Biografie e autobiografie

La cucina vicentina. Storie e ricette PDF

Antichi libri rilegati ed usurati nella biblioteca del Merton College a Oxford. Un libro è costituito da un insieme di fogli, stampati oppure manoscritti, delle stesse dimensioni, rilegati insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina. Il libro è il la cucina vicentina. Storie e ricette PDF più diffuso del sapere. L’insieme delle opere stampate, inclusi i libri, è detto letteratura.


Författare: Giovanni Capnist.

Quando si pensa alla cucina vicentina, sorge spontanea l’associazione con il «baccalà» (stoccafisso nelle altre regioni). Un piatto gustoso, dal sapore inconfondibile, che ha fatto «storia». Ma la tradizione culinaria vicentina non è, ovviamente, solo questo: sono poche anzi le province italiane che possono vantare una così grande varietà di prodotti tipici e specialità. Pensiamo, solo per citare alcune di queste prelibatezze, alla sopressa piuttosto che al prosciutto, ai formaggi e al burro dell’altopiano di Asiago, alla polenta, ai piselli di Lumignano, alle ciliegie di Marostica, alle erbe spontanee, all’olio di Nanto, al tartufo, al vino. La lista potrebbe andare avanti ancora, viste le origini antichissime di questa cucina che possono essere ricondotte, addirittura, all’epoca dei Greci per l’uso dei cibi marinati, dell’aglio, della cipolla, degli aromi forti di certe piante, del vino, appunto. Non manca nemmeno qualche sfumatura d’Oriente: in fondo, la via delle spezie di Venezia passava anche da Vicenza.

I libri sono pertanto opere letterarie. Un negozio che vende libri è detto libreria, termine che in italiano indica anche il mobile usato per conservare i libri. La biblioteca è il luogo usato per conservare e consultare i libri. La parola italiana libro deriva dal latino liber. Livelli di produzione libraria europea dal 500 al 1800. L’evento chiave fu l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg nel XV secolo.

La storia del libro segue una serie di innovazioni tecnologiche che hanno migliorato la qualità di conservazione del testo e l’accesso alle informazioni, la portabilità e il costo di produzione. Essa è strettamente legata alle contingenze economiche e politiche nella storia delle idee e delle religioni. La scrittura è la condizione per l’esistenza del testo e del libro. La scrittura, un sistema di segni durevoli che permette di trasmettere e conservare le informazioni, ha cominciato a svilupparsi tra il VII e il IV millennio a. Quando i sistemi di scrittura furono inventati furono utilizzati quei materiali che permettevano la registrazione di informazioni sotto forma scritta: pietra, argilla, corteccia d’albero, lamiere di metallo.

Lo studio di queste iscrizioni è conosciuto come epigrafia. Una tavoletta può esser definita come un mezzo fisicamente robusto adatto al trasporto e alla scrittura. Le tavolette di argilla furono ciò che il nome implica: pezzi di argilla secca appiattiti e facili da trasportare, con iscrizioni fatte per mezzo di uno stilo possibilmente inumidito per consentire impronte scritte. Le tavolette di cera erano assicelle di legno ricoperte da uno strato abbastanza spesso di cera che veniva incisa da uno stilo. Servivano da materiale normale di scrittura nelle scuole, in contabilità, e per prendere appunti. Avevano il vantaggio di essere riutilizzabili: la cera poteva essere fusa e riformare una “pagina bianca”.

Lo stesso argomento in dettaglio: Rotulus. Papiro egiziano che illustra il dio Osiride e la pesa del cuore. Che fossero fatti di papiro, pergamena o carta, i rotoli furono la forma libraria dominante della cultura ellenistica, romana, cinese ed ebraica. La storia del libro continua a svilupparsi con la graduale transizione dal rotolo al codex, spostandosi dal Vicino Oriente del II-II millennio a. La serie degli Xenia raccolta in questo agile libretto ti costerà, se la compri, quattro soldi. Potrai pagarli due, e Trifone il libraio ci farà il suo guadagno comunque.