permangono ancor oggi nel paesaggio, nella cultura e nella lingua delle popolazioni che abitano la Valle dell’Olona.

Tra le sorgenti e Nerviano il corso del fiume era un tempo disseminato di mulini. Questa importanza fu tale anche nei secoli successivi, e per questo motivo le Signorie degli Sforza e dei Visconti posero a presidio dei più importanti raggruppamenti di mulini sull’Olona alcune fortificazioni, sfruttando fortilizi e castelli già esistenti. L’attività vinicola dell’Altomilanese, un tempo fiorente, fu messa in crisi a metà del XIX secolo da alcune malattie della vite. Lo stesso argomento in dettaglio: Consorzio del fiume Olona. Nel 1548 fu emanata una “grida” che obbligava gli utilizzatori delle acque a comprovare, tramite documentazione scritta, i dettagli dei vari impieghi. Il mancato rispetto di queste norme comportava il pagamento di sanzioni, nei confronti delle quali le famiglie nobiliari erano esentate.

In questi secoli la distribuzione delle acque non era equanime. Nel 1606 fu costituito a Milano un vero e proprio consorzio fra gli utilizzatori sotto la sorveglianza del commissario del fiume. Non fu un caso che il consorzio sia nato a Milano: nel capoluogo meneghino dimoravano infatti gli utilizzatori delle acque che avevano gli interessi più cospicui. Il mulino Montoli a San Vittore Olona. Nel 1606 la Regia Camera Ducale di Milano commissionò alcune “oculari ispezioni” eseguite da ingegneri provinciali o da custodi del fiume, ai quali era assegnata la salvaguardia dei singoli tratti del fiume.

Nell’ispezione del 1606 si constatò che la zona del Legnanese era un luogo adatto per la costruzione dei mulini, dato che in quest’area il fiume Olona forniva acque costanti per gran parte dell’anno, e sufficientemente veloci per muovere le grandi pale. In questo tratto di fiume ne risultarono in attività 14. Dato che le ruote in funzione erano 463, da questi dati si può dedurre che molti mulini avevano più di una ruota. Venne acquistato dal Cotonificio Cantoni nel 1829. Si trovava lungo l’Olonella all’altezza della moderna piazza IV novembre. Nel 1733 fu compiuto un secondo censimento. Realizzato dal camparo Gaspare Bombelli, questo documento riportava i mulini e gli edifici presenti lungo il corso del fiume.

Questi mulini muovevano anche un filatoio, due folle di panni, alcuni torchi d’olio e un maglio. A partire dal XVIII secolo cambiò anche la ripartizione delle proprietà. Un secolo dopo il numero di mulini scese ancora. A cavallo tra il XVIII ed il XIX secolo questa situazione cominciò a mutare.