Sport

La città negata PDF

Grecia, ma anche il modello politico tipico in quel periodo in Grecia. La polis fu un modello di struttura tipicamente greca che la città negata PDF l’attiva partecipazione degli abitanti liberi alla vita politica.


Författare: Lucio Rosato.

Un approccio sbagliato al tema della città ha portato a una condizione tangibile del degrado in cui questa vive la contemporaneità negata. Siamo di fronte ad una città divisa dove due falsi territori si fronteggiano e si scontrano: da una parte il centro storico delimitato e protetto da pericolosi piani di recupero, dall’altra le nuove periferie affidate ad un caos programmato. Il fatto stesso che si continui a parlare di zone periferiche e di zone centrali è la dimostrazione che non si vuole modificare una tendenza in atto da troppi decenni, impostata sui valori di mercato attribuiti.

L’armonia esistente fra la polis e gli individui che la componevano era assimilata così a quella esistente in natura fra il tutto e le sue singole parti. In virtù di una tale corrispondenza l’uomo greco era portato a sentirsi organicamente inserito nella sua comunità. Ognuno trovava la propria realizzazione nella partecipazione alla vita collettiva e nella costruzione del bene comune. Questa voce o sezione sull’argomento storia è ritenuta da controllare.

Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. La nozione di città stato, elaborata dai moderni, sarebbe troppo rigida per esprimere le diverse realtà locali in cui era frazionata la Grecia antica: questo termine sembra infatti far riferimento ad una grande varietà di forme di insediamento e di comunità politiche, a livelli cronologici oltretutto diversi. L’idea della polis senza stato è stata anticipata da alcuni interventi volti a sottolineare il carattere prevalentemente sociale della città greca. Robin Osborne ha sottolineato la mancanza di un’autorità statale nella polis e un potere esecutivo vero e proprio. Il carattere autonomo delle polis deriverebbe dalla conformazione geografica del territorio greco, che impediva facili scambi tra le varie realtà urbane poiché prevalentemente montuoso. Ogni polis era organizzata autonomamente, secondo le proprie leggi e le proprie tradizioni. L’indipendenza e la mancata unità delle polis furono le cause principali della loro caduta.

Il re macedone Filippo II e suo figlio Alessandro Magno infatti sfruttarono a loro vantaggio le lotte interne fra le città stato per dominarle e sottometterle. Grecia si conobbe un aumento dell’uso del ferro, da cui nacque un miglioramento della sua lavorazione e che permise, grazie ad una efficace coltivazione della terra, un aumento demografico. Quindi i popoli non potevano più vivere in villaggi di difficile accesso, sperduti e in mezzo alle montagne, ma dovevano organizzarsi per difendersi dagli attacchi esterni e bisognava accumulare provviste per le carestie. Così avvenne un cambiamento della struttura urbana. La polis comprendeva sia il centro urbano, cinto da mura e costituito dall’acropoli e dalle abitazioni, sia il territorio circostante: la regione. La parte bassa della città era chiamata asty ed era la parte delle abitazioni più povere, dove vivevano contadini ed artigiani che però a volte diventavano ricchi grazie al commercio.