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L’ombra della montagna PDF

Vorrei poter dire anche la mia su tutta questa vicenda che ha dell’incredibile. Eppure, del l’ombra della montagna PDF incredibile non è stata, se è vero che è stato realizzato, sotto gli occhi di tutti, quello scempio che oggi possiamo vedere, anche senza recarci sul posto. Mario Bagno, nativo di Vercelli, aveva comperato l’intero paese di Consonno. Ma non si andò oltre il cicaleccio popolare.


Författare: Gregory David Roberts.

Un unico sbaglio può appiccare il fuoco a una foresta nel cuore, oscurando ogni luce…”: così comincia quest’opera. “Shantaram” ha come protagonista Lin, il “filosofo che ha smarrito l’integrità nel crimine”, il fuggiasco divenuto a Bombay un “uomo della pace di Dio” in grado di allestire ospedali per mendicanti e di stringere relazioni pericolose con la mafia indiana. Ne “L’ombra della montagna” perduto nella giungla urbana di amore, morte e resurrezione dell’immensa metropoli indiana, Lin è alle prese con la Grande Ombra che si abbatte, improvvisa, sulla sua esistenza, su quella delle sue donne, Lisa e Karla, e dei suoi amici più cari. Dopo la morte di Khaderbhai, il gangster-saggio che lo ha eletto a suo allievo, Lin si ritrova, in compagnia di Abdullah e di altri membri della vecchia organizzazione, nella Sanjay Company, la società criminale diretta dall’ambizioso Sanjay Kumar. In una delle scorribande in compagnia di Vikram, si imbatte in Concannon, uno straniero come lui, un irlandese dell’Ulster con uno scintillio spavaldo, quasi un presagio minaccioso negli occhi. Quell’incontro è l’errore destinato a oscurare ogni luce. Concannon non conosce, infatti, compassione. Per essere sincero con sé, per non fingere ciò che non è e non può, deve essere insensibile a tutto e a tutti, e seguire il suo destino, la sua “follia marziale” che lo spingerà a scatenare una guerra sanguinosa tra la Sanjay Company e la banda degli Scorpions…

A quei tempi le nostre amministrazioni, non so se succede ancora oggi, calavano le braghe pur di racimolare qualche soldino, e poi le bustarelle erano all’ordine del giorno. Non so se questo malcostume riguardò anche l’amministrazione di Consonno. Sarà anche per noi una fortuna! Quando svolgevo il ministero pastorale a Monte, ho sempre lottato perché almeno qualcuno capisse che qui, in Brianza, quel poco di paradiso che ci è rimasto, va conservato e difeso contro le speculazioni edilizie. Purtroppo, ancora oggi, le nostre amministrazioni non sono particolarmente sensibili all’ambiente. In Brianza manca la cultura ambientale. Ben vengano quelle associazioni che lottano per conservare il bello, che non è solo qualcosa di estetico, ma di vitale e di esistenziale per tutti quanti.

E poi, pensando allo scempio di Consonno, non dobbiamo dimenticare una cosa: certe ferite procurate all’ambiente sono irreversibili, non si possono più sanare. Se togli un pezzetto di collina, quel pezzetto non potrà più essere restituito. Come puoi oggi dire: torniamo come prima? Le vecchie case distrutte sono distrutte per sempre! L’antica fisionomia del paese non la potrai più ripristinare. Fatto il danno, compiuto il crimine, ora che fare?