Storia

L’Usucapione PDF

Il diritto di usufrutto è sempre temporaneo. Non può infatti durare oltre la vita dell’usufruttuario o, se l’Usucapione PDF è una persona giuridica, oltre il termine di trent’anni.


Författare: Angela Senatore.

La separazione di usufrutto e nuda proprietà è uno schema talora utilizzato nella vendita di immobili. Il valore di mercato dell’immobile viene scontato di un ammontare che decresce con l’età dell’usufruttuario, poiché si prevede rispetto alla vita media un minore numero di anni in cui diventerà pieno l’esercizio dei diritti di proprietà e l’immobile sarà abitabile per l’acquirente. I sindaci non hanno poteri di espropriazione forzata, ma la legge conferisce loro il potere di requisizione degli immobili disabitati e sfitti da un periodo maggiore di 7 anni, per porre rimedio a una situazione di caro-case e di emergenza abitativa. Usufructus est ius alienis rebus utendi fruendi, salva rerum substantia”: è la definizione dell’istituto di diritto romano, per il quale “l’usufrutto è il diritto di usare e usufruire di cose altrui senza alterarne la natura e la consistenza”. Il diritto aveva tipicamente come oggetto una res fruttifera e inconsumabile. Per ovviare alla palese forzatura che si veniva a realizzare in tal modo, si ammise in seguito che l’usufrutto potesse essere costituito mortis causa mediante legatum per vindicationem, legato a effetti obbligatori. Per la sua originaria funzione alimentare l’usufrutto in un primo momento si poté costituire solo a favore di persone fisiche.

Era infatti ritenuto iniquo che il nudo proprietario sopportasse a tempo indeterminato la privazione del godimento del bene in piena proprietà. A tutela dell’istituto era concessa una vindicatio ususfructus, sul modello della vindicatio servitutis, chiamata anche, già dalla tarda età classica, actio confessoria servitutis. L’usufrutto legale ha perduto la sua importanza con la soppressione della dote e dell’usufrutto del coniuge nelle successioni legittime: resta l’usufrutto dei genitori sui beni dei figli minorenni. In quest’ultimo caso i frutti così percepiti debbono essere destinati al mantenimento della famiglia e all’istruzione e all’educazione dei figli. L’usufrutto stabilito “per volontà dell’uomo” è quello costituito per contratto o testamento. Un’ipotesi particolare di usufrutto volontario è quella della vendita con riserva d’usufrutto. Lo stesso argomento in dettaglio: Vendita con patto di riscatto.

Anche quando l’usufrutto si costituisce per contratto, questo esaurisce la propria funzione nella costituzione del diritto reale su cosa altrui. Non c’è rapporto di corrispettività fra i diritti del nudo proprietario e quelli dell’usufruttuario. Al termine dell’usufrutto, l’usufruttuario dovrà restituire la cosa al proprietario, nello stato in cui si trovava quando l’ha ricevuta, salvo il deterioramento derivante dall’uso. Quando si tratta di universalità di beni mobili, dovrà reintegrarla delle singole cose perite. L’usufrutto può avere come oggetto cose consumabili o fungibili. In questo caso, solitamente definito come “quasi-usufrutto”, l’usufruttuario dovrà restituire, al termine dell’usufrutto, il loro equivalente in quantità e qualità. Ma in questo caso non si ha un diritto reale su cosa altrui.

Mancando la stima si ha un’obbligazione con facoltà alternativa a carico dell’usufruttuario, o di pagare il valore che le cose hanno al termine dell’usufrutto o restituirne altre di uguale qualità e quantità. Discussa è la natura di tale diritto: secondo una dottrina minoritaria che ammette l’istituto della proprietà temporanea, la fattispecie dell’articolo, attribuendo al quasi-usufruttuario la qualifica di vero e proprio proprietario, non è usufrutto, ma una delle ipotesi previste dal codice di proprietà temporanea. Il passaggio di proprietà delle cose consumabili avviene al momento stesso della costituzione del diritto, in virtù del principio consensualistico dell’art. Viceversa la dottrina preferibile ritiene che la fattispecie prevista dall’art. Il problema che si pone è: quando si acquista tale proprietà? Secondo la tesi minoritaria sopra vista l’acquisto avviene ex art.

Da Paolo, ripreso da Giustiniano cfr. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 27 nov 2018 alle 12:57. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. L’usucapione, in latino usucapio, è un modo di acquisto della proprietà a titolo originario basato sul perdurare per un determinato periodo di tempo del possesso su di un bene. L’antecedente storico dell’usucapione è rappresentato dall’antico usus, istituto di diritto romano disciplinato già dalla Legge delle XII tavole.

In seguito i giuristi romani crearono il differente istituto dell’usucapio, discendente dall’usus, che a differenza di quest’ultimo portava solo all’acquisto della proprietà in base alla possessio di una cosa. Potevano essere oggetto di usucapio sia le cose mobili sia le cose immobili, purché si trattasse sempre di res corporalis. Il primo documento noto in lingua volgare italiana è costituito dai Placiti cassinesi, che sono delle testimonianze in una disputa di usucapione di un terreno. Può accadere che un bene abbia per anni un possessore non proprietario e un proprietario non possessore. Al protrarsi di questa situazione la legge ricollega una precisa conseguenza: il proprietario perde il diritto di proprietà, il possessore lo acquista. Il codice civile intende per usucapione il modo di acquisizione della proprietà a seguito del possesso pacifico, non violento e ininterrotto di un bene mobile o immobile per un periodo temporale di almeno vent’anni.